L’auto di proprietà? Un lusso da 4.500 euro all’anno

Bollo, assicurazione, benzina, manutenzione: mantenere un’automobile costa fino a 4.486 euro l’anno. E un consiglio per chi abita a Napoli e ha un figlio neopatentato: forse è il momento di rivalutare seriamente la bicicletta.

Quanto costa mantenere un’auto

I numeri arrivano da un’analisi di Facile.it con Pratiche Auto Online, costruita su tre profili di automobilisti tipo e tre città campione, Milano, Roma e Napoli, di fatto tre pianeti economici distinti.

Le voci considerate sono le solite note dolenti: RC auto, bollo, carburante, manutenzione, usura e revisione, niente di straordinario e più che altro di evitabile.

È il prezzo da pagare per il privilegio di muoversi su quattro ruote in un Paese dove il trasporto pubblico, in molte aree, resta un ideale più che una realtà.

Lo studio si basa su oltre 18.000 preventivi RC auto e più di 1.000 pratiche di bollo, incrociando variabili come età, classe di merito, km percorsi e modello di vettura.

Il risultato è thriller in cui il colpevole non è quanto si guida né quanto lo si faccia bene, ma dove si abita.

Il podio del dolore geografico

La geografia, in un Paese come l’Italia, non è solo una questione di latitudine ma di portafoglio. Napoli si conferma la città più cara per mantenere un’auto, con una spesa annua che per una famiglia con figli under 25 arriva a 4.486 euro.

Milano, all’opposto, è la più economica con un massimo di 3.404 euro. Roma si piazza nel mezzo, con 3.694 euro, meno ma comunque abbastanza per non riuscire a consolarsi.

Il divario non è una lieve sfumatura di colore, ma piuttosto un abisso che si spalanca sull’assicurazione: la RC auto per una famiglia vale in media 546 euro a livello nazionale, ma sale a 693 euro a Roma e schizza a 1.408 euro a Napoli, più del doppio rispetto al capoluogo lombardo.

Il bollo segue con fedeltà lo stesso schema: dai 240 euro dei milanesi ai 345 dei napoletani. Come se vivere al Sud non comportasse già abbastanza costi aggiuntivi in termini di infrastrutture mancanti, pendolarismo e opportunità di lavoro ridotte.

È però anche corretto spiegare che le differenze non nascono dal nulla: i premi assicurativi più alti al Sud sono il riflesso di tassi di incidentalità elevati, una maggiore incidenza di truffe e frodi assicurative e un contesto stradale mediamente più caotico.

Le famiglie con figli in età da patente

Per una famiglia con una station wagon diesel e almeno un figlio under 25 al volante, il conto medio annuo è di 3.556 euro.

Il diesel pesa per 1.262 euro su 15.000 km (calcolato a 2,10 euro al litro), mentre manutenzione ordinaria, straordinaria e usura degli pneumatici aggiungono altri 1.347 euro.

Il nodo vero è l’assicurazione. Anche se l’auto è intestata a un genitore in prima classe di merito, la presenza di un guidatore under 25 nel nucleo familiare fa saltare la formula “guida esperta”, quella che normalmente consente di tenere il premio a livelli accettabili.

Il risultato è una RC auto medio di 546 euro a livello nazionale che a Napoli triplica l’allegria arrivando a 1.408 euro, contro i 432 di Milano e i 693 di Roma.

Una differenza di quasi 1.000 euro per la stessa copertura, identico tipo di auto e medesimo profilo assicurativo. L’unica variabile, ancora una volta, è il codice postale.

Completano il dipinto il bollo, pari a 277 euro in media, con le consuete oscillazioni territoriali tra i 240 di Milano e i 345 di Napoli, la revisione obbligatoria (circa 88 euro ogni due anni) e il cambio stagionale degli pneumatici (80 euro l’anno).

Voci solo all’apparenza marginali che sommate al resto portano il totale a oscillare tra i 3.404 euro della famiglia milanese e i 4.486 di quella napoletana: un gap di oltre mille euro l’anno, semplicemente per aver parcheggiato la propria vita in una città diversa.

Neopatentati, il club più caro d’Italia

Il profilo più tartassato è quello del neopatentato under 21, classe di merito 14, con utilitaria mild hybrid: 3.226 euro di media annua, che a Napoli diventano 4.139 euro e a Milano scendono a 2.700 euro, che significa una forbice di quasi 1.500 euro.

Solo l’assicurazione costa in media 2.060 euro, quasi i due terzi del conto complessivo, con picchi vicini ai 3.000 euro sotto il Vesuvio.

Il giovane milanese con lo stesso profilo se la cava con 1.545 euro di RC: il 48% in meno, senza aver fatto nulla di particolare per meritarselo, se non nascere più a nord.

È il gran ballo dell’assurdità su cui si agita il sistema assicurativo italiano: si paga per quello che statisticamente potrebbe succedere nella città dove si vive, non per come si guida.

L’unica via d’uscita è ereditare la classe di merito familiare: in quel caso il premio medio scenderebbe da 2.060 a 1.348 euro, con riduzioni fino al 34% anche nelle città più care.

Non è un diritto automatico, ma una possibilità da verificare caso per caso e che nel caso vale la pena esplorare con una discreta solerzia.

La coppia senza figli, gli unici con un mezzo sorriso

Chi non ha figli patentati in casa respira, almeno economicamente. La coppia over 40 con berlina a benzina spende in media 2.441 euro l’anno, circa il 31% in meno rispetto alla famiglia con figli, grazie soprattutto alla formula “guida esperta”, che abbassa il premio RC a 373 euro in media e a Milano arriva addirittura a 298 euro.

Resta il fatto che anche la coppia assicurata bene, moderata nei km e senza neopatentati sul groppone, si trova a spendere oltre 2.000 euro l’anno per l’auto, qualcosa che viene ancora percepito come una necessità e non al pari di un privilegio.

Una percezione che sta lentamente cambiando, soprattutto nelle grandi città con reti di trasporto decenti, anche se per la maggior parte degli italiani l’auto rimane irrinunciabile.

E il mercato lo sa benissimo.

Cosa si può fare (e cosa non si fa mai)

Su bollo e carburante si può fare poco o nulla: sono voci fisse, legate a tariffe regionali e al prezzo internazionale del greggio, due cose su cui il singolo automobilista ha un’influenza prossima allo zero.

Sulla manutenzione si può ottimizzare ai margini, ma tagliare troppo significa pagare di più in seguito. Il vero campo d’azione, per chi vuole ridurre il conto, è l’assicurazione.

La RC auto può rappresentare fino al 70% del costo totale di mantenimento, percentuale che da sola giustifica qualunque sforzo di comparazione.

Eppure la maggior parte degli automobilisti rinnova automaticamente con la stessa compagnia, anno dopo anno, per inerzia o per mancanza di tempo.

Un’abitudine che può costare centinaia di euro in più ogni anno, e senza alcuna contropartita in termini di copertura o servizio.