Kimi Antonelli, se un bambino prodigio diventa re

Chinese Grand Prix, Saturday, Jiri Krenek during the Formula 1 Heineken Chinese Grand Prix 2026, 2nd round of the 2026 Formula One World Championship from March 13 to 15, 2026 on the Shanghai International Circuit, in Shanghai, China - Photo Jiri Krenek / ACTIVEPICTURES

Vent’anni dopo, due decenni. C’è voluto tutto questo tempo perché un pilota italiano tornasse a vincere. Allora Fisichella, oggi Andrea Kimi Antonelli, 19 anni di Bologna, talento e coraggio, forza ed emozione, primo nel GP di Cina a Shanghai sulla Mercedes.

Nel cuore di Kimi arde il fuoco sacro dei fuoriclasse e se è vero che una rodine non può fare primavera, nel piede pesante del giovane bolognese ci sono tutti gli ingredienti perché quello in Cina sia un punto di partenza, oltre che un punto di arrivo, la chiusura della fase da baby prodigio, l’inizio di quella da adulto.

Si segnala, dopo la vittoria, nel retropodio, un veloce scambio di battute in italiano con Stefano Domenicali a proposito di una piccola sbavatura nel finale: “Mi sono c…. addosso”. È un ragazzo, com’è giusto che sia. Ma potenzialmente molto, molto di più.

Chinese Grand Prix, Saturday, Jiri Krenek during the Formula 1 Heineken Chinese Grand Prix 2026, 2nd round of the 2026 Formula One World Championship from March 13 to 15, 2026 on the Shanghai International Circuit, in Shanghai, China – Photo Jiri Krenek / ACTIVEPICTURES

Per ora non resta che gioire con lui, commuoverci con la sua commozione, e incrociare le dita. Il tutto nel giorno in cui, oltre alla super Mercedes (secondo George Russell) s’è vista una grande Ferrari, finalmente.

E un duello senza esitazioni tra Hamilton e Leclerc che s’è concluso con il primo podio in rosso del campione inglese. Chissà che quest’anno la Rossa e i Rossi suonino un’altra musica.

MERCEDES 10 e lode

Ha l’auto migliore e quel quid nel motore che nessuno (nemmeno gli avversari) possono dire con certezza che stia nell’endotermico ipertrofico. Tocca attendere le verifiche di metà stagione per capire. Ma, certo, oltre al motore c’è un’auto pazzesca, disegnata dagli ex ferraristi James Allison e Simone Resta.

Su tutto però, almeno in Cina, c’è la prova superlativa di Kimi Antonelli: pole, giro veloce, duello in pista, grande capacità tattica (nel portare in temperature le gomme dopo la Safety Car) e la sicurezza di un veterano. Voto? Forse ci vuole la scala di un esame universitario (30 e lode) o quella di una tesi di laurea (110 con lode, bacio accademico e diritto di pubblicazione).

Ma, anche, ci vorrà molta freddezza nel gestire il “dopo-la-prima”. Non una goccia di talento va sprecato, la stagione è lunga, gli avversari forti. Il primo è George Russell (voto 9) che mastica amaro e cercherà la rivincita immediata già in Giappone.

La postura manageriale di Toto Wolff, l’uomo che la voluto Kimi, è una garanzia. Ma, come si dice in questi casi, testa bassa e pedalare.

FERRARI 10

44 HAMILTON Lewis (gbr), Scuderia Ferrari SF-26, 16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-26, action during the Formula 1 Heineken Chinese Grand Prix 2026, 2nd round of the 2026 Formula One World Championship from March 13 to 15, 2026 on the Shanghai International Circuit, in Shanghai, China – Photo Florent Gooden / DPPI

Ottimo scatto al via, ormai la specialità della casa. E poi, prima e dopo, lunghe fasi di duello ad altissimo tasso di adrenalina tra Leclerc ed Hamilton. Dal muretto non danno indicazioni (bravi!) e i due se le suonano di sana ragione, con stile e sportività, senza mai venire meno al fair play e al senso di responsabilità verso la Ferrari.

