Automotive e sviluppo industriale fotografato dal TEA

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Il grattacielo della Regione Piemonte ha ospitato lunedì 5 maggio 2025, il terzo appuntamento del road show “Dall’Osservatorio al Territorio: Automotive e Sviluppo Industriale in Piemonte”.

Promosso dall’Osservatorio sulle Trasformazioni dell’Ecosistema Automotive Italiano (TEA), si tratta di una piattaforma di analisi avanzata sviluppata da Motus-E e dall’Università Ca’ Foscari Venezia (tramite il Center for Automotive & Mobility Innovation – CAMI).

Un’indagine strategica per capire il futuro della filiera

I dati presentati, frutto di una survey su 397 imprese italiane del settore automotive, fotografano un ecosistema sotto stress ma non privo di potenzialità.

Il direttore dell’Osservatorio TEA, Francesco Zirpoli, ha messo in evidenza come l’attuale crisi – accentuata nel 2024 da un calo storico della produzione – sia in realtà il frutto di dinamiche strutturali.

“Serve – ha affermato Zirpoli – coesione industriale e politica per affrontare con realismo la transizione ecologica, andando oltre le retoriche sulla neutralità tecnologica”.

Secondo l’Osservatorio TEA, la filiera italiana resta solida nelle sue basi.

Tuttavia, preoccupano la scarsa attenzione al software (solo il 3,8% degli investimenti) e l’arretramento sulle innovazioni di processo.

CNR-IRCrES, elettrificazione unica leva per la crescita occupazionale

Giuseppe Calabrese, responsabile scientifico dell’Osservatorio e ricercatore del CNR-IRCrES, ha fornito un’analisi puntuale del tessuto industriale.

I dati rivelano che quasi la metà delle aziende (48,1%) non investirà in nuovi prodotti/processi nel triennio 2024-2027.

Tuttavia, le imprese che puntano sull’elettrico prevedono aumenti occupazionali fino all’8% nell’area IT e al +5,6% in R&D.

Calabrese sottolinea però l’urgenza di interventi sistemici: “Permane la difficoltà nel reperire personale qualificato e nel dialogo con le istituzioni finanziarie, ostacoli che limitano l’innovazione”.

Automotive piemontese sotto pressione

Un focus particolare è stato riservato alla situazione piemontese. Il ricercatore Salvatore Cominu (IRES Piemonte) ha descritto un contesto complesso, segnato da un crollo del 70% della produzione torinese rispetto al 2023, da incertezze sul futuro del sito Stellantis e da segnali altalenanti del mercato elettrico.

Il Piemonte mostra un livello di attendismo superiore alla media, anche in termini di orientamento all’innovazione, a conferma della necessità di misure locali dedicate a rilanciare la competitività.

Gli interventi istituzionali

L’assessore Andrea Tronzano ha messo in evidenza il sostegno della Regione Piemonte tramite politiche su innovazione, accesso al credito, formazione e attrazione di investimenti.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato l’importanza di una transizione “sostenibile anche per le famiglie e le imprese”, richiamando l’azione congiunta tra governo regionale e nazionale.

Al tavolo anche figure di spicco del sistema produttivo come Marco Gay (Unione Industriali Torino), Alberto Russo (API Torino), Antonio Casu (Italdesign), Riccardo Graglia (Dumarey) e rappresentanti del Parlamento come Marcello Coppo e Silvia Fregolent.

Un settore a due velocità

L’evento ha ribadito una verità ormai ineludibile, cioè che l’automotive italiano si muove a due velocità.

Da un lato imprese innovative, internazionalizzate e pronte a scommettere sull’elettrico; dall’altro una vasta base industriale che rischia di restare ai margini per carenza di visione, risorse e supporto strutturato.

L’Osservatorio TEA emerge come uno strumento importante per superare l’approccio emergenziale e abbracciare una strategia industriale di lungo termine, basata su dati, territorio e cooperazione pubblico-privata.