2010 – Nuova Citroën C3

2010 – Nuova Citroën C3. Abbiamo messo alla prova la nuova C3 nel corso di un impegnativo test-drive. Le nostre impressioni.

Innovazione e comfort: le credenziali della nuova C3 Il segmento “B” é il più combattuto del nostro mercato, del quale rappresenta anche la fetta più consistente. Questa realtà, del resto, non differisce molto da quanto si verifica in altri Paesi comunitari. Nell’era del “downsizing”, inoltre, la valenza strategica di questa fascia di mercato pare destinata ad accrescersi sempre più, molto probabilmente seguendo un trend di lungo periodo. Le novità si susseguono, ed i restyling dei modelli esistenti si fanno sempre più frequenti, mentre si affermano nuove strategie commerciali. Un esempio di queste ultime consiste nel fatto che, quando una nuova vettura esordisce sul mercato, non di rado essa va ad affiancare il modello preesistente. Lo ha fatto FIAT, con Grande Punto e Punto Classic. Lo ha fatto Peugeot ed ora anche Citroën si appresta a seguirne l’esempio. La nuova C3, infatti, non manderà in pensione il modello omonimo, che verrà invece mantenuto in listino e ridesignato “C3 Classic”. Si conferma così la tendenza delle Case a moltiplicare l’offerta, puntando su un ventaglio di modelli appartenenti allo stesso segmento. I manager di Citroën, durante la conferenza stampa che ha accompagnato la presentazione della nuova C3, hanno definito “strategico” il mercato italiano. La strategia di crescita del brand per il 2010 prevede l’offerta di cinque diversi modelli riconducibili allo stesso segmento, vale a dire compatte/citycar, diversi però per filosofia, target e contenuti. Questi modelli sono la “vecchia” C3, che da adesso si chiama Classic, la nuova C3, la C3 Picasso oltre alla C1 ed alla DS3. In Italia, il segmento B rappresenta il 62% del mercato, mentre il cosiddetto B2 rappresenta a sua volta il 63% del “B”. Venendo a Citroën C3, il motivo per cui può definirsi un best seller é riconducibile ai 2 milioni di esemplari venduti (400.000 nel nostro Paese), che rappresentano un traguardo ancor più significativo se pensiamo all’elevato numero di competitors. Ottenere volumi di vendita così importanti, infatti, nel contesto odierno è particolarmente significativo, perché a differenza del mercato di 20 anni fa la concorrenza annovera decine di modelli. Una volta, infatti, non c’erano tutte le coreane, indiane e romene che oggi arricchiscono l’offerta. La domanda che si sono posti gli uomini Citroën é, ovviamente, come fare per replicare il successo ottenuto con la precedente C3.

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La risposta che si sono dati é “offrire uno stile unico e valorizzante”. In maniera intelligente, piuttosto che optare per una linea shock, come a volte fanno alcuni costruttori orientali, il team Citroën si é indirizzato sui contenuti. La linea é più “rotonda” rispetto al precedente modello, il che ha portato dei vantaggi anche per quanto riguarda l’aerodinamica, mentre le volumetrie si inseriscono nel solco di un design moderno, ma non di rottura. Ci sembra una scelta opportuna, perché in anni recenti abbiamo visto più volte che, quando si osa troppo sul piano stilistico, esiste sempre il rischio del mancato gradimento da parte del pubblico, con la conseguenza di un flop di vendite. La silhouette di questa nuova C3 scaturisce da vivaci bozzetti preliminari, che però sono stati gradualmente smussati, come normalmente avviene quando si passa dall’idea all’industrializzazione del progetto, cioé quando gli obiettivi di marketing devono tradursi in un ciclo industriale. La Casa francese sottolinea la qualità e l’abitabilità come elementi chiave per creare un prodotto di successo, sempre con il fine di dare una degna erede alla vettura che, negli ultimi anni, ha dato grosse soddisfazioni. Il nuovo modello è realizzato nei siti industriali di Aulnay e Poissy. A differenza di alcune vetture concorrenti, il progetto della nuova C3 si é posto l’obiettivo di non crescere oltre i 4 metri di lunghezza. E’ una decisione importante, per certi versi controcorrente, ma stiamo parlando di un marchio che, nella propria storia, si è sempre distinto per le proprie scelte. Negli ultimi anni abbiamo assistito, infatti, allo sfondamento di questa simbolica barriera (4 metri di lunghezza) da parte di diversi nuovi modelli del segmento B. Da un lato il pubblico ha gradito questa crescita dimensionale, come dimostrano i dati delle vendite, dall’altro in città può risultare assai vantaggioso risparmiare anche solo una decina di centimetri (quelli che a volte consentono di parcheggiare). Nel gruppo PSA la Peugeot 207 oltrepassa, sia pure di poco, la soglia dei 4 metri, ma Citroën ha deciso di distinguersi con una scelta precisa, come del resto é insito nel suo DNA. Proprio in questi giorni Citroën festeggia i suoi primi 90 anni che, oltre a rappresentare di per sé un traguardo notevole, costituiscono anche un’eredità in termini di innovazione, di macchine che hanno lasciato il segno, come ricordiamo nel box a corredo del servizio. Gli esemplari che abbiamo provato confermano il raggiungimento degli obiettivi ai quali fanno riferimento i tecnici che hanno lavorato al progetto. La linea é fatta per piacere, i motori sono all’altezza della situazione ed il diesel 1.6 é quello che si fa apprezzare maggiormente. A livello estetico viene offerta la possibilità di scegliere tra 10 tinte, mentre per quanto riguarda i cerchi sono disponibili ruote di diametro da 15’’a 17” e stili differenziati. Considerate le raffinatezze presenti a bordo, l’atmosfera soft ed i numerosi optional disponibili, il pubblico femminile sarà un target importante per questa vettura. Una menzione particolare merita la disponibilità del tetto panoramico, dalle caratteristiche innovative. Si tratta di un esempio nitido di una nuova politica industriale, teorizzata in anni recentissimi, secondo la quale progettazione ed innovazione possono e debbono procedere assieme.

