
La piccola Citroën 2CV è da sempre stata oggetto di iconificazione da parte degli utenti di tutto il mondo: con la produzione iniziata nel settembre del 1949, nacque la storica vettura francese mossa da un piccolo motore di 375 centimetri cubici di cilindrata. Il successo riscosso ha avuto un eco talmente grande da essere stata prodotta, nei vari mercati del Mondo, fino al 1990, adattandosi alle esigenze degli automobilisti riconfermando la base di un unico progetto di assoluta genialità.
IL DECORATORE
Serge Gevin ha iniziato la sua carriera come pittore: tra i suoi clienti più importanti figura la storica azienda italiana “Olivetti”, le cui idee, fortemente ispirate dal fondatore
Camillo, sono note a tutti per la personalità di cui erano dotate. Dall’estro creativo di Serge nacque, per gioco, la proposta della prima serie limitata della 2CV: doveva chiamarsi Tréfle ed omaggiare gli anni ’20 miscelando le tinte giallo e nero allo scopo di sintetizzare essenzialità, stile e fantasia. Alla fine dell’esperimento, tuttavia, la Citroën 2CV Tréfle non fu prodotta in serie; ma ispirò, tramite il concept Transat (letteralmente, in italiano, “sedia a sdraio”) la nuova 2CV Spot, capace di riscuotere un successo tale da andare esaurita in pochissimi giorni!
LA PREDILETTA
La Citroën 2CV più particolare di tutte, e probabilmente la preferita da Serge Gevin,
non fu mai costruita neppure a livello di prototipo: era una 2CV completamente dedicata al mare, ai grandi spazi ed alla gioia di vivere in libertà. I paraurti dovevano essere bianchi come le scocche dei fari rotondi; bianchi dovevano essere anche i cerchi delle ruote, mentre sul bagagliaio avrebbe trovato posto il disegno di un salvagente e sulle portiere un cappello da marinaio ed una pipa. Stringando, in uno sguardo sarebbe stata capace di far pensare al cielo, al mare, al sole, alla gioia di vivere.
MADE IN ITALY
La scelta dell’esemplare su cui lavorare ed il processo di restauro sono mansioni affidate all’Atelier 2CV di Bareggio (MI): il titolare, Guido Wilhelm, viaggia in 2CV da quando era un ragazzo e conosce il modello nei minimi dettagli. La base di partenza è stata di non modificare una Citroën 2CV già in ordine, bensè di salvare una vettura che
altrimenti sarebbe stata rottamata: una 2CV Club del 1982 immatricolata originariamente nella provincia di Torino.
Perfettamente funzionante grazie al motore da circa 35 cavalli e capace di spingere la vettura fino a sfiorare i 120 chilometri orari, si interfaccia al cambio di velocità dotato di quattro rapporti; una meccanica semplice, raffreddata ad aria, totalmente restaurata, con ingranaggi, sincronizzatori, testate riviste e riporto di sedi valvole per terminare con una orchestrazione assolutamente perfetta.



















