Le auto che mantengono le promesse secondo 53mila automobilisti europei

Quando si compra un’auto, il colpo di fulmine per il design o le prestazioni durano poco, forse lo spazio di un test drive di persona o visto su YouTube.

Perché subito dopo arriva la vera domanda, quella che pesa più di tutto il resto: quanto sarà affidabile nel tempo?

Il vero incubo dell’automobilista, oltre al prezzo, è la spia che si accende all’improvviso e la fattura del meccanico che arriva a stretto giro di posta.

Per questo non sorprende affatto che l’affidabilità sia diventata il criterio numero uno nella scelta dell’auto.

A dirlo non sono slogan pubblicitari, ma oltre 53mila automobilisti europei di 10 Paesi (Italia, Belgio, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Spagna), interpellati uno ad uno nel corso di un’inchiesta di “Altroconsumo” per raccontare senza filtri la loro esperienza quotidiana sull’auto.

Il verdetto è nettissimo: per il 41% degli italiani l’affidabilità viene prima di tutto. Addirittura più del carburante (17%), dei consumi (13%) e persino delle esigenze familiari (12%). Tradotto: meglio un’auto che non tradisce, e se non fa girare tutte le teste al semaforo pazienza.

Auto sempre più vecchie, usato sempre più centrale

L’altro dato che fotografa lo stato del mercato europeo è un parco auto circolante vecchio e spesso obsoleto.

Malgrado l’avanzata dell’elettrico e le continue novità, un’auto su tre – tra quelle analizzate – è stata acquistata di seconda mano.

L’Italia in materia resta leggermente più prudente, ma anche da queste parti il mercato dell’usato rappresenta quasi un’auto su cinque.

Motivo sufficiente per spiegare che la classifica dell’affidabilità diventa uno strumento pratico e non una tesi filosofica. All’interno ci sono modelli ancora nuovi di fabbrica e altri che hanno già qualche ruga ma continuano a popolare strade e annunci online.

Un vero manuale di sopravvivenza per chi compra oggi e spera di dormire sonni tranquilli domani.

L’indice delle promesse mantenute

Per andare oltre le impressioni, agli automobilisti è stato chiesto di raccontare tutto: anno dell’auto, km percorsi, guasti subiti, costi sostenuti e se l’intervento era in garanzia oppure no.

Da questo mosaico di esperienze reali nasce un indice di affidabilità da 0 a 100, pensato per essere chiaro, confrontabile e soprattutto utile.

Niente opinioni da bar o voci di amici, solo dati che raccontano la realtà.

Giappone batte tutti (e lo fa da anni)

In cima alla classifica non c’è storia: le giapponesi dettano legge. Al primo posto si piazza Lexus, marchio di lusso di Toyota che a sua volta prende possesso del secondo posto. Sul terzo gradino, ex aequo, Suzuki e Subaru.

Una supremazia che non è casuale ma frutto di una filosofia industriale che privilegia la solidità alla rincorsa dell’ultimo gadget.

In generale, le marche asiatiche occupano 10 delle prime 11 posizioni, e tra le eccezioni spiccano Tesla, unica vera outsider occidentale, e BYD, gigante cinese in rapidissima ascesa, che dimostra come l’elettrico possa essere anche affidabile.

L’Europa si difende come può. Per il gruppo Stellantis bene Lancia e Fiat, mentre segnali incoraggianti arrivano da Jeep e Alfa Romeo, mentre i marchi francesi restano un passo più indietro, pur senza sfigurare.

La dannazione dell’elettronica

Il nemico numero uno è l’elettronica, come dimostrano il 14% dei problemi segnalati e dovuti a guasti di componenti elettriche: fari, sensori, centraline, chiusure, spie misteriose. Il prezzo da pagare per auto sempre più connesse e complicate.

Seguono i guasti all’impianto frenante e quelli alla combustione del motore (entrambi al 9%), spesso più costosi e delicati. Colpisce anche che quasi un quarto delle auto abbia avuto problemi nei primi due anni di vita.

La buona notizia, invece, è che nell’85% dei casi l’intervento è avvenuto in garanzia.

Soddisfatti sì, ma con aspettative diverse

Ma quando si parla di soddisfazione, entrano in gioco anche le emozioni: tutti i marchi superano i 75 punti, finendo nella fascia “ottimo”.

In testa ancora Lexus, affiancata da Porsche, subito dietro Tesla e Polestar.

Quanto costa davvero mantenere un’auto?

In Italia, il 64% degli automobilisti si affida alle officine ufficiali, mentre il meccanico “di fiducia” resta una scelta forte per tre su dieci.

Sul fronte dei costi, nessuna sorpresa: premium è uguale più caro. Mercedes e Audi guidano la classifica con circa 450 euro l’anno.

All’estremo opposto Lancia, Dacia e Renault si fermano tra i 200 e 230 euro.

Ancora una volta, Lexus conquista il primato anche nella soddisfazione post-officina.

In pratica

L’affidabilità non è più un dettaglio ma un investimento, e i dati raccontano che chi punta sulla solidità, spesso finisce per risparmiare tempo, denaro e nervi. Ma questo, l’avevamo imparato.