
La patente è sempre stata una conquista, una tappa fondamentale della vita destinata al bagaglio dei ricordi per tutto il resto dell’esistenza, insieme all’esame di maturità, la nascita di un figlio, la laurea e il primo bacio.
Certo, spesso le patenti erano prese grazie ad una sonora botta di “naticume”, tra un parcheggio improvvisato, qualche quiz mandato a memoria e uno stile di guida monacale tenuto a stento per compiacere gli inflessibili ingegneri della Motorizzazione.
Un cambio totale
Ma da quest’anno, l’esame per la patente B cambia pelle e lo fa in modo radicale: il nuovo decreto del 17 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale alla vigilia di Natale, ridisegna l’intero percorso di formazione degli aspiranti automobilisti rendendolo più lungo, strutturato e soprattutto più aderente alla realtà che ogni giorno incontra chi decide di avventurarsi sulle strade italiane.
L’obiettivo è aumentare la sicurezza puntando su una preparazione pratica più solida e meno affidata al caso o alla fortuna del giorno d’esame.
Più qualità
Una della novità è l’aumento delle ore di guida obbligatorie, che passano da sei a minimo otto: ognuna dovrà essere svolta esclusivamente in autoscuole abilitate e con istruttori certificati, inserita all’interno di un percorso formativo rigido e tracciato.
Le lezioni saranno organizzate in moduli da due ore, ciascuno focalizzato su competenze specifiche per evitare che la pratica si riduca a una sequenza casuale di giri in città, spesso poco rappresentativi delle difficoltà reali che un neopatentato incontrerà quando si troverà al volante da solo.
Dai comandi base agli ADAS
Il “Modulo A” è la porta d’ingresso al nuovo percorso: manovre fondamentali, conoscenza del veicolo, gestione delle emergenze e soprattutto familiarizzazione con i sistemi di assistenza alla guida (ADAS) come frenata automatica, mantenimento di corsia e sensori, avvisi non sono più optional da ignorare, ma strumenti da conoscere e saper usare correttamente.
Con il “Modulo B” si entra nel traffico urbano vero: precedenze, incroci, parcheggi, manovre complesse e attenzione agli utenti più vulnerabili della strada.
Qui l’esame smette di essere astratto e diventa quotidianità pura.
Autostrada e notte, le novità
Il vero salto di qualità arriva con il “Modulo C”, dedicato alla guida in autostrada e su strade extraurbane con velocità superiori ai 50 km/h: accelerazioni, sorpassi, immissioni e gestione delle alte velocità diventano finalmente parte integrante della formazione, dopo anni in cui i neopatentati erano obbligati a pericolosi “fai da te”.
Ancora più simbolico il “Modulo D”, interamente concentrato sulla guida notturna, con esercitazioni previste dopo le 20 o comunque mezz’ora dopo il tramonto e fino all’alba.
Un riconoscimento ufficiale del fatto che guidare di notte non è un dettaglio, ma una competenza fondamentale troppo spesso sottovalutata.
Fine delle guide “casalinghe”
Cambia anche il rapporto con la pratica privata, quella in compagnia di nonni, genitori o amici, perché la nuova normativa stabilisce che non sarà possibile esercitarsi con un accompagnatore privato prima di aver completato tutte le ore obbligatorie in autoscuola. Solo dopo aver concluso il ciclo ufficiale sarà consentito guidare fuori dalle lezioni, e comunque con limiti ben precisi.
Una scelta che vuole evitare abitudini sbagliate e garantire una base tecnica uniforme per tutti.
La patente nell’era digitale
Altro pilastro della riforma è la certificazione digitale: tutte le guide svolte saranno registrate sul Portale dell’Automobilista, gestito dalla Motorizzazione civile.
Al termine del percorso, l’allievo riceverà un’attestazione valida 18 mesi, utile anche in caso di bocciatura all’esame pratico.
I dati confluiranno nell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, rendendo il sistema più trasparente e uniforme su tutto il territorio nazionale.
Meno quiz, più strada
Il nuovo percorso si inserisce in una riforma più ampia dell’esame di guida, già anticipata nel 2025.
Come spiegato dal ministro Salvini, l’intenzione è superare un modello troppo legato ai quiz e alle crocette per arrivare a un esame “meno schematico e più realistico”, dove contano davvero l’esperienza e la capacità di affrontare il traffico.
Costi più alti
Il rovescio della medaglia è inevitabile: i costi aumenteranno, sia per il maggior numero di ore obbligatorie sia per gli adeguamenti già entrati in vigore nel 2025 sulle retribuzioni degli esaminatori.
Ma si punta su un ritorno concreto in termini di sicurezza, visto che nel 2025 la Polizia stradale ha ritirato più di 63mila patenti, con un aumento che sfiora al 66% rispetto all’anno precedente.
Risultati tangibili dell’aumento dei controlli su alcol e droghe, dell’inasprimento delle sanzioni per l’uso del cellulare alla guida e delle regole per i neopatentati, sintomi di una guerra sempre più dura contro l’indisciplina che ormai regna sovrana sulle strade.
Non più una semplice formalità
La patente non sarà più soltanto un fastidio burocratico, ma il risultato di un percorso più lungo e impegnativo con meno scorciatoie e improvvisazione.
Nella speranza che, girata la chiave di accensione, chi guida sappia davvero cosa sta facendo.















