La Porsche Cayenne si ricarica di adrenalina in pista

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A bordo della Cayenne per un giro sul circuito di Valencia anche il Ceo della Formula E Jeff Dodds con alla guida Bruno Correia, il pilota della Safety Car nel campionato elettrico - foto © Eccheli

La nuova Porsche che diventa elettrica è la Cayenne.

È il modello che per anni si è giocata il titolo di best seller della casa di Zuffenhausen con il Suv Macan, altro modello dal futuro a zero emissioni.

Il costruttore ha anticipato già diversi dettagli tecnici, anche se solo nei prossimi giorni diffonderà ufficialmente le immagini del modello non camuffato.

Che si è fatto notare a Valencia, in una “scampagnata” non solo attorno, ma anche sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, dove si sono svolti i test ufficiali della Formula E.

I mille cavalli di potenza permettono una accelerazione da brivido, meno di 3 secondi per schizzare da 0 a 100 km/h, con il Launch Control ovviamente.

Scampagnata elettrica a 300 all’ora

Tutti questi cavalli sono stati stati scaricati sull’asfalto con una manciata di passeggeri a bordo, fra i quali il cronista che scrive e, soprattutto, il Ceo della Formula E Jeff Dodds.

Alla guida Bruno Correia, il pilota della Safety Car del mondiale a zero emissioni – Porsche pure quella, una Taycan.

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Porsche Cayenne elettrica: 1000 cavalli e DNA da Formula E – foto © Porsche

Numeri impressionanti per un Suv da 2,5 tonnellate di peso, chilo più chilo meno, che il portoghese ha fatto girare in pista con la stessa facilità con cui un automobilista normale amministra una citycar.

La trazione integrale, naturalmente, aiuta a disegnare le traiettorie, che Correia traccia volutamente in maniera non troppo convenzionale per far percepire anche i mostruosi 1.500 Nm di coppia.

DNA da corsa, dalla Formula E alla strada

La Cayenne elettrica è ancora camuffata e, almeno per i primi due giorni di test, il rivestimento è stato identico a quello sfoggiato dalle monoposto del mondiale affidate dalla scuderia che detiene sia il titolo a squadre sia il trofeo costruttori a Pascal Wehrlein e Nico Müller.

Una scelta voluta per sottolineare lo stretto legame tra lo sviluppo condotto in questi anni in Formula E e il trasferimento tecnologico dalla pista alla strada.

I due principali elementi “comuni” sono il raffreddamento a olio del motore posteriore, in cui il liquido lubrificante molto meno denso “lavora” solo là dove serve, e la rigenerazione dell’energia fino a 600 kW in frenata e rilascio, la stessa delle monoposto Gen3 Evo.

Software evoluti, potenza e ricariche-lampo

Altri benefici riguardano indubbiamente il software, ma si tratta di soluzioni più difficili da “spendere” mediaticamente, anche se l’autonomia di oltre chilometri è indubbiamente interessante, seppur con una batteria da 113 kWh lordi.

La stessa velocità di ricarica è importante: dal 10 all’80% in meno di 16 minuti con una curva a 400 kW assai più interessante dei picchi.

In Formula E il Pit Boost vale il 10% di capacità della batteria in mezzo minuto, ma il grande calore creato rende per il momento difficile l’applicazione in campo… “civile”.

La Cayenne elettrica dispone anche delle ruote sterzanti posteriori e monta tre schermi generosi.

Un quadro strumenti digitale curvo da 14.25” integrato nella plancia, un display (a richiesta) per il passeggero da 14.9” e un head-up che proietta le informazioni con realtà aumentata.

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La nuova Cayenne elettrica di fianco alla monoposto Porsche di Formula E nei box del circuito Ricardo Tormo di Valencia – foto © Porsche