
C’è qualcosa di profondamente romantico – e al tempo stesso decisamente industriale – nel vedere tornare in vita un marchio storico dell’automobilismo italiano.
Non si tratta soltanto di nostalgia, né di un semplice esercizio di marketing vintage quando un nome come Itala riappare sulle carrozzerie di un’auto nuova di fabbrica.
Più di cent’anni dopo la nascita del marchio torinese fondato nel 1903 da Matteo Ceirano, il nome Itala torna ufficialmente sul mercato grazie a DR Automobiles Groupe e al progetto Historic Italian Brands (HIB), fortemente voluto da Massimo Di Risio.
Il primo modello a incarnare questa rinascita sarà la nuova Itala 35, un cross-styler compatto che arriverà sul mercato nel settembre 2026.

La nuova vettura è stata presentata il 18 maggio con un evento al MAUTO (il Museo dell’Automobile di Torino) durante il quale oltre a essere mostrata per la prima volta la Itala 35, sono anche state rese note le strategie di DR Automobiles riguardo al brand, annunciando anche l’arrivo di un altro storico marchio nazionale, quello dell’OSCA.
Dalla Parigi-Pechino del 1907 al Molise del 2026
Il ritorno di Itala non è un semplice recupero di un logo storico, il brand rappresenta una delle pagine più affascinanti dell’automobilismo europeo delle origini.
La vittoria alla massacrante Parigi-Pechino del 1907 con il principe Scipione Borghese al volante della celebre Itala 35/45 HP è ancora oggi una delle imprese più leggendarie della mobilità pionieristica.
Sedicimila chilometri percorsi quando il concetto stesso di “rete stradale” era ancora quasi un’utopia.

Oggi quel nome rinasce a Macchia d’Isernia, in Molise, dove DR Automobiles ha deciso di costruire due nuovi impianti produttivi dedicati esclusivamente ai marchi Itala e OSCA.
Il progetto HIB poggia su una formula industriale chiara con una piattaforma tecnica globale, sviluppo ingegneristico italiano e forte valorizzazione della filiera nazionale.
La base tecnica arriva dal gruppo cinese GAC, uno dei principali costruttori asiatici per dimensioni e capacità industriale.
Ma il lavoro di adattamento, sviluppo dinamico, taratura di sospensioni, elettronica e infotainment è stato affidato a team italiani coordinati da Roberto Fedeli, manager con un curriculum che attraversa Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Aston Martin.
Il design, invece, parla torinese in modo inequivocabile grazie alla collaborazione con Italdesign.
SUV coupé ma con ambizioni premium
La nuova Itala 35 entra – per scelta strategica – nel segmento più combattuto del mercato europeo, quello dei crossover compatti premium.

La silhouette mescola proporzioni da SUV coupé, dettagli sportivi e richiami classici reinterpretati in chiave moderna. La grande calandra cromata richiama le Itala storiche, mentre i gruppi ottici full LED e il tetto nero a contrasto cercano di costruire un’identità visiva immediatamente riconoscibile.
Le dimensioni la collocano nel cuore del segmento C europeo.
| Lunghezza | 4.410 mm |
| Larghezza | 1.850 mm |
| Altezza | 1.600 mm |
| Passo | 2.650 mm |
| Bagagliaio | 341-1.271 litri |
Dentro, l’approccio è chiaramente orientato verso una clientela che cerca percezione premium più che minimalismo tecnologico esasperato.
Pelle italiana, alcantara, illuminazione ambientale e personalizzazione dei materiali diventano parte centrale della proposta.
L’abitacolo adotta una configurazione ormai consolidata nel mercato contemporaneo con cluster digitale da 7 pollici, infotainment da 10,25 pollici, Apple CarPlay e Android Auto wireless, sedili ventilati, tetto panoramico apribile di serie, ricarica wireless, parcheggio automatico, visione a 360 gradi.
La scelta commerciale è interessante con una dotazione full optional inclusa nel prezzo.
Scheda tecnica dell’Itala 35
| Motore | 1.5 Turbo TGDI 4 cilindri |
| Potenza | 170 CV |
| Coppia | 270 Nm |
| Cambio | 7 DCT doppia frizione |
| Trazione | Anteriore |
| 0-100 km/h | 7,5 secondi |
| Velocità massima | oltre 190 km/h |
| Consumo medio | 6,8 l/100 km |
| Omologazione | Euro 6e |
| Massa | 1.451 kg |
| Cerchi | 20” con pneumatici Pirelli |
Prestazioni e posizionamento
Per comprendere meglio il posizionamento della nuova Itala 35, basta osservare alcuni parametri chiave.
La potenza è di 170 CV, la coppia di 270 Nm, la vettura raggiunge i 100 km/h da ferma in 7,5 secondi, e il suo consumo medio è di 6,8 l/100 km.
Una scelta tecnica che non punta alla sportività estrema, ma a un equilibrio molto europeo tra comfort, prestazioni e usabilità quotidiana.

