giovedì 21 Maggio 2026 - 08:08:44

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XPENG manda in pensione i taxisti?

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Parte la produzione in serie del taxi autonomo L4 di XPENG - foto © XPENG

La corsa globale alla guida autonoma entra in una nuova fase, e questa volta non si tratta più di prototipi futuristici mostrati ai saloni o di demo controllate in campus hi-tech.

XPENG ha annunciato l’uscita ufficiale dalla linea produttiva di Guangzhou del suo primo Robotaxi realizzato in serie.

Un passaggio che, nel panorama automotive contemporaneo, pesa molto più di quanto sembri.

Per la prima volta in Cina, un costruttore automobilistico porta alla produzione industriale un Robotaxi sviluppato interamente in-house, dal software ai chip AI, fino alla piattaforma veicolo.

Un approccio “full-stack” che non rappresenta soltanto un vanto tecnologico, ma anche una precisa strategia industriale, quella di controllare tutta la filiera della mobilità autonoma. Un discorso davvero interessante.

Una vera auto pronta a lavorare

Il nuovo Robotaxi nasce sulla piattaforma proprietaria XPENG GX ed è progettato per soddisfare gli standard SAE di guida autonoma di Livello 4.

In altre parole, il veicolo è concepito per operare senza intervento umano nella maggior parte delle situazioni di guida reali, almeno all’interno di aree operative definite.

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foto © XPENG

La differenza rispetto a molte soluzioni concorrenti è sostanziale. XPENG non sta parlando di sperimentazione teorica, ma di produzione industriale preassemblata, pronta per l’impiego commerciale.

A bordo troviamo quattro chip AI Turing proprietari, capaci di sviluppare una potenza di calcolo complessiva di 3mila TOPS (Tera Operations Per Second), un valore che colloca il sistema ai vertici dell’attuale panorama automotive autonomo.

La scheda tecnica del Robotaxi

Piattaforma XPENG GX
Livello di autonomia SAE L4
Architettura AI Full-stack proprietaria
Chip AI 4 Turing AI Chip
Potenza di calcolo 3.000 TOPS
Sistema sensoriale Pure Vision
LiDAR Assente
HD Maps Assenti
Tempo di latenza < 80 ms
Modello AI VLA 2.0 end-to-end
Avvio operazioni pilota Seconda metà 2026
Obiettivo fully driverless Inizio 2027

XPENG punta tutto sulla “pure vision”

La scelta tecnica più sorprendente riguarda probabilmente l’architettura sensoriale in quanto il Robotaxi di XPENG rinuncia completamente sia ai LiDAR sia alle mappe HD.

Una decisione coraggiosa, quasi provocatoria, considerando quanto il LiDAR sia stato fino a oggi considerato imprescindibile per la guida autonoma avanzata.

XPENG sceglie invece una soluzione “pure vision”, affidando l’intero processo percettivo e decisionale al nuovo modello VLA 2.0 (Vision-Language-Action), sviluppato internamente.

Il cuore del sistema è un’architettura end-to-end che elimina il tradizionale schema a tre livelli con percezione, interpretazione e azione.

Secondo XPENG il nuovo modello riduce la latenza operativa a meno di 80 millisecondi, migliorando drasticamente la fluidità decisionale del veicolo.

Per comprendere meglio il significato tecnico della transizione, basta osservare il confronto tra un’architettura tradizionale e l’approccio XPENG.

Sistema tradizionale XPENG VLA 2.0
LiDAR + Radar + HD Maps Pure Vision
Architettura modulare End-to-End AI
Elaborazione a più stadi Decisione diretta
Elevata dipendenza dalle mappe Generalizzazione urbana
Aggiornamenti complessi Scalabilità software
Costi hardware elevati Riduzione costi industriali

La vera partita è industriale, non soltanto tecnologica

Il dettaglio più importante dell’annuncio potrebbe essere un altro perché XPENG sembra voler comprimere drasticamente il tempo che separa sviluppo e commercializzazione.

La creazione della business unit Robotaxi, annunciata a marzo, indica chiaramente che l’azienda non considera più la guida autonoma come un progetto sperimentale, ma come una futura linea di business strutturata.

L’obiettivo dichiarato è estremamente ambizioso con operazioni pilota nella seconda metà del 2026, l’eliminazione dell’operatore di sicurezza entro l’inizio del 2027 e una scalabilità commerciale rapida grazie alla produzione industriale già avviata.

È un cambio di paradigma. Molti operatori globali della guida autonoma hanno investito anni nella sperimentazione senza riuscire a trasformare il servizio in un modello economicamente sostenibile.

XPENG prova invece a partire direttamente dalla capacità produttiva.

Un Robotaxi pensato anche per il comfort

Interessante anche l’approccio all’esperienza passeggero.

XPENG vuole differenziare il proprio Robotaxi non soltanto per l’intelligenza artificiale, ma anche per la qualità dell’abitacolo.

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foto © XPENG

Tra le dotazioni troviamo privacy glass oscurati, sedili comfort gravity, schermi posteriori per l’infotainment, assistente vocale integrato e controllo intelligente delle funzioni di bordo.

L’idea è che il Robotaxi non deve essere percepito come una semplice navetta autonoma, ma come un ambiente premium connesso e personalizzabile.

Amap, il primo partner globale

Sul fronte ecosistema, XPENG aprirà anche il proprio SDK Robotaxi agli sviluppatori e ai partner industriali.

Il primo nome annunciato è Amap, piattaforma di navigazione molto diffusa in Cina.

Una mossa che mette in evidenza come la sfida non sia soltanto costruire auto autonome, ma creare un ecosistema software interoperabile capace di alimentare servizi, logistica, mobilità urbana e piattaforme digitali.

Parte di un progetto più grande

Il progetto Robotaxi non vive isolato in quanto XPENG lo inserisce all’interno della propria strategia “Physical AI”.

Si tratta di un programma che comprende anche il robot umanoide IRON, l’auto volante e la nuova architettura AI condivisa VLA 2.0.

In pratica, XPENG sta costruendo una piattaforma cognitiva comune capace di alimentare diversi dispositivi intelligenti, non soltanto automobili.

Ed è forse proprio questo il messaggio più forte dell’intera operazione.

Quando l’auto smette di essere soltanto un’auto

Per decenni il progresso automobilistico è stato misurato in cilindri, cavalli, coppia e velocità massima.

Oggi il baricentro si sta spostando altrove, su potenza computazionale, capacità predittiva, reti neurali, architetture AI.

Il Robotaxi di XPENG non è soltanto un nuovo veicolo autonomo, è il simbolo di una trasformazione molto più ampia, in cui l’automobile rischia di diventare un nodo intelligente di un ecosistema digitale in continuo apprendimento.

E forse la domanda più interessante non è quando arriveranno davvero i taxi senza conducente ma quando saremo pronti – culturalmente prima ancora che tecnologicamente – a fidarci di una macchina che prende decisioni al posto nostro nel traffico quotidiano.

Perché il futuro della mobilità non sembra più una promessa lontana, sta già uscendo dalla catena di montaggio.

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