
Dall’esperienza Subaru, la trasmissione a rapporti variabili viene finalmente accoppiata al motore a gasolio con architettura boxer.
LA NOVITÀ
Non è prassi nuova, per il brand Giapponese, l’utilizzo di un cambio a variazione continua sui modelli della gamma; tuttavia, a causa di problematiche tecniche, l’applicazione dello stesso sulle motorizzazioni diesel sovralimentate è da sempre stato accantonato in virtù della necessità di riadattare la trasmissione all’erogazione di coppia ben diversa di questo tipo di propulsore. Partendo dalla base del cambio Lineartronic sviluppato per i motori 3.6 a benzina, i tecnici del Sol Levante hanno messo a punto un progetto appositamente realizzato per il pairing con il motore a nafta, in maniera tale da riuscire a gestire una coppia massima di 350 Nm e l’andamento della propulsione tipico del motore alimentato a gasolio.
IN CONTRAPPOSIZIONE
Il motore della Forester Diesel Lineartronic si basa sul noto propulsore a cilindri orizzontali con blocco in lega di alluminio, dotato di struttura a piano semichiuso la quale garantisce rigidità attorno alle zone di adesione della guarnizione alla testata. Inoltre, per resistere alle elevate pressioni di combustione del diesel, sono stati impiegati materiali ad alta resistenza, integrando nei pistoni dei canali di raffreddamento aggiuntivi, con l’olio motore che viene spruzzato attraverso dei getti ausiliari.
Per sopportare le alte pressioni di combustione, sono state utilizzate delle testate cilindri ad alta resistenza, con dei bilancieri a rullino compatti ed a basso attrito, in accoppiamento con un sistema di distribuzione a doppio albero a camme in testa: nella fattispecie, il diametro delle valvole è stato appositamente messo a punto per migliorare il riempimento delle camere di scoppio e la turbolenza della miscela, a tutto beneficio dell’efficienza per quanto concerne la combustione di carburante. Per il comando degli alberi a camme, è stato impiegato un sistema a catena molto robusto, in grado di sopportare le variazioni di coppia generose provenienti da un motore turbodiesel.
IL CAMBIO
Rispetto al suo fratello gemello installato sulle versioni tradizionali, il Lineartronic debuttante sulle versioni Diesel prevede una struttura significativamente modificata: innanzitutto, il regime di rotazione più basso ha reso necessario l’utilizzo di una nuova pompa per l’olio capace di mandare in pressione il fluido a velocità più basse, in maniera tale da garantire sia la lubrificazione che il funzionamento delle pulegge tipiche della trasmissione CVT. Mantenendo il convertitore di coppia compatto che equipaggia già la versione precedente del sistema, è stato possibile migliorare lo spunto in partenza e, grazie al consueto blocco dello stesso, una ottimale efficienza di marcia, abbinandola ad un comportamento fluido e con scossoni ridotti al minimo.
L’elettronica di gestione del cambio è studiata per analizzare al meglio l’affondo del pedale dell’acceleratore e la sua velocità di attuazione, regolando la progressione dell’andatura e garantendo una ripresa fluida, silenziosa e conveniente. Come di prassi comune, in caso di utilizzo del comando del gas per più dei due terzi della sua escursione, il cambio reagisce in maniera differente, privilegiando una configurazione sportiva a tutto beneficio dell’accelerazione e del piacere di guida.
Come tutti i cambi a variazione continua di rapporto, il Lineartronic consente dei rapporti di rotazione tra l’albero primario collegato al motore e quello secondario in contatto con le ruote senza soluzione di continuità: variando il diametro della gola di due pulegge poste all’interno della campana del cambio, infatti, viene a determinarsi la variazione di giri tra il motore e le ruote. In virtù di questa particolare caratteristica costruttiva, i rapporti di rotazione risultano essere praticamente infiniti, consentendo di avere una progressione nella marcia fluida, priva di scossoni, senza interruzione di coppia motrice e con il vantaggio di accelerare mantenendo il più possibile fermo il regime di rotazione del propulsore.
Grandi sforzi sono stati compiuti, dai tecnici delle Pleiadi, per poter limitare gli attriti interni della trasmissione e, di conseguenza, competere in termini di consumo di carburante con l’alternativa meccanica: in alcune condizioni, infatti, la trasmissione CVT risulta essere vincente in termini di utilizzo di gasolio, rispetto alle versioni dotate di cambio manuale.
