FIAT: PIANI MOLTO AMBIZIOSI

Lo spin-off è stato approvato dagli azionisti e Sergio Marchionne può ora lanciare l’offensiva globale che dovrà portare Fiat a varcare la soglia dei 6 milioni di veicoli prodotti entro il 2014 (grazie alla partnership con Chrysler), quella minima per competere nell’industria auto. E Chrysler sarà ovviamente strategica per il rilancio del Lingotto. Già entro la fine dell’anno, con il debutto della 500 in Usa, la quota Fiat in Auburn Hills dovrebbe salire al 25% per poi arrivare al 35% entro fine 2011 e crescere al previsto 51% una volta che Chrysler avrà estinto i debiti con USA e Canada. Marchionne ritiene plausibile un ritorno a Wall Street della Casa americana nel secondo semestre 2011, sebbene ora non ci siano indicazioni precise.

Ma torniamo allo scorporo che rivoluziona la storia ultracentenaria della Fiat. Nascono Fiat Spa e Fiat Industrial. La prima ingloba tutte le attività legate all’auto con Fiat Group, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Comau, Teksid e i motori auto di FPT. Nella seconda sono trasferite le operazioni di Iveco, CNH e il ramo Industrial & Marine di FPT. Da gennaio 2011 le due società saranno quotate separatamente a Piazza Affari. Si parte con un indebitamento netto industriale ripartito equamente (2,5 miliardi di Euro) e con una liquidità da 10 miliardi per Fiat Spa e da 3 miliardi per Fiat Industrial. L’obiettivo di Marchionne è far crescere i ricavi Fiat a un tasso medio del 19% entro il 2014 e a uno medio dell’11% per Fiat Industrial, L’A.D. ha infine anticipato l’intenzione del Lingotto di tornare al 90% di Ferrari (riappropriandosi del 5% di Mubadala) e ha confermato che Alfa Romeo sarà un marchio premium senza quindi essere ceduta.