Le Mustang d’Europa sfilano a Vairano

Ben sei club europei, tra cui il club di riferimento italiano Mustangmania.it, hanno partecipato lo scorso 20 settembre alle European Pony Wars, primo raduno a livello europeo delle iconiche Ford Mustang, facendo giungere i soci, a bordo dei propri bolidi, presso la pista pavese di Vairano di Vidigulfo.

Tanta qualità più che quantità, infatti hanno partecipato circa cinquanta auto, ma di assoluto livello per rarità, per stato di conservazione e per la cura dei dettagli dei singoli modelli.

Tra queste troviamo una manciata di storiche della prima generazione (prodotte dal ‘64 al ‘73), di cui due Fastback. Spiccano poi una recentissima Shelby GT500 Super Snake da 800 cavalli e una versione da rally della scuderia Top Driver, che corre nella classe GT.

DSC_0142 DSC_0025

“Sono circa 1200 le mustang attualmente immatricolate in Italia, tra modelli storici importati e i modelli dell’ultima generazione” afferma il fondatore del club Mustangmania.it, Fabrizio Schenardi, uno degli organizzatori di questo raduno, insieme a Ford Italia.

LA PONY CAR AMERICANA

DSC_0169

La Mustang è un modello mitico, che è legato inequivocabilmente alla terra statunitense e che richiama il sogno americano (dei giovani e non solo), complici le sue forme muscolose e il motore dalle prestazioni esagerate, non sempre pareggiate dalla bontà della meccanica: basti pensare che fino alla quinta serie, le mustang erano equipaggiate di sospensioni ad assale rigido al posteriore.

Il nome pony è il vezzeggiativo più utilizzato, essendo una pony car, cioè un’auto compatta rispetto alle muscle car americane ed è inconfondibile il simbolo del cavallo al galoppo, ovviamente di razza mustang, che ogni modello porta come stemma sulla griglia anteriore e sul mozzo del volante.

Se invece è raffigurato un serpente, o meglio un cobra, l’interpretazione non lascia dubbi: si tratta di una Shelby, ovvero di un modello preparato, nell’estetica e nel motore, dalla storica casa automobilistica americana fondata dall’ex pilota Carroll Shelby.

FINALMENTE IN ITALIA

DSC_0049  DSC_0093

Apparsa per la prima volta nel 1964, le prime cinque generazioni di Mustang sono state vendute esclusivamente negli States, lasciando così solo a pochi appassionati del resto del mondo, volenterosi di farsi carico dell’importazione e successiva immatricolazione, il privilegio di possederne una.

Finalmente nel 2014, con l’arrivo della sesta serie, è stata annunciata la vendita del modello anche in Europa, seguendo a ruota la scelta fatta qualche anno prima da Chevrolet per la Camaro, la storica rivale; quasi a voler recuperare gli anni persi, Ford Italia ha ammesso di aver convogliato notevoli sforzi, negli ultimi due anni, in attività promozionali, tra cui questo raduno, con l’obiettivo preciso di far nascere la stessa passione per la Mustang anche al pubblico italiano, che ancora fa fatica ad abbinare il nome Ford (un marchio che ci ha abituato ad auto tecnologiche e razionali) al cavallo indomabile a cui si ispira il temperamento delle Mustang.

ALLA GUIDA DELLA SESTA GENERAZIONE

DSC_0521

L’evento del 20 settembre è stata anche l’occasione per noi di provare le nuove Mustang, nelle due configurazioni attualmente a listino in Italia: la 2.3 quattro cilindri turbo Ecoboost da 317 cavalli e la GT 5.0 V8 da 421 cavalli.

Saliti prima a bordo della 2.3 sorprende come il posto di guida basso e la visuale parzialmente coperta dal grande cofano anteriore siano in grado di emozionare il guidatore come su una vera sport car americana d’altri tempi. Nella versione in prova, cabrio con cambio manuale, siamo rimasti positivamente colpiti dall’erogazione del propulsore, corposo anche ad elevati regimi di rotazione e dal sound cupo. La leva corta del cambio è piacevole, mentre  le sospensioni morbide (multilink al posteriore) strizzano l’occhio al comfort ma rendono i transitori abbastanza lenti nei cambi di direzione.

E’ un piacere passare in seguito alla mitica GT 5.0, in versione fastback, anche qui abbinata ad un cambio manuale. Il motore, accompagnato dal classico rombo dell’otto cilindri, è incredilbilmente elastico e potente, riducendo così ai minimi termini la necessità di cambiare rapporti nel giro in pista, visto l’arco elevato di giri in cui si può sfruttare la generosa coppia di 530 Nm. Nel comportamento l’auto è nettamente sovrasterzante anche in fase di rilascio repentino, ma è un sovrasterzo lento che non mette mai in vera difficoltà e rende facile divertirsi alla guida, soprattutto se guidata in modalità Race.

Costi del tutto contenuti, infatti con meno di 50.000 euro si può avere un’auto che brucia lo 0-100 in 4,8 secondi netti, ma soprattutto si può finalmente acquistare in Italia un sogno americano che non tramonta da 51 anni.

DSC_0155