SI “SENTONO” LE MARCE
Uno degli svantaggi maggiori dei cambi a variazione continua di rapporto, agli occhi ed alle orecchie degli appassionati di automobilismo e di guida sportiva, è quello di non fornire al conducente la sensazione di un numero preciso di rapporti, coadiuvante durante la guida spedita, su strade tortuose o, comunque, in quelle condizioni in cui ci ricerca l’appagamento adrenalinico fornito dal sound del propulsore che sale e scende di giri all’accompagnare il cambio durante i passaggi di velocità. Gli ingegneri di Subaru, nel mettere a punto il Lineartronic, sono riusciti ad aggirare questo ostacolo ponendosi come valida alternativa intermedia tra una trasmissione meccanica ed una automatica tradizionale: ad una pressione del pedale dell’acceleratore pari o superiore al 65% della sua corsa, invece di utilizzare una progressione lineare, il cambio della Forester inserisce degli step in successione, che, corrispondendo a sette posizioni delle pulegge pre-programmate nella centralina, simulano l’inserimento di sette rapporti. Così facendo, l’accelerazione diventa più pronta ed il feeling di guida ne trae grandi benefici, tramite la sensazione sportiva trasmessa al conducente del veicolo.
Lo stesso tipo di logica viene applicata se viene utilizzato e manovrato il cambio con le palette presenti posteriormente rispetto al volante: infatti, i rapporti di trasmissione sono elettronicamente programmati e selezionati indipendentemente dalla posizione del pedale dell’acceleratore, nel momento in cui il guidatore decidesse di cambiare in maniera totalmente arbitraria. La selezione della modalità manuale può essere temporanea oppure definitiva, a seconda di se la leva di comando posta sulla consolle centrale viene mantenuta nella posizione “Drive” o spostata su quella “Manual”; nel primo caso, infatti, dopo alcuni secondi, l’elettronica del cambio prende nuovamente il sopravvento e torna a gestire la rapportatura in maniera automatica. In caso di marcia in modalità “M”, al contrario, la modifica è permanente; e, trattandosi di un mezzo messo a punto anche per affrontare percorsi fuoristradistici, risulta particolarmente utile in off-road, per sfruttare appieno le caratteristiche di coppia del propulsore ed i vantaggi offerti dalla trazione integrale di cui il brand Subaru si fregia da lungo tempo.
RICETTA INTEGRALE
Come di consueto per la casa dal marchio blu, anche alla trasmissione Lineartronic è accoppiato un sistema di trazione integrale: in questa specifica applicazione, il sistema utilizzato è il cosiddetto “Active Torque Split”, un progetto che dimostra flessibilità, efficacia ed un giusto compromesso tra vantaggi e consumi di carburante. Essendo controllato in maniera elettronica, è un sistema pro-attivo, in grado di intervenire in maniera autonoma per migliorare sia le doti di trazione che quelle di stabilità.
Da un punto di vista tecnico, trattasi di un sistema elettro-idraulico che distribuisce la coppia in maniera continua attraverso un piatto di frizioni in bagno d’olio partendo da una ripartizione base del 60% all’anteriore e il 40% all’assale posteriore: in caso di perdita di aderenza, le frizioni vengono bloccate in modo che anche tutta la coppia motrice possa arrivare all’asse opposto. Un’interessante logica di funzionamento del sistema la si osserva in fase di frenata: infatti, nel caso di arresto di emergenza con intervento del sistema ABS, le frizioni sono totalmente libere, di modo che la regolazione dell’impianto di anti-bloccaggio sia prioritaria e il più precisa possibile per ognuna delle ruote del mezzo.
SOTTOPELLE
Come da tradizione Subaru, anche il model year 2015 di Forester è dotato di un telaio molto rigido, accoppiato ad un sistema di sospensioni affidabile: all’asse anteriore, adotta un sistema MacPherson, rivista con una molla di ri-estensione, capace di migliorare la risposta del veicolo e di mantenere il contatto con l’asfalto anche in condizioni estreme come possono essere quelle di marcia in condizioni dissestate ed in fuoristrada. Al posteriore, la Forester mette in campo una sospensione a doppio braccio oscillante, efficace e poco ingombrante.
