
Nel mondo dell’automotive ad alte prestazioni, il nome Brembo è da sempre sinonimo di potenza sotto controllo.
Ma anche di decelerazioni impeccabili e di tecnologia estrema applicata alla sicurezza.
Da oggi la società con sede nel bergamasco dimostra che saper frenare bene non significa solo dominare la pista o la strada.
Significa anche rallentare l’impatto ambientale dell’industria. E farlo meglio di tutti.
Brembo è infatti l’unica azienda italiana ad aver ottenuto la doppia “A” da CDP – il massimo riconoscimento nelle categorie Climate Change e Water Security – sulla base dei dati 2024 presentati nel suo Annual Report.
Un risultato che non solo conferma la leadership del Gruppo in ambito ESG (Environmental, Social, Governance), ma segna anche un miglioramento rispetto all’anno precedente, in un contesto in cui i criteri di valutazione diventano ogni anno più stringenti.
Il “crash test” globale della sostenibilità
CDP è oggi il principale riferimento internazionale per la misurazione della trasparenza e dell’azione ambientale di aziende, città e organizzazioni.
I suoi rating, che vanno da D- ad A, sono assegnati sulla base di questionari estremamente dettagliati che analizzano vari temi.
Dalle strategie di contrasto al cambiamento climatico alle gestione delle risorse idriche, dalle politiche contro la deforestazione a qualità, tracciabilità e coerenza dei dati ambientali.
Ottenere una “A” significa dimostrare non solo buone intenzioni, ma azioni misurabili, strutturate e integrate nei processi industriali.
Ottenerne due, nello stesso anno, è un risultato rarissimo. In Italia, Brembo è l’unica ad esserci riuscita.
Meno CO₂, più efficienza, numeri dietro il risultato
Il riconoscimento CDP non nasce da dichiarazioni di principio, ma da una trasformazione concreta dei processi produttivi.
Solo nel 2024 Brembo ha registrato una riduzione dell’8% delle emissioni di CO₂ rispetto all’anno precedente. Un dato ottenuto grazie a due leve principali.
Il miglioramento della qualità dei dati ambientali, con sistemi di raccolta e controllo sempre più raffinati e l’ottimizzazione dell’efficienza dei processi produttivi, dall’uso dell’energia alla gestione dei materiali.
In un settore energy-intensive come quello della componentistica automotive, si tratta di un risultato tutt’altro che scontato.
L’acqua come risorsa strategica
Uno degli aspetti più interessanti – e tecnicamente rilevanti – riguarda la gestione delle risorse idriche.
Brembo ha sviluppato, tra gli altri, il progetto “Re-Water” nello stabilimento messicano, un sistema che consente di riutilizzare le acque reflue trattate all’interno dei cicli produttivi.
I benefici del progetto Re-Water
| Ambito | Impatto |
| Ambientale | Riduzione del prelievo di acqua dolce |
| Industriale | Continuità operativa anche in aree a stress idrico |
| Economico | Minori costi di approvvigionamento |
| Sociale | Impatto positivo sul territorio locale |
Una soluzione che dimostra come sostenibilità e competitività industriale non siano opposte, ma profondamente interconnesse.
Un impegno globale, coordinato e scientifico
La doppia “A” CDP è il risultato di un lavoro corale che coinvolge tutti i 39 siti produttivi Brembo in 18 Paesi.
I dati ambientali sono raccolti localmente e poi elaborati da un team centrale multidisciplinare composto da ingegneri, chimici e scienziati ambientali, con l’obiettivo di garantire coerenza, accuratezza e verificabilità.
Come ha dichiarato Andrea Rocco, Chief Sustainability & Risk Officer di Brembo:
“Ogni anno CDP alza il livello di analisi con requisiti sempre più stringenti. Questo risultato conferma l’impegno di tutte le persone Brembo nel ridurre l’impatto ambientale del Gruppo attraverso azioni concrete e mirate”.
Dalla Formula 1 alla mobilità del futuro
Fondata nel 1961, Brembo è oggi leader globale nei sistemi frenanti ad alte prestazioni per auto, moto e veicoli commerciali.
Inoltre, è protagonista da oltre 50 anni nel motorsport con più di 1.000 titoli vinti.
Un know-how che si estende anche al mondo delle due ruote, delle biciclette da competizione e, dal 2025, alle sospensioni premium grazie all’acquisizione di Öhlins.
Il tutto guidato da una visione chiara che in Brembo chiamano “Turning Energy into Inspiration”, cioè trasformare l’energia – anche quella dissipata in frenata – in innovazione, esperienza di guida e oggi sempre più in responsabilità ambientale.
Quando la tecnica incontra l’etica
In un’epoca in cui la sostenibilità rischia spesso di ridursi a slogan, il caso Brembo dimostra che anche un’azienda profondamente legata alla performance può diventare un laboratorio avanzato di industria responsabile.
Frenare meglio, oggi, significa anche fermarsi a riflettere su come si produce, su quanta acqua si usa, su quanta CO₂ si emette.
E se il futuro della mobilità sarà davvero più sostenibile, probabilmente passerà ancora una volta… da un impianto frenante Brembo.
















