Formula E dal torpore all’estasi, in Messico una gara che non ti aspetti

ePrix
Il vincitore in Messico è stato Cassidy su Citroën - foto © Formula E

DALL’INVIATO

Prima un ePrix di noia (2, ma rivendico il diritto ad essa), poi lo spettacolo puro (10).

Il secondo ePrix della stagione 12 della Formula E è stato decisamente “piatto” nella prima parte.

Eccezion fatta per quello che sembra essere stato un errore del pilota della Envision Sébastien Buemi (4) – che aveva guadagnato la pole grazie alla penalizzazione inflitta a Taylor Barnard (Ds Penske) per aver superato i cordoli – che già alla prima curva era andato lungo, ma proprio lungo (2), è successo poco.

Avvio soporifero, errore clamoroso e poco altro

La Porsche (5), data per favoritissima a Città del Messico per via dei suoi precedcenti, si è insediata la comando con Pascal Wehrlein (6 per il piazzamento finale, sesto) e Nico Müller (5, nono all’arrivo) e che ha provato a tenere in mano la corsa.

ePrix
foto © Formula E

Ma né Edoardo Mortara (Mahindra), voto 8 per essere arrivato secondo e per la terza volta sul podio nelle ultime sette gare, né gli altri glielo hanno permesso.

Nella seconda metà è successo di tutto, nemmeno il tempo di prendere appunti: forse quanto di più bello possa offrire il campionato elettrico.

Quando la corsa si accende

A mio giudizio, naturalmente sindacabile, i protagonisti sono stati due.

Il vincitore, quel Nick Cassidy (10, ovviamente) che Stellantis (9 e forse anche di più perché guida tutte e tre le classifiche) ha sfilato a Jaguar e che ha ingaggiato anche per il Wec, partito 13/o dopo una qualifica da dimenticare in fretta autore di una rimonta senza sbavature.

Il neozelandese ha un fiuto particolare per i recuperi impossibili.

E il debuttante Pepe Martì (10 anche a lui, che motivo nelle prossime righe), che alla sua seconda gara è andato a punti, settimo.

ePrix
foto © Formula E

Non è tanto il piazzamento che conta, ma come lo ha raggiunto.

Ossia dopo l’incidente con effetti speciali di San Paolo, dopo aver accusato problemi alla monoposto nelle prove, dopo essere stato costretto a partire dal fondo per via della sanzione inflittagli dai commissari a causa della disattenzione brasiliana e aver anche dovuto passare dai box alla fine del primo giro e stare fermo 10” per la sostituzione di diversi componenti della sua monoposto.

La sua partecipazione sembrava destinata ad essere puramente simbolica. Grazie alla Safety Car è rientrato nel gruppo, che ha poi risalito.

E alla fine non sembrava nemmeno troppo contento, tra l’altro dopo essersi dato un obiettivo oltre modo ambizioso: andare a punti nella metà delle gare.

Dopo due ePrix sono in linea” mi ha detto dopo aver ringraziato la scuderia Cupra Kiro (8) che ha riparato la monoposto. Umile e concentratissimo. Motoristicamente parlando mi ha conquistato.

Cassidy, Martì e il pubblico, lo stesso voto: dieci

Un altro 10 va al pubblico, tradizionalmente non solo numeroso, ma anche caloroso: a Città del Messico si trovano tutti bene.

ePrix
foto © Formula E

Anzi, ci metto pure la lode, al pubblico, perché è affettuoso con i piloti, praticamente con tutti.

Nissan (7) ha piazzato due piloti nella Top 10: sia il campione in carica Oliver Rowland (8, due podi in due gare), sia Norman Nato (6, di incoraggiamento), decimo.

La Jaguar Tcs, di nuovo sfortunata con lo “speronamento” di Antonio Felix da Costa (senza voto, anche se per la qualifica meriterebbe l’insufficienza), sembrava poter dire la sua con Mitch Evans (4) che ha lottato per le posizioni migliori ed è poi sparito dai radar, undicesimo.

Il costruttore britannico è ancora fermo a quota zero.

Prossima fermata: America

Il terzo ePrix si corre negli Stati Uniti di Trump (0), sul circuito che ospita anche la Formula 1 (5, meno scontata di prima, ma troppo prevedibile, “linciatemi” pure), vicino all’Hard Rock Stadium il 31 gennaio.

Me la guarderò in televisione.

ePrix
foto © Formula E