
Dal 26 al 28 settembre Pininfarina celebra i suoi 95 anni con un’esposizione unica nella Corte d’Onore di Palazzo Reale, cuore storico di Torino.
Un evento che non è solo mostra statica ma viaggio emozionale e tecnologico nell’evoluzione del marchio.
Dalla Cisitalia 202 – la prima automobile entrata al MoMA di New York – alla rivoluzionaria Automobili Pininfarina B95, la prima hyper barchetta elettrica al mondo.
L’esposizione, parte del Salone Auto Torino 2025, riunisce sei modelli che raccontano la storia del design Pininfarina attraverso le sue pietre miliari.
Ciascuna vettura rappresenta un capitolo chiave nell’evoluzione dello stile, delle proporzioni e delle soluzioni tecniche che hanno reso il marchio un punto di riferimento globale.
Dalle sculture in movimento alla mobilità elettrica
A dare il via al percorso è la Cisitalia 202 del 1947, definita da Arthur Drexler “una scultura in movimento”.
Riconosciuta anche come l’auto che ha cambiato per sempre il linguaggio del design automobilistico, anticipa soluzioni ancora oggi attuali, come l’integrazione armoniosa di parafanghi, cofano e abitacolo, l’eliminazione dei montanti posteriori e l’uso pionieristico dei cristalli senza cornici cromate.

Cinquant’anni dopo, la Ferrari 308 GTB festeggia mezzo secolo di vita proprio nella città dove nacque Pininfarina.
Prima Ferrari a motore V8 centrale prodotta in grande serie, la 308 introdusse la carrozzeria in vetroresina (1975-1977) con un risparmio di peso di circa 150 kg.
Con i suoi 255 CV e una velocità massima oltre i 250 km/h, la 308 non fu solo icona di stile ma anche laboratorio aerodinamico: il profilo a cuneo e le prese d’aria laterali ridefinirono l’estetica delle Ferrari sportive.
La Honda HP-X del 1984 testimonia l’apertura internazionale del marchio.

Nata come laboratorio su ruote per esplorare nuove soluzioni aerodinamiche e di distribuzione dei pesi, anticipava concetti poi sviluppati nelle supercar Honda.
Restaurata di recente nell’atelier di Cambiano, oggi appare come un pezzo di storia della ricerca stilistica Pininfarina.
Dalla Sintesi alla hyper barchetta elettrica
Con la Sintesi (2008) Pininfarina guarda al futuro.

Quattro motori elettrici indipendenti alimentati a celle a combustibile, Cx 0,27 e una distribuzione dei volumi radicalmente ribaltata (“Liquid Packaging”), progettata attorno ai passeggeri.
Una visione che anticipava di oltre un decennio l’attuale transizione verso la mobilità sostenibile e connessa.
Lo stesso connubio tra tradizione e avanguardia emerge nella 2uettottanta (2010), spider che reinterpreta in chiave contemporanea l’Alfa Romeo Duetto.

Due posti secchi, baricentro basso, superfici sospese da terra per enfatizzare leggerezza e dinamismo.

Completa il percorso la Sergio (2013), barchetta estrema realizzata su base Ferrari 458 in soli sei esemplari. Caratterizzata dal “parabrezza virtuale” sviluppato in galleria del vento, dimostra la capacità di Pininfarina di trasformare un’idea visionaria in realtà concreta in tempi record.
A proiettare il marchio nel nuovo millennio è infine la Automobili Pininfarina B95 (2023), la prima hyper barchetta elettrica al mondo.

Linee scultoree, prestazioni estreme e personalizzazione totale in un oggetto che fonde artigianalità italiana e innovazione tecnologica.
Un manifesto di ciò che Pininfarina sarà nei prossimi decenni, cioè bellezza sostenibile, esclusiva e ad alte prestazioni.
La Mythos torna protagonista
Parallelamente al Salone Auto Torino, domenica 28 settembre la Ferrari Mythos del 1989 sarà la star del Festival Car di Revigliasco Torinese.
Si tratta di un evento internazionale riconosciuto dalla FIVA e ormai appuntamento fisso per collezionisti e appassionati.

Concept radicale su base Testarossa, la Mythos è ancora oggi uno dei progetti più audaci di Pininfarina, con carrozzeria in fibra di carbonio, aerodinamica attiva e forme scultoree.
A celebrare ulteriormente l’eredità del marchio, sarà assegnato il “Pininfarina Award” alla migliore vettura Pininfarina in concorso, rafforzando il legame indissolubile tra il brand e il territorio torinese.
Un filo rosso lungo 95 anni
La presenza di Pininfarina a Torino non è solo un omaggio al passato, ma un racconto del design come linguaggio universale capace di evolvere senza tradire le proprie radici.
Dalla Cisitalia alla B95, ogni modello testimonia un’idea di bellezza funzionale e innovazione tecnologica che ha influenzato generazioni di designer e costruttori.
In una Corte d’Onore trasformata in tempio del design, i visitatori non vedranno solo automobili, ma l’evoluzione stessa del concetto di mobilità.
Un filo rosso che unisce artigianalità e visione, Italia e mondo, passato e futuro. Un invito a riflettere su come, anche in un’epoca di elettrificazione e intelligenza artificiale, il design continui a essere l’anima dell’automobile.
