Il tutto è condito da una maggiorazione delle staffe anteriori, del braccio laterale e delle traverse posteriori del sottotelaio, rifinito con una campanatura negativa per assicurare una migliore aderenza in condizioni di percorrenza in curva a velocità sostenute.
AL CENTRO DELL’INFORMAZIONE
Una novità d’impatto per quanto concerne l’interno della nuova veste di Forester si riferisce ai sistemi di connessione di bordo: infatti, a partire dalla nuova unità posta in consolle che si interfaccia con il guidatore attraverso dei nuovi display centrali a sfioramento, è stata messa a punto una user interface che richiama quella a cui siamo da tempo abituati sugli smartphone, integrando scorrimento, pressione rapida e pressione prolungata. Sulla base di quanto descritto, la casa Giapponese prevede 3 impianti di bordo tutti caratterizzati da caratteristiche di base comuni, ma con funzionalità differenti.
La prima proposta si articola a partire da un display di 6,2”, diviso nelle sezioni “Audio”, “Telefono, “Subaru App” ed “Impostazioni Vettura”; oltre alle funzioni basiche, sono disponibili anche delle funzionalità avanzate, quali una telecamera di ausilio nelle manovre di parcheggio e retromarcia e la possibilità di interfacciare il dispositivo con il proprio smartphone mediante l’applicazione “Subaru Starlink”, la quale rende possibile, tramite bluetooth, la connessione della vettura a diversi servizi in rete.
La seconda offerta è riconoscibile, invece, dal display da 7 pollici, alle cui funzioni già citate su aggiungono la ricezione di radio digitale (DAB), la possibilità di ascoltare musica in streaming dal web e la lettura e scrittura di SMS ed eMail direttamente dal terminale posto in plancia.
L’ultimo dei tre step, infine, integra un sistema di navigazione satellitare GPS, in grado di utilizzare la cosiddetta funzione “pinch-to-zoom”: vale a dire, il tocco di pollice ed indice per ingrandire o ridurre il livello di zoom sulle mappe del percorso impostato. Anche in questo caso, il sistema è capace di dialogare con sistemi operativi iOS ed Android.
AL VOLANTE
Seduti al posto di guida del facelift della Subaru Forester, ci si accorge subito di avere a che fare con un prodotto solido, valido, che non bada a fronzoli e punta dritto alla funzionalità: i materiali, al tatto, trasmettono una interessante sensazione di solidità e robustezza, conferendo immediatamente un rapporto qualità/prezzo particolarmente elevato. La strumentazione è completa ed ampia, ponendo frontalmente rispetto al conducente tutte le informazioni essenziali per poter procedere nella marcia; ed il volante risulta ben conformato.
Alle prese con il cambio, vera punta di diamante del restyling di questo SUV, la sensazione è piacevole, priva di quel feeling falso spesso fornito dalle trasmissioni a variazione continua; ed il motore reagisce bene alle pressioni del gas, mostrando un minimo di lag nella parte più bassa del contagiri, ma sempre adeguato alla situazione di marcia, grazie alla complicità del Lineartronic.
Le cambiate attraverso i paddles risultano sufficientemente pronte e ben spaziate, permettendo un minimo di velleità sportive anche nella conduzione quotidiana; tuttavia, le caratteristiche di configurazione della vettura sono tali che, lasciando tutto in automatico e lasciandola scivolare sull’asfalto in souplesse si apprezza il lavoro eccellente effettuato dagli ingegneri Asiatici.
In off-road, il SUV riconferma le sue grandi capacità, non entrando mai in difficoltà e marciando su terreni sconnessi anche con un filo di gas, facendo apparire passaggi difficili come fin troppo semplici da affrontare. Su strada, risulta invece adeguato ad ogni situazione: la rumorosità del propulsore è contenuta, il comfort è di buon livello e il motore, con i suoi 148 cavalli, è in grado di spostarla su strade ed autostrade con grande facilità.
PREZZI E DISPONIBILITÀ
Il MY15 di Subaru Forester è già ordinabile in tutte le concessionarie presenti sul territorio nazionale a partire da un prezzo di €31.990; per un modello dotato di cambio automatico Lineartronic è necessario un esborso di €35.890. Considerato il pacchetto complessivo, la tecnica sottostante e la leggendaria durevolezza dei prodotti del brand, a nostro avviso una cifra con un rapporto qualità/prezzo sicuramente elevatissimo.



















