
Il secondo Autopromotec Talk, dedicato all’intelligenza artificiale e tenutosi a Milano presso il Volvo Studio, ha messo in luce un’interessante convergenza tra settori dell’industria automobilistica considerati tradizionalmente distanti.
A moderare il convegno è stato Alessio Iacona, giornalista esperto del settore innovazione, che ha parlato del ruolo pionieristico di alcuni gruppi universitari italiani nello sviluppo di soluzioni basate sull’IA.
Iacona ha introdotto sul palco alcuni esperti di diversi ambiti che hanno individuato un elemento comune per l’ingresso dell’intelligenza artificiale nel mondo dei servizi: nonostante le sue molteplici applicazioni specifiche, l’IA è stata riconosciuta come il fattore determinante per il successo e la competitività futura dell’intero comparto.
L’appuntamento milanese di Autopromotec Talk è stato quindi estremamente interessante per capire dove l’intelligenza artificiale va in insistere lungo tutta la filiera dell’aftermarket con una risposta certa: può essere utilizzata ovunque esistano sperimentazioni in corso, per organizzare la conoscenza e aumentare le competenze degli operatori.
L’IA può entrare nelle carrozzerie e nelle officine per migliorare il rapporto con il cliente, adeguando l’assistenza alla tecnologia delle automobili, sempre più avanzata e sempre più… elettrica, autonoma e ricca di dati da sfruttare.

L’IA nuovo motore del futuro nell’automotive
Durante il meeting, Renzo Servadei (amministratore delegato di Autopromotec) ha affermato che strumenti avanzati come ChatGPT permettono già oggi di immaginare con precisione il futuro della manutenzione e riparazione automobilistica.
La data “spartiacque” è novembre 2022, quando fu diffusa la prima versione pubblica di ChatGPT.
Una tecnologia che prima era appannaggio di chi faceva ricerca e sviluppo in laboratorio, da allora diventa di tutti e pur non potendola sfruttare a fondo, ci si rende presto conto che si tratta di una tecnologia estremamente potente.
L’intelligenza artificiale emerge oggi come la vera protagonista del futuro del settore automotive.
Sebbene attualmente richieda ancora il supporto e la professionalità di professionisti per sviluppare scenari, progettare componenti e perfezionare prodotti, rappresenta una sfida imprescindibile per le imprese italiane del comparto.
Auto sempre più tecnologiche e connesse, più integrate con sistemi intelligenti, guidano una trasformazione profonda verso un ecosistema di aftermarket altamente digitalizzato.

Efficienza, creatività e nuovi processi al centro del cambiamento
Il primo oratore a salire sul palco di Autopromotec Talk è Francesco Ricciardi, vicepresidente in ANFIA del gruppo Car Design & Engineering.
Nel suo intervento Ricciardi ha affermato che “l’intelligenza artificiale tocca fondamentalmente tre fattori principali”.
“Il primo è l’efficienza, per essere più funzionale all’interno dello sviluppo ingegneristico di un prodotto”.
“Il secondo è la creatività, perché apre scenari e strade che normalmente non avremmo potuto aspettarci”.
“Quindi, otteniamo risultati inattesi che possiamo utilizzare rapidamente. Il terzo fattore è la formazione di gruppi di lavoro innovativi rispetto a un team tradizionalmente ingegneristico: gruppi con meno persone, più snelli e formati da esperti in grado di utilizzare il tool dell’intelligenza artificiale generativa per ottenere risultati che normalmente otterremo con gruppi molto più numerosi e in più tempo”.

Cinzia Carbone, Head of Sales di Solera (società che fornisce software e servizi di gestione del rischio e protezione patrimoniale al settore automobilistico e al mercato delle assicurazioni sulla proprietà) ha spiegato all’Autopromotec Talk che per sfruttare a fondo l’IA è necessario “creare una cultura di sistema, bisogna disegnare nuovi processi e soprattutto fare molta divulgazione, non solo alle grandi imprese (come assicurazioni o flotte) ma anche alle piccole realtà, ai riparatori, ai meccanici, ai periti”.
“Quindi è estremamente importante che in Italia il sistema avanzi a ogni livello e che ci sia una cultura del cambiamento”.

