
Filippo, Gabriele, Lavinia, Ottavia, Isabel e Riccardo. Sono i nomi dei primi nati del 2026, e poverini ancora non lo sanno, ma anche se sono al mondo da una manciata di giorni, dovrebbero allo Stato circa 142 euro a testa.
Non è una provocazione, ma un calcolo matematico che risulta dividendo il totale delle multe stradali per ogni cittadino italiano, una cifra che nel giro di appena cinque anni, fra il 2021 ed il 2025, ha raggiunto 8,5 miliardi di euro.
Un’imposta che nessuna legge finanziaria annuncia e nessun governo rivendica, non compare nell’elenco delle delizie come Irpef, Imu, Tari e Iva, ma va pagata puntualmente, e spesso senza neanche rendersene conto.

Meno multe (ma è un bluff)
Il dato emerge dall’ultima analisi del “Codacons”, che ha elaborato i numeri definitivi del 2025, riassumibili in una lunga sequela fatta di infrazioni, autovelox, sentenze e bilanci comunali sempre più dipendenti dalle contravvenzioni.
Nel 2025 gli incassi delle multe stradali si sono fermati a 1,89 miliardi di euro, in calo del 4,4% rispetto ai 1,98 miliardi del 2024. Mancano all’appello circa 88 milioni di euro, ma anche se a prima vista il calo potrebbe sembrare l’inizio di una ritrovata coscienza automobilistica nazionale, la realtà è figlia delle restrizioni dello scorso giugno sull’installazione degli autovelox e le conseguenti sentenze della Cassazione che hanno annullato migliaia di sanzioni elevate con dispositivi non omologati.
Detto in altro modo non guidiamo meglio, ci hanno solo tolto qualche multa.
Una crescita costante
Per capire la portata del fenomeno, basta andare un po’ indietro nel tempo: nel 2021, in piena coda pandemica e con la circolazione ancora limitata, gli enti locali incassavano 1,2 miliardi di euro.
Da lì in poi, la progressione è stata costante, iniziando dai 1,6 miliardi del 2022 diventati 1,77 nel 2023, fino a toccare il record storico del 2024. Il 2025 ha interrotto la corsa al rialzo, ma senza intaccare il dato complessivo: 8,5 miliardi in cinque anni, più o meno quanto il Pil di un piccolo Paese.
La Lombardia guida, il Molise sorprende
La mappa delle multe ricalca, almeno in parte, quella economica dell’Italia. La Lombardia è nettamente in testa con 455,8 milioni di euro incassati nel solo 2025, un risultato che tiene a distanza la Toscana (208 milioni) e l’Emilia-Romagna (192 milioni).
In fondo alla classifica veleggia la Valle d’Aosta, ferma a 2,7 milioni di euro, probabilmente dovuti a poche strade, poco traffico e meno occasioni di commettere infrazioni.
Interessanti anche le variazioni annuali, perché mentre Calabria, Lazio e Sicilia registrano cali a doppia cifra, il Molise fa segnare un clamoroso +62,9%.
Nelle grandi città
Scendendo al livello urbano, il primato spetta a Milano, che nel 2025 ha incassato 169,7 milioni di euro in sanzioni, seguita da Roma con 118,7 milioni e Firenze con 64.
Eppure sono proprio le metropoli a segnare le flessioni più evidenti rispetto all’anno precedente: in media, i Comuni sopra i 250mila abitanti registrano un -11,3%.
Nel dettaglio, Bari perde oltre un quarto degli incassi, Palermo e Roma quasi un quinto, mentre Firenze fa eccezione e cresce leggermente, dimostrando che nei centri storici, tra Ztl e sensi unici, le multe restano un’irrinunciabile risorsa economica.
Piccoli comuni, grandi risultati
Un altro dato sorprendente riguarda l’efficienza – si fa per dire – dei centri minori, con i comuni sotto i 5mila abitanti che raccolgono ben 105 milioni di euro e quelli tra 20 e 60mila che superano quota 325. In molti casi, pochi autovelox strategicamente piazzati bastano a dare una sistemata alle casse comunali.
Controlli e sanzioni
A completare il quadro arrivano i dati della Polizia Stradale, con oltre 2 milioni di persone controllate nel 2025, 1,6 milioni di infrazioni contestate e più di 460mila violazioni per eccesso di velocità. Significa migliaia di patenti ritirate e milioni i punti andati in fumo.
Sicurezza o cassa continua?
Resta nell’aria la domanda di fondo: le multe servono davvero a rendere le strade più sicure o sono diventate una voce strutturale dei bilanci comunali?
Per legge dovrebbero finanziare manutenzione e prevenzione, ma crederci è difficile.
















