Alla faccia del previsto rallentamento nella crescita. Secondo il National Bureau of Statistics locale, quest’anno il mercato cinese è destinato non soltanto (come logico) a consolidare la leadership mondiale per il terzo anno di seguito, ma soprattutto a incrementare i volumi di vendita complessivi a 20 milioni di veicoli contro i quasi 13 milioni stimati in America.
Nel 2010, sulle strade cinesi circolavano 40,3 milioni di veicoli, il 28,4% in piĂ¹ rispetto al bilancio precedente, con larga maggioranza di autovetture e veicoli commerciali leggeri. Ma uno dei fattori chiave nell’impennata cinese è dato dal boom degli sport utility, anche grandi, a dimostrazione di quanto stia crescendo la fascia medio-alta della popolazione locale. Le Suv rappresentano ormai il terzo segmento principale del Paese con 1,7 milioni di unitĂ immatricolate nel 2010, praticamente il doppio rispetto al 2009. La crescente domanda di questi veicoli (i cinesi li acquistano preferibilmente come seconda macchina) sta così spingendo la maggior parte dei costruttori cinesi e stranieri ad intensificare lo sviluppo delle Suv da produrre in loco. In base a dati forniti dalla China Automobile Trading Company, lo scorso anno la Cina ha importato 650 mila unitĂ , il 57% delle quali sport utility. Insomma, se è vero che gennaio e febbraio hanno effettivamente mostrato un certo rallentamento nei tassi di crescita (inferiori al 15%), è altrettanto vero che la Cina è destinata a proseguire il boom automobilistico ancora per molti anni. Il Paese della Grande Muraglia sarĂ inoltre uno dei mercati chiave nello sviluppo mondiale dell’alimentazione elettrica. Sebbene sia un obiettivo a medio-lungo termine, si prevede che in Cina si produrranno 1 milione di veicoli elettrici l’anno.
