Interessante anche la strategia di industrializzazione. DR Automobiles non nasconde infatti la provenienza asiatica della piattaforma di base, ma prova a trasformarla in un vantaggio competitivo: sfruttare economie di scala globali aggiungendo sviluppo tecnico, design e contenuti italiani.
ADAS completi senza supplementi
Uno degli elementi più competitivi della Itala 35 sarà probabilmente il rapporto tra dotazione e prezzo.
Il pacchetto ADAS di secondo livello sarà infatti incluso di serie e comprenderà Adaptive Cruise Control, Lane Keeping Assist, frenata autonoma d’emergenza, Traffic Jam Assist, riconoscimento segnali stradali, Intelligent Speed Limiter e fari adattivi automatici.
Molto evoluto anche il sistema di parcheggio automatico, capace di gestire manovre parallele, trasversali e a spina senza interventi sul volante da parte del conducente.
In pratica, Itala punta a presentarsi come un prodotto “premium accessibile”, con una logica quasi opposta rispetto a quella di molti competitor tedeschi, dove la personalizzazione tramite optional continua a incidere pesantemente sul prezzo finale.
35mila euro chiavi in mano
Il nome “Itala 35” non richiama soltanto la storica 35/45 HP del raid Parigi-Pechino. È anche un riferimento piuttosto diretto al prezzo di lancio: 35 mila euro tutto incluso.

Una cifra aggressiva se confrontata con il posizionamento medio dei SUV coupè europei di fascia premium.
La strategia commerciale appare chiara con una forte dotazione standard, poche complicazioni di listino, un’immagine italiana, contenuti tecnologici moderni e produzione e assemblaggio sul territorio nazionale.
Il piano commerciale prevede inizialmente 50 showroom in Italia entro la fine del 2026, partendo simbolicamente da Torino, città natale del marchio con la collaborazione del gruppo Biauto.
Non solo Itala 35, il piano prodotto HIB
La Itala 35 rappresenta soltanto il primo tassello, in quanto nell’ambito del progetto HIB sono già previste altre due SUV.
La Itala 56 lunga 4,68 metri con 170 CV di potenza e la Itala 61 di 4,98 m e 231 CV.
Nel programma industriale trovano spazio anche varianti superhybrid, full hybrid, range-extender e full electric.
Particolarmente interessante il riferimento ai modelli elettrici e range-extender con almeno il 50% del valore generato in Italia. Un dettaglio che, nel pieno della trasformazione dell’industria automotive europea, assume un peso politico e industriale molto più importante di quanto possa sembrare.
Che cosa significa oggi auto italiana?
Ed è forse proprio qui che il progetto Itala diventa davvero interessante.
Perché il punto non è stabilire se la piattaforma sia asiatica oppure no. Oggi l’automobile globale vive di architetture condivise, supply chain internazionali e piattaforme modulari.
La vera domanda è un’altra: quanta cultura industriale italiana può ancora esistere dentro un’auto contemporanea?
Nel caso della nuova Itala 35 la risposta passa attraverso il design di Italdesign, l’ingegneria coordinata da Roberto Fedeli, la produzione a Macchia d’Isernia, i materiali italiani e la volontà dichiarata di costruire una filiera nazionale.
Certo, il mercato sarà il giudice definitivo. La qualità percepita dovrà convincere, la rete commerciale dovrà crescere e il brand dovrà ricostruire credibilità in un settore spietato.
Ma il semplice fatto che un marchio nato nel 1903 torni oggi a parlare di produzione italiana, investimenti industriali e sviluppo tecnologico in un’Europa che teme la deindustrializzazione automotive non è affatto un dettaglio.
Forse la vera sfida della nuova Itala non sarà soltanto vendere SUV. Sarà dimostrare che l’identità industriale italiana può ancora evolversi senza trasformarsi in un semplice esercizio nostalgico.
E in fondo, guardando quella nuova calandra che richiama la 35/45 HP della Parigi-Pechino, viene quasi spontaneo pensare che certe storie non smettano mai davvero di viaggiare.
Cambiano motori, piattaforme, mercati e strategie globali. Ma alcune idee – quelle costruite attorno alla passione, all’ingegneria e al desiderio di lasciare un segno – continuano sempre a rimettersi in moto.