L’IA per aumentare la produttività
È stata poi la volta di Riccardo Sesini (Head of Digital Transformation in VHIT, società del gruppo Bosch) a intervenire.
“L’IA – ha spiegato – è molto utile per aumentare la produttività delle aziende, perché può fornire suggerimenti ai manutentori”.
“È in pratica un assistente virtuale che in condizioni di difficoltà (per esempio di notte, quando non sono presenti tutte le risorse esperte) può fornire suggerimenti su come risolvere problemi imprevisti”.
“Lo può fare in brevissimo tempo analizzando situazioni con problemi analoghi manifestate, e risolte, in passato”.
“Può fare una sintesi di tutti questi interventi e quindi fornire in tempo reale un suggerimento, proprio come potrebbe fare un collega esperto”.
“Si tratta evidentemente di un aiuto fondamentale che aumenta la produttività fornendo risposte immediate quando servono”.
L’IA nella manutenzione predittiva
Marco Bettin (direttore commerciale di Launch Italy filiale italiana della società leader mondiale nello sviluppo e nella distribuzione di servizi diagnostici innovativi e di attrezzature per gli autoriparatori) ha poi affermato che grazie all’IA abbiamo “un importante valore aggiunto che ci permette di identificare e rilevare un problema prima che si manifesti”.
“Questo risultato è possibile grazie ovviamente alla raccolta e alla gestione di tutti i dati disponibili sulle auto, dati che vengono caricati in un cloud e che sono sempre e in qualsiasi momento a disposizione degli autoriparatori”.
“In questo modo è possibile intervenire in fretta sulla base di sintomi non visibili a occhio nudo o ancora in una fase iniziale, in modo da poter prevenire il guasto e fare una manutenzione più accurata, evitando costi più elevati per la manutenzione”.
Franco Benati (sales manager di Sipav, azienda del gruppo CEMB, produttore di impianti speciali e macchine completamente automatiche dedicate al settore automotive) ha parlato ad Autopromotec Talk del ruolo dell’accettatore in officina.
“Nel futuro prossimo, chi svolgerà questo compito sarà aiutato da qualcosa di veramente straordinario”.
“Immaginate un robot che partendo dalla scansione della targa acquisisce tutti i dati relativi alla sicurezza del veicolo, con una precisione assoluta”.
“In questo modo sarà possibile avere un’accettazione dinamica gestita da intelligenza artificiale che accelera le tempistiche e consente all’accettatore di avere un ruolo più evoluto, diventando gestore di sistemi e prestare sempre più attenzione alle esigenze dei clienti”.
“L’IA porterà quindi il cliente a interpretare un ruolo ancora più centrale e all’accettatore di fornire supporto con la massima trasparenza”.
L’IA non solo più promessa ma realtà per guidare il futuro
Il secondo Autopromotec Talk ha dimostrato come l’intelligenza artificiale stia rapidamente trasformando il panorama del settore automobilistico.
Questo strumento tecnologico, che si sta affermando come motore del cambiamento, offre opportunità concrete per migliorare l’efficienza, incrementare la creatività e promuovere nuovi processi all’interno delle aziende.
Tuttavia, il pieno potenziale dell’IA potrà essere realizzato solo attraverso la diffusione di una cultura condivisa del cambiamento, capace di coinvolgere attivamente tutti gli attori della filiera, dalle grandi imprese ai singoli operatori.
L’integrazione dell’IA nelle officine e nei centri di assistenza rappresenta un esempio tangibile di questa rivoluzione, migliorando il rapporto con i clienti e adeguandosi alle esigenze di veicoli sempre più connessi, autonomi e ricchi di dati.
Le testimonianze degli esperti presenti al convegno hanno sottolineato come l’IA non sia solo una promessa per il futuro, ma una realtà che sta già supportando le aziende nel prendere decisioni più rapide e nel fornire soluzioni innovative ai problemi quotidiani.
In definitiva, l’intelligenza artificiale non è più un’opzione per il settore automobilistico, ma una necessità imprescindibile per mantenere la competitività e affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione.
La strada è tracciata: investire in questa tecnologia non significa adattarsi, ma guidare il futuro dell’automotive.











