Qatar Sprint, poche emozioni ma tanta attesa per il GP

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Fin dal via Piastri ha condotto il gruppo senza esitazioni - foto © Pirelli.com

No, non è stata una gara spettacolare, per quanto le Sprint non lo siano quasi mai, visto il rischio troppo alto di rovinare l’auto.

Monoposto che, poche ore dopo, deve essere guidata nelle qualifiche.

Però, noia a parte, il primo atto del GP del Qatar sull’impegnativa pista di Lusail (o Losail, come si diceva qualche anno fa) ha detto tre cose.

Piastri risorge, Norris controlla, Verstappen spera

Primo: Oscar Piastri si sta riprendendo.

Ha vinto e ha accorciato (di poco) il distacco su Norris, e può ancora entrare nella volata iridata, giocandosi le residue possibilità tra la corsa vera di domani e quella che chiuderà il Mondiale tra una settimana ad Abu Dhabi.

Secondo: Norris è salito sul podio (terzo), ha corso con saggezza (per i meno giovani: alla Prost) e si è messo in una posizione tale per cui se conquista il GP di domani (e si prende i 25 punti) chiude la partita e si porta a casa il primo titolo mondiale sua carriera.

Terzo: anche Verstappen è ancora in partita.

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Al via Tsunoda ha avuto l’onore di stare davanti a Verstappen per un paio di curve – foto © Red Bull Content Pool

Però – viste anche le difficoltà della Red Bull – sembra quasi fuori dalla lotta decisiva, più appeso alla remota possibilità che le due McLaren sbaglino che non ai propri meriti. Può succedere la spunti lui, ovviamente, ma non è tanto probabile.

Ferrari, che crisi!

Su un fatto, invece, c’è poco da discutere: la Ferrari è in crisi nera.

A parte il risultato (di basso livello, Leclerc 13° e Hamilton 17°) che andrà rivalutato alla luce delle qualifiche e della gara, questo finale di stagione è pessimo.

Pessimo per Leclerc, che via radio s’è lasciato andare a uno sfogo: “Al primo giro ho avuto la sensazione che avrei distrutto la macchina contro il muro”.

E pessimo per Hamilton, che è apparso persino più sconfortato del compagno: “Non so come abbiamo fatto a peggiorare la macchina”.

La sua prima stagione post Mercedes (in fondo era Mercedes anche quando era in McLaren…) si sta concludendo davvero male.

Prendendo a prestito il titolo del romanzo di Osvaldo Soriano, la si potrebbe definire triste, solitaria y final. Già, final.

Poiché un argomento finora tabù, ossia la data e il momento di un ritiro definitivo (più dopo il 2026 che al termine di questo 2025), comincia ad aleggiare.

Norris già campione in Qatar se…

Detto ciò, sembra che Norris abbia la situazione sotto controllo.

Ma sembra anche che Piastri, dato a un certo punto della stagione come vincente sicuro e poi come irrimediabilmente sconfitto, abbia ancora qualche carta da giocare.

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Ferrari mai in gara e al punto forse più basso della stagione – foto © HP Ferrari Media

E una certezza c’è: la gara di domani, il “vero” GP, quello dei 25 punti, non lo si deve perdere per nessuna ragione al mondo…

Track Limits, un assurdo balletto

Nota a margine: nei giorni precedenti piloti e direzione gara (e rappresentanti squadre) hanno discusso di come cambiare, ci si augura in meglio, le cosiddette “linee guida” cui conformare la condotta in gara.

In pratica il vademecum di che cosa è consentito e che cosa è vietato durante la corsa.

Nulla, però, verrà cambiato (giustamente) per questi appuntamenti conclusivi, ma almeno c’è la consapevolezza che qualcosa va fatto.

Nella Sprint, per esempio, s’è visto l’assurdo balletto dei Track Limits.

La norma è stata applicata in maniera oltremodo fiscale e ne ha fatto le spese (non il solo) un sostanzialmente incolpevole Antonelli, che ha infranto le regole senza trarre alcun vantaggio, né penalizzare gli avversari. Un peccato per tutti.