
2015 Ford EcoSport – La più discussa, la più enigmatica e la più criticata Ford degli ultimi tempi è arrivata con le modifiche che molti si attendevano. La ruota di scorta posteriore non piaceva. I componenti interni della versione precedente erano di qualità scadente e si poteva scorgere già da lontano il valore dei materiali, più adatti ai mercati asiatici che a quelli dell’Europa Occidentale. Eppure, questa Ford EcoSport ha rappresentato, sin dall’inizio, un’idea intelligente. Peccato che sulle vetture di prima generazione, non vi era una porta sola che si riuscisse a chiudere al primo colpo.
Certo, Ford lo fece presente da subito. EcoSport era nato inizialmente per i mercati dell’Est, con l’impegno di crescere per diventare maturo per l’Europa. Il One SUV, figlio dell’intelligentissimo progetto di globalizzazione voluto da Dearborn, spinto avanti a spron battuto, prima dal deus ex machina che di nome fa Alan e di cognome Mullaly e, successivamente, dal suo erede, molto capace, di bella presenza e con una grande passione, Mark Fields, è partito con le idee giuste, ma con le dotazioni sbagliate. Ora cambia tutto, perché in Ford sono tutto tranne che fessi. Ecco allora il nuovo model year, quella rivisitazione che lo fa entrare in Europa con tutti gli argomenti del caso. La ruota posteriore sparisce, anche se, per quello che ne sappiamo, potrebbe rimanere come optional. Fanno poi la comparsa i nuovi materiali, meno indiani e più europei, per una plancia allineata a ciò che ci ha sempre mostrato la rappresentanza europea di Ford Motor Company. Ora è anche possibile scegliere optional di un certo livello, come il parabrezza con lo sbrinatore (prego, un applauso vero per chi se l’è inventato), i sedili e gli specchietti esterni riscaldati, il nuovo volante, qualche cromatura in più, ma ciò che più conta, un assetto rivisto e motori aggiornati.
Adesso, pur rimanendo morbido nel suo complesso, l’EcoSport è ancora più preciso e la scelta dei motori è ancora più interessante, sia sotto il profilo dei consumi, sia sotto quello delle prestazioni. Il benzina è l’ormai famoso tre cilindri EcoBoost, che ancora una volta si è portato a casa l’Award come Engine of the Year, con i suoi 125 CV. Poi c’è l’1.5 litri TDCi con 95 CV (5 in più del precedente) e infine l’1.6 Ti-VCT Duratec che oltre ad essere omologato Euro VI vi garantirà 112 CV e un consumo medio di 6,3 litri/100 km. Forse è veramente giunto il momento di prendere in considerazione questo SUV compatto, di bella presenza che costa relativamente poco e che sa dare veramente tanto.



















