Heritage e hypercar elettriche all’AMTS 2026 di Torino

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All'AMTS 2026 ben 32mila visitatori tra hypercar elettriche, tuning e innovazione - foto © AMTS 2026

Il successo di un salone automotive non si misura soltanto dal numero di visitatori, ma dalla sua capacità di interpretare il cambiamento tecnologico dell’industria.

In questo senso AMTS (Auto Moto Turin Show 2026) ha superato le aspettative con 32mila visitatori in tre giorni, una crescita del 20% rispetto al 2025.

Numeri che hanno trasformato il Lingotto Fiere in un laboratorio dinamico dove heritage, tuning, elettrificazione e guida autonoma convivono senza contraddizioni.

L’evento organizzato da GL events Italia e gemellato con l’omonimo show di Budapest, ha occupato oltre 90mila metri quadrati tra padiglioni indoor e aree esterne, confermando Torino come uno dei poli europei più interessanti per la cultura tecnica dell’automobile.

Il pubblico ha premiato un format che integra spettacolo, ingegneria e sperimentazione tecnologica, con esperienze immersive capaci di avvicinare appassionati, studenti e professionisti della filiera.

Dall’heritage analogico alla mobilità software-defined

Uno degli elementi distintivi di AMTS 2026 è stata la capacità di raccontare il passaggio dall’auto meccanica all’auto software-defined attraverso una narrazione concreta, fatta di veicoli iconici e prototipi avanzati.

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All’ingresso del salone, la presenza di una Lancia Stratos del 1976 dimostra come l’ingegneria delle competizioni continua a influenzare le architetture moderne, soprattutto in termini di distribuzione delle masse, rigidità torsionale e gestione termica dei powertrain.

Accanto al mito rallystico, la Dodge Charger HEMI del 1970 utilizzata nel film Fast and Furious ha ricordato come il V8 big block americano abbia contribuito a definire un immaginario tecnico fondato su cilindrate elevate e sovralimentazione volumetrica.

Alpine A390, architettura tri-motore e dinamica vettoriale

Tra le novità più interessanti dal punto di vista ingegneristico si è distinta la nuova Alpine A390, sport fastback elettrica caratterizzata da una configurazione a tre motori e trazione integrale.

L’architettura tri-motor consente un controllo estremamente sofisticato della coppia, permettendo una gestione vettoriale indipendente sugli assi e una risposta dinamica assimilabile a sistemi torque vectoring evoluti.

Questa configurazione mette in evidenza come la sportività elettrica non sia più definita soltanto dalla potenza massima, ma dalla capacità di gestire la distribuzione della coppia in tempo reale attraverso algoritmi predittivi.

Restomod e cultura progettuale, reinterpretare senza tradire

La sezione Special Car ha offerto un panorama significativo delle moderne tecniche di restomod, disciplina che combina conservazione del patrimonio industriale con aggiornamenti funzionali mirati.

Tra le protagoniste la Kimera EVO 038 “Aura”, evoluzione ingegneristica della Lancia 037 con materiali compositi avanzati, la Grassi 044, reinterpretazione contemporanea con telaio alleggerito e la Lancia 037 NordMende, esemplare unico che testimonia il valore storico delle livree motorsport.

Il restomod rappresenta oggi un banco di prova per soluzioni tecniche innovative applicate a piattaforme analogiche, come componenti strutturali in fibra di carbonio, sospensioni regolabili a cinematica variabile e sistemi frenanti carboceramici adattati a telai storici.

Vehicle Valley Piemonte e guida autonoma

Il contributo del progetto Vehicle Valley Piemonte ha messo in evidenza la solidità della filiera regionale, affiancando icone storiche a prototipi sperimentali come la hyper GT elettrica Battista Anniversario.

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foto © AMTS 2026

Particolarmente interessante il Living Lab ToMove, iniziativa della Città di Torino focalizzata sulla mobilità urbana automatizzata.

Tra i dimostratori erano presenti ADone, piattaforma autonoma per il trasporto passeggeri, e LastMed, rover dedicati alla logistica sanitaria.

Dal punto di vista tecnico, questi sistemi utilizzano architetture basate su sensor fusion multi-layer (LiDAR, radar, telecamere), algoritmi di percezione basati su reti neurali convoluzionali e sistemi V2X per comunicazione infrastrutturale

Tuning evoluto per aerodinamica, materiali e identità digitale

L’Oval Lingotto si è confermato anche il centro nevralgico della personalizzazione con la tredicesima edizione di ETT – Expo Tuning Torino.

Circa 300 vetture selezionate hanno mostrato come il tuning contemporaneo si stia evolvendo verso un approccio ingegneristico più sofisticato, che include diversi aspetti, dallo studio CFD per componenti aerodinamici aftermarket all’additive manufacturing per parti custom, dall’integrazione HMI personalizzata allo sviluppo di wheel design ottimizzati per raffreddamento freni.

La spettacolarizzazione della tecnica

Sold out per le attività dinamiche di AMTS 2026, in particolare il Taxi Drift nella Motul Arena, dimostrazione pratica dei principi di controllo del sovrasterzo mediante gestione combinata di angolo di sterzo, modulazione coppia motrice e trasferimenti di carico longitudinali.

Grande attenzione anche per i test drive di veicoli elettrici e motocicli, tra cui modelli Tesla, Omoda, Jaecoo, Yamaha, BMW Motorrad e Talaria.

La crescente partecipazione del pubblico a queste attività mette in rilievo un trend chiaro: l’esperienza diretta resta uno strumento fondamentale per comprendere la transizione tecnologica.

La storia diventa infrastruttura culturale

Il collegamento con la Pinacoteca Agnelli ha permesso ai visitatori di accedere alla storica Pista 500, trasformata in giardino pensile e spazio espositivo.

La possibilità di percorrere il circuito a bordo di una Fiat Balilla rappresenta un esempio virtuoso di valorizzazione del patrimonio industriale, dimostrando come l’heritage possa diventare un asset strategico per la divulgazione tecnica.

AMTS come piattaforma di convergenza tecnologica

L’edizione 2026 conferma AMTS come un evento capace di raccontare la trasformazione dell’automobile in sistema complesso, dove convergono elettronica di potenza, software embedded, intelligenza artificiale, design parametrico, sostenibilità dei materiali… e molto altro ancora.

Torino, storicamente legata alla produzione automobilistica, dimostra di poter assumere un nuovo ruolo come hub di sperimentazione multidisciplinare.

In un’epoca in cui la mobilità evolve verso modelli sempre più interconnessi e digitalizzati, eventi come AMTS non rappresentano soltanto una celebrazione della passione motoristica, ma diventano spazi di dialogo tra industria, ricerca e cultura tecnica.

Il rombo dei motori, oggi affiancato dal silenzio degli inverter, continua a raccontare una storia di innovazione.

Una storia che non riguarda soltanto la velocità, ma la capacità dell’ingegneria di interpretare il cambiamento senza perdere identità.

Torino, ancora una volta, dimostra che il futuro dell’automobile passa anche dalla memoria della sua meccanica.

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