IL SEGNO ALFA

04  8C 2900 B Le Mans 1938È stata inaugurata alla Triennale di Milano “Il Segno Alfa”, mostra curata da Francesco Casetti, che si inserisce nelle celebrazioni per i cent’anni dello storico marchio. Le leggendarie vetture esposte sono inserite nel contesto storico, culturale e sociale dell’Italia nel corso dei vari decenni, ricreando quello che era lo “spirito del tempo”.

Si incontrano quindi esemplari del calibro dell’A.L.F.A. 15 HP Corsa del 1911, la spettacolare 8C 2900 B Speciale tipo “Le Mans” del 1938, la Giulietta berlina del 1955, per arrivare all 8C Competizione del 2006 e all’ultima nata: la nuova Giulietta. Accanto a loro, ma non certo come puro elemento decorativo, importantissime opere d’arte di Maestri del calibro di De Chirico, Adami e Rotella, solo per citarne alcuni, e video (a cura di Valeria Palermo) dedicati ai singoli decenni, con frammenti di documenti dell’epoca e spezzoni di film. La cronologia ragionata, realizzata da Peppino Ortoleva, storico dei Media e del Costume, oltre alle pagine del Corriere della Sera dell’epoca, aiutano il visitatore a capire quanto il “segno Alfa” abbia permeato cent’anni di storia italiana.

Come dichiarato dal curatore Casetti, che ricordiamo, è professore di Film e Media a Yale: “Secondo Roland Barthes, le automobili sono nel Novecento quello che le cattedrali erano nel Medioevo; opere che nascono da una straordinaria capacità tecnologica, ma che insieme funzionano come simboli perfetti dello spirito del loro tempo. Le automobili continuano ad associare al fascino di un oggetto meccanico la densità di un emblema”.

E ancora: “L’Alfa Romeo ha saputo essere un segno a tutti gli effetti. Ha interloquito con il suo tempo, raccogliendone i discorsi più tipici e insieme rilanciandoli con la sua presenza. Ha ascoltato e parlato. Fino a diventare qualcosa che sta dentro il nostro vocabolario. Questa mostra vuole soprattutto restituire questo intreccio di discorsi – questo gioco di rimandi incrociati”.

Anche la musica ha un suo ruolo in questa mostra: Giovanni Albini, giovane compositore diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano ha composto per l’occasione la “colonna sonora” dell’esposizione.

La mostra rimarrà aperta fino al 10 di ottobre.

www.triennale.org