Mercedes paga per ripartire dopo il dieselgate americano

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Mercedes-Benz versa altri 120 milioni di dollari negli USA per chiudere definitivamente il capitolo delle emissioni diesel contestate. Il conto totale supera i due miliardi di euro - foto © Mercedes-Benz

Con altri 120 milioni di dollari (102 milioni di euro), negli USA Mercedes-Benz vede la luce alla fine del tunnel delle emissioni “taroccate”.

Aveva riguardato auto e veicoli commerciali per un totale di circa 250mila unità dei Model of the Year dal 2009 al 2016 inclusi.

Il costruttore premium della Germania ha raggiunto un’intesa con le Procure Generali degli ultimi Stati in cui esistevano ancora procedimenti pendenti. L’accordo dovrà avallato venire dai tribunali competenti dei singoli stati.

Altri 120 milioni per chiudere i conti negli USA

In caso di conferma, il “costo” totale del mancato rispetto delle normative d’oltreoceano – un assoluto paradosso considerando il disprezzo dell’amministrazione Trump per l’ambiente – supererà l’equivalente di due miliardi di euro, come ha chiarito un portavoce di Mercedes-Benz all’agenzia giornalistica tedesca DPA.

Anche per questo ultimo pagamento, la società aveva previsto a bilancio gli opportuni accantonamenti. Sulla falsariga di quanto avvenuto in Europa, il costruttore ha già promosso la precedentemente concordata campagna di implementazione con interventi mirati sul motore (il BlueTEC II a gasolio) e sul software, rendendo anche noto che l’85% dei veicoli è già stato aggiornato.

Ancora apertissima la partita in Europa

Daimler (oggi Mercedes-Benz Group) era sotto inchiesta dal 2016.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti la sospettava di aver manipolato le emissioni degli ossidi di azoto.

Il costruttore ha sempre rigettato l’accusa di essere deliberatamente intervenuta sui propri sistemi di abbattimento per ridurre artificiosamente i dati. Lo scorso anno, la stessa autorità federale aveva anche chiuso le indagini penali senza muovere accuse alla casa con la Stella.

Del resto, a differenza del gruppo Volkswagen, cui il dieselgate era costato oltre 20 miliardi solo negli USA, Mercedes-Benz non aveva dovuto riacquistare alcun veicoli dai propri clienti.

Se il caso è verosimilmente chiuso definitivamente oltreoceano, in Europa è ancora aperto il maxi processo nel Regno Unito, dove la casa tedesca è “alla sbarra” insieme con Ford e Nissan e alle francesi Renault, Peugeot e Citroën.

In Germania, nel 2019, il gruppo Mercedes-Benz aveva evitato di ricorrere contro la multa di 870 milioni disposta dalla Procura di Stoccarda: una scelta analoga a quella di tutti gli altri costruttori e fornitori del Paese coinvolti.

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