Un rotondo 10 ad Hamilton (che ha salutato con il podio la festa della mamma, che in Inghilterra cade oggi: sotto il podio c’era anche mamma Carmen). E un bel 9,5 a Leclerc: non ama questa pista, ma si è battuto come un leone. La Rossa deve lavorare, l’agilità felina al via non basta, la Mercedes ha margine in termini di potenza.

Gli avversari credono sia per la “furbata” sul motore termico, gli uomini di Wolff si difendono dicendo che il vantaggio è nella parte elettrica e nella gestione del sistema ibrido. Lo si capirà strada facendo. Ma intanto la Ferrari deve recuperare, forse stringendo i tempi per portare in gara la nuova ala “macarena”.

HAAS 9

Brilla persino Esteban Ocon, salvo sprecare tutto con un errore nel finale. Voto 6. Ma il suo rendimento dimostra quasi sia cresciuta e quanto sia solida la “ferrarina d’America” che oggi è targata anche un po’ Toyota.

Tanto che Ollie Bearman, un altro dei bambini terribili della F1, offre un’ulteriore pennellata d’autore. Bravo, concreto, aspira alla Ferrari e a recitare anche lui come recita Antonelli. Voto 9, per ora.

ALPINE 8,5

Per un po’ anche l’oggetto misterioso Franco Colapinto (veloce, ma incostante) balla con i grandi: voto 7. Ma è il “solito” Pierre Gasly che, dopo aver convinto in qualifica, s’impone (nelle gerarchie interne) in gara. Porta punti e alimenta il dubbio: ma se avesse un’auto competitiva? Voto 8.

RACING BULL 7

Alla fine meglio la squadra di Faenza che la capofila di Milton Keynes, la Red Bull. Tra i due la spunta Lawson (voto 7), anche se i lampi sono dell’irriverente (e talentuoso) Lindblad (voto 7), specialista nel fare arrabbiare Verstappen.

RED BULL 6.5

Isack Hadjar (voto 7) meglio di Verstappen (voto 6), peraltro costretto al ritiro. Si pensava che il problema della Red Bull potesse essere il motore, invece si scopre che la Power Unit tanto malaccio non è, ma è l’auto che non convince. Max guarda altrove, correrà con le GT3 al Nurburgring (“non voglio aspettare i 40 anni per divertirmi”). È dura.

WILLIAMS 6

Le squadre del midfield lottano tra sudore (tanto) e lacrime (tante pure queste). Sainz tira fuori dal cappello una prova concreta, che porta qualche punto (voto 6.5). Ma il fatto che Albon (s.v.) non si sia nemmeno potuto schierare è un pessimo segnale.

AUDI 6. Idem

Un pilota out (Bortoleto s.v.) e uno che arriva al filo della zona punti grazie all’0esperienza, ovvero Nico Hulkenberg (voto 6.5): c’è tanta strada da fare.

CADILLAC 5

Valtteri Bottas e Sergio Perez riescono persino a urtarsi tra loro, in un duello di retrovia. Voto 5 per tutti e due.

ASTON MARTIN 4

Stroll caracolla fino al ritiro, voto 4.5. Alonso (voto 6) firma un’ottima partenza, poi la “verdona” a motore Honda ne appiattisce ogni prospettiva, zero possibilità e ritiro. La prossima gara è in Giappone, sulla pista di casa del marchio nipponico. Si prevedono psicodrammi (già visti in passato).

MCLAREN s.v.

Nessuno dei due piloti prende il via, per non meglio precisati problemi di natura elettronica. Nel 2025 hanno dominato, la power uni è sempre la stessa (Mercedes): ma cosa succede a Woking? Squadra in crisi di identità, piloti  (s.v.) con il morale a terra.

PIRELLI 9

Tutto bene, solo un po’ di graining per chi (Verstappen) aveva deciso di cominciare la gara con le rosse. Ma soprattutto le bianche hanno bene impressionato, considerando che il primo pit è stato per tutti anticipato dall’ingresso della Safety Car.

Spiega il direttore motorsport Dario Marrafuschi: “Abbiamo usato tutte e tre le mescole in gara, considerando anche la Sprint di sabato”.