Auto a guida automatica: le novità di Tesla Motors

Auto a guida automatica: le novità di Tesla Motors
Auto a guida automatica: le novità di Tesla Motors

Auto a guida automatica: le novità di Tesla Motors – Si parla molto, in questi ultimi mesi, dell’imminente rivoluzione delle auto a guida automatica, destinate entro breve – almeno così sembra – a fare il loro debutto sulle strade di tutto il mondo, aprendo scenari inediti non solo per il settore automotive, ma anche per gli sviluppatori di sistemi di connettività su cui si reggerà la mobilità 2.0. del futuro. E non ci riferiamo appena alle applicazioni per smartphone, in grado già oggi di elaborare percorsi stradali, rilevare i parcheggi liberi nelle vicinanze, gestire i consumi del veicolo, o stimare in pochi secondi il valore della propria auto usata di ogni tipo, facilitando la vita dell’aspirante venditore. La connettività applicata al settore automotive permetterà di andare decisamente oltre, e se la tempistica per il debutto delle futuristiche Google Cars appare ancora incerta, c’è chi sta introducendo sul mercato veicoli dalle funzionalità decisamente futuribili.

Qualche anticipazione l’avevamo avuta con la release 7.0 del sistema Autopilot di Tesla Motors lo scorso autunno, ma è di un paio di settimane fa la notizia che la casa californiana ha deciso di dotare tutti i modelli attualmente in produzione – Model S e Model X, l’ ‘utilitaria’ Model 3, il cui lancio è previsto a breve – di dispositivi in grado di garantire una guida completamente gestita dal computer di bordo. Le maggiori novità riguardano il sistema di visione periferica, giacché i mezzi disporranno ora di otto telecamere collocate intorno al veicolo, sette in più rispetto all’unità precedentemente collocata dietro allo specchietto retrovisore.

 Per quanto riguarda i sensori, invece, i miglioramenti sono più qualitativi che quantitativi, e i nuovi dispositivi a ultrasuoni riusciranno a monitorare un area nel raggio di 500 metri dalla vettura, coadiuvando il radar monodirezionale frontale. L’enorme mole di dati prodotta da questi apparati sarà elaborata dal cosiddetto Neural Net di Tesla, gestito da un computer dotato di processore Nvidia Titan, che stando alle indiscrezione garantisce prestazioni quaranta volte superiori all’hardware in dotazione nei modelli precedenti.

In concomitanza con l’annuncio del visionario Elon Musk fatto a fine ottobre, Tesla ha deciso di divulgare un video di pochi minuti, nel quale è possibile avere un’anteprima di quella che sarà l’esperienza di ‘guida’ automatizzata, in un futuro che in un certo senso è già presente.

La scena è la seguente: una Model X nera esce (da sola) da un garage e si ferma per far salire a bordo il passeggero, che occupa il posto di guida -la normativa attualmente in vigore impone ancora la presenza di un ‘guidatore’ pronto a prendere il controllo del mezzo in caso di emergenza, come specificato nei titoli di testa – lo porta a spasso per autostrade e arterie secondarie della regione, e ritorna al punto di partenza, facendolo scendere e andando poi a parcheggiarsi da sola. Secondo quanto dichiarato da Musk, grazie alla tecnologia ‘Summon’ per il richiamo del veicolo (certamente tra le funzionalità più innovative del software Autopilot, che sicuramente farà felice chi non ama le manovre di parcheggio…), entro un paio d’anni una Tesla sarà teoricamente capace di partire da New York e attraversare il paese “coast to coast” per venire a prendere il proprietario a Los Angeles.

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Un nodo ancora da risolvere, tuttavia, è quello della conformità di tali sistemi a normative di sicurezza che stentano a stare al passo con le innovazioni tecnologiche. Se da un lato Musk sostiene che il nuovo Autopilot 7.1  garantisce una guida assolutamente sicura al riparo dai rischi del ‘fattore umano’  va ricordato che gli organismi di controllo negli Stati Uniti stanno cercando di imporre controlli più stringenti in materia, specie a seguito dell’incidente che lo scorso mese di luglio ha coinvolto in Florida una Model S a guida semiautomatica alla quale un TIR ha improvvisamente tagliato la strada, causando la morte del passeggero.

  Sono dunque anche gli esperti a dubitare del reale successo commerciale di modelli che potrebbero essere commercializzati prima che i legislatori definiscano effettivamente i limiti entro cui sarà possibile affidarsi a sistemi automatizzati, e considerando che, diversamente da altri costruttori come Volvo, Ford e Honda, Tesla ha stranamente deciso di non dotare i propri veicoli dei sensori Lidar, basati su tecnologia laser di ultima generazione in grado di aumentare significativamente le funzioni di sicurezza attiva.

In altre parole, l’annuncio di Musk deve essere preso seriamente, o va considerato appena come un tentativo di mantenere alto l’interesse degli investitori, dopo la crisi di liquidità che ha recentemente colpito Tesla Motors e SolarCity?