
L’auto si lava, si lucida e si parcheggia con cura, ma quando si tratta di sollevare il cofano e controllare il livello dell’olio, l’astina continua ad essere un mistero insondabile per molti automobilisti.
È quanto emerge da un sondaggio nazionale commissionato da “Castrol”, che fotografa un’Italia al volante distratta proprio sull’ABC della manutenzione.
Il risultato è che la maggioranza di automobilisti espone il motore a rischi evitabili, rimandando un controllo tanto semplice quanto cruciale.
Tre mesi senza controllare: la normalità
Secondo l’indagine, il 62% dei proprietari di auto endotermiche ha verificato il livello dell’olio l’ultima volta tre mesi fa. Un ulteriore 35% dichiara di non farlo da oltre quattro mesi. In pratica, quasi nove automobilisti su dieci superano di gran lunga l’intervallo consigliato.
Eppure la regola è di controllare il livello almeno ogni 1.500 km e sempre prima di affrontare un viaggio lungo.
Un’operazione che richiede pochi minuti ma che può fare la differenza tra un motore efficiente e un danno che può costare parecchio denaro.
Questo perché l’olio non è un dettaglio tecnico, ma un fluido che lubrifica e protegge componenti fondamentali come treno valvole, catena di distribuzione, pistoni e cuscinetti, e se il livello scende troppo l’attrito aumenta aumentando il rischio di usura precoce o, nei casi peggiori, di guasti gravi.
Frequenza? Più annuale che mensile
Alla domanda “Con quale frequenza controlla il livello dell’olio?”, solo il 22% risponde “almeno una volta al mese”, il 34% effettua un controllo trimestrale, il 25% semestrale e l’11% addirittura annuale.
Un dato che racconta molto del rapporto difficile degli italiani con la manutenzione ordinaria, dettaglio a cui si pensa solo quando qualcosa segnala un problema, più che per prevenirlo.
La fascia d’età tra i 35 e i 44 anni risulta tra le più inclini a rimandare: il 12% dichiara di controllare l’olio solo una volta all’anno, un comportamento che stride con l’uso intenso dell’auto tra lavoro e famiglia.
Nord e Sud: cambia l’attenzione al cofano
Interessante anche la distribuzione geografica: in Sardegna e Sicilia il 32% degli automobilisti controlla l’olio almeno una volta al mese, nel Nord-Ovest, invece, la percentuale si ferma al 16%.
Un divario che riflette abitudini culturali, diversi livelli di percorrenza o semplicemente una maggiore attenzione personale alla meccanica.
“So farlo”… ma non sempre lo faccio
L’86% degli intervistati afferma di sapere come si controlla il livello dell’olio, tuttavia la sicurezza dichiarata non è uniforme: tra gli uomini la percentuale sale al 92%, mentre tra le donne si ferma al 78%.
Il 6% ammette di non aver mai controllato l’olio in vita propria, un dato minore ma significativo che evidenzia come una parte degli automobilisti ignori completamente la manutenzione ordinaria.
Quanto al rabbocco, il 74% sostiene di sapere quanto olio aggiungere in caso di livello basso e anche in questo caso emerge un divario: 79% tra gli uomini, 68% tra le donne.
Fai da te o officina?
Quando si passa dalla teoria alla pratica, il 55% dei proprietari controlla l’olio autonomamente, il 20% si rivolge a un’officina, mentre il 15% lascia il compito al partner o al coniuge.
Eppure, il 48% degli intervistati preferirebbe che fosse un tecnico a occuparsi del controllo.
La spia non basta
Vincent Panel, Head of Product & Communications – Europe di Castrol, sottolinea un punto chiave: molti automobilisti attendono oltre il tempo raccomandato prima di verificare il livello dell’olio.
È vero che le auto moderne dispongono di sensori che avvisano quando il livello diventa basso, ma il problema è che l’usura può iniziare prima dell’accensione della spia. In altre parole, affidarsi esclusivamente all’elettronica significa intervenire quando il processo di deterioramento è già in corso.
Prevenzione contro imprevisti
Il controllo periodico dell’olio è uno dei gesti più semplici e meno costosi della manutenzione automobilistica: non richiede competenze avanzate né strumenti sofisticati.
Per le officine, il sondaggio rappresenta anche un’opportunità: offrire controlli periodici dell’olio come servizio rapido può intercettare nuovi clienti e prevenire interventi ben più onerosi, per gli automobilisti, invece, ignorare l’olio significa mettere a rischio la longevità del motore.
E in un’epoca in cui si punta a far durare l’auto il più a lungo possibile, bastano pochi minuti sotto il cofano per evitare spese molto più pesanti.
















