
Le auto si costruiscono soprattutto in lamiera d’acciaio, per motivi di praticità produttiva, reperibilità del materiale e dell’utensileria, costo. Naturalmente è sempre più importante la presenza, per le carrozzerie, di alluminio e materiali compositi. Ma ci sono anche delle sorprese.

Poiché, come evidenzia la stessa terminologia, la tecnica della costruzione delle carrozzerie si rifà a quella dei veicoli a trazione animale del passato, non stupisce che vi siano stati molti tipi di auto con telaio metallico e carrozzeria in legno. A stupire, semmai, è il fatto che sia pure in scala ridotta, a scopo sperimentale o per esigenze promozionali, se ne siano costruite anche in questo dopoguerra.

L’esempio più recente è un’originalissima supercar: la Splinter (scheggia), una concept ideata da Joe Harmon, designer industriale del North Carolina, che ne ha iniziato la costruzione nel 2007 e l’ha completata alla fine del 2015, in tempo per l’esposizione all’Essen Motor Show, on Germania, dal 27 novembre al 6 dicembre.

Quest’auto, che resterà un prototipo ed è stata costruita solo come progetto di ricerca per un gruppo di laureandi alla N. C. State University con l’obiettivo di dimostrare le possibilità del legno per quest’uso, ha un ricorso minimo a componentistica meccanica, a parte, ovviamente, il motore. Quest’ultimo doveva essere un V8 con doppia sovralimentazione da 4,7 litri ma poi si è optato per un più grosso 7 litri; il costruttore non dice di che tipo si tratti, ma dovrebbe essere un GM LS7. Harmon ritiene che se ne possano spremere quasi 700 HP, con una velocità massima teorica di 386 km/h, anche se è stato precisato che non vi è l’intenzione di verificare una prestazione così estrema.

L’auto è una coupé a due posti, con motore centrale e trazione posteriore. La sua costruzione trae ispirazione da quella di un aereo della Seconda Guerra Mondiale, il De Havilland Mosquito inglese, che, pur essendo realizzato in un’epoca in cui le leghe d’alluminio avevano già trionfato, era costruito in legno compensato e collanti speciali ed era stato così ben progettato da superare nettamente le prestazioni di analoghi tipi metallici. Per l’auto si è fatto ricorso a sandwich con laminato di ciliegio attorno ad un “core” di balsa, mentre per il telaio si sono usati elementi di legno massiccio o stampati con l’ausilio di resine sintetiche. Dal materiale più antico del mondo ad uno tra i più moderni come il titanio.

Ancora una volta siamo di fronte ad una strabiliante supercar, la Icona Vulcano Titanio, e ancora una volta i suoi costruttori dicono di essersi ispirati al mondo dell’aeronautica. Infatti, il suo designer, Samuel Chuffart, ha affermato: “L’ispirazione per la Vulcano viene dall’aeroplano più veloce del mondo, l’SR-71 Blackbird, il cui profilo impressionante ed affilato, raccordato in modo sensuale, ne è stato la chiave stilistica”.

Il titanio è un metallo resistente come l’acciaio (e due volte più dell’alluminio), in grado di sopportare altissime temperature e praticamente immune dalla corrosione; si può dire che la sua unica controindicazione sia il costo elevato ed è per questo che, fino ad oggi, se ne è fatto un uso molto limitato: tra le poche auto nelle quali compare, infatti, vi sono la Pagani Huayra, la Spano GTA e la Bentley Continental GT3-R (solo per quanto riguarda l’impianto di scarico).

Quest’auto, presentata inizialmente nel 2013 in una forma nella quale l’impiego del titanio non era ancora preponderante (e, infatti, era chiamata semplicemente Vulcano), è il risultato di una joint venture tra Cina e Italia (che coinvolge Icona Shnghai, Tecnopad Progetti, Cecomp ed il dr. Teresio Gigi Gaudio). Il design, come si è detto, si deve principalmente a Samuel Chuffart, mentre la meccanica è stata progettata da Claudio Lombardi e Mario Cavagnero. Inizialmente erano state considerate motorizzazioni ibride ma poi si è optato per il 6,2 litri V8 della Corvette ZR1 da 670 HP (con la possibilità di essere spinto fino a 950-1000 HP); dell’auto si dice che acceleri da 0 a 100 in circa 2.8 secondi e possa raggiungere 354 km/h.

Abbiamo fatto cenno alla supercar spagnola Spano GTA e anche quest’auto (una delle vedette di Ginevra 2015) merita un accenno per il ricorso a materiali innovativi nella sua costruzione. Prodotta dal 2010 in un centinaio di esemplari, nell’edizione 2015, l’attuale GTA ha un telaio scatolato in titanio e grafene. Quest’ultimo materiale, che si può definire semplificando al massimo come una sorta di lamina (di spessore molecolare) di carbonio, è prodotto dalla Graphenano, principale produttore spagnolo. Il grafene, peraltro, compare anche nella carrozzeria e nelle sellerie.

Il carattere esclusivamente iberico dell’auto è mantenuto anche grazie ad un motore di progetto proprietario, un dieci cilindri a V di 7.990 cm3 capace di erogare ben 925 HP ed una coppia di 1.220 Nm. Le prestazioni non sono meno strabilianti: da 0 a 100 km/h in 2.9 sec ed una velocità massima di 370 km/h. Il prezzo è stato indicato in 692.875 euro, più o meno ciò che ci si aspetta per una macchina di questo genere. Ma, in fondo, consoliamoci: un tempo l’alluminio era un metallo prezioso e oggi ci facciamo le pentole. Chissà che domani il titanio non serva per fare il bastoncino dei gelati da passeggio…
