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Questo approccio non è seguito solamente nell’industria autoveicolistica, basti pensare che anche il Jumbo europeo, l’Airbus A380, è nato sviluppando in itinere nuove metodologie di progettazione e di fabbricazione. Per il grande cristallo panoramico presente su nuova C3 Citroën ha creato la definizione di Visiodrive ma, prima, é stato necessario lavorare alla sua realizzazione. Era necessario, infatti, definire nuove tecnologie di modellazione e fabbricazione, data la grande superficie e la curvatura multipla del manufatto, un lavoro notevole svolto in stretta collaborazione con Saint Gobain. “Zenith” è il nome del cristallo, mentre ci è parso di capire che il termine Visiodrive indichi non solo il parabrezza, ma tutta una filosofia di guida. Abbiamo percorso le strade di Lazio e Toscana meridionale con vetture dotate dell’amplissima superficie vetrata, che si caratterizza anche per una fascia sfumata di ben 40 centimetri. Il Visiodrive si fa apprezzare soprattutto quando si viaggia su strade alberate, in mezzo alla natura, dove ci si ritrova immersi in un grande tunnel verde con uno spicchio di cielo a dividere le chiome degli alberi. Quando invece la luce risulta troppo intensa basta tirare la tendina, che oscura la parte superiore del cristallo ed incorpora le alette parasole, queste ultime di tipo tradizionale. La strumentazione, sempre importantissima anche in funzione della sicurezza, é di tipo composito, unisce cioé elementi analogici e digitali. Il navigatore satellitare, a differenza di tanti modelli da installare in aftermarket, dispone di un monitor veramente generoso. Questo sistema di navigazione è denominato MyWay e comprende un sistema audio e multimediale che integra una navigazione a colori dell’Europa, un sistema audio CD compatibile con i file MP3/WMA ed un kit vivavoce Bluetooth®. A questo si unisce l’ottima leggibilità della grafica, che evidenzia il cammino da percorrere in modo chiaro ed inequivocabile, mostrando in modo fortemente “attenuato” le altre strade. Solamente quando é realmente necessario, una voce femminile preavvisa il guidatore dell’approssimarsi di una svolta o di un’intersezione. Tutto ciò non é affatto scontato, perchè alcuni navigatori forniscono, per via grafica o vocale, troppe informazioni, che rischiano di confondere il conducente. Questa, dunque, é una dote che abbiamo gradito in modo particolare, perché é possibile beneficiare dell’aiuto alla guida fornito dal sistema senza subirne gli “effetti collaterali”, a volte abbastanza fastidiosi. Crediamo fermamente, infatti, che le novità e gli ausili alla guida che, in misura sempre maggiore vengono introdotti sui veicoli attuali, debbano essere di reale utilità e non semplici gadget alla moda. Nell’abitacolo ci piace la grande modanatura ad effetto metallico, che percorre orizzontalmente tutta la plancia, fornendo un’idea di solidità e qualità dell’assieme. Come su altre vetture del marchio l’inclinazione dei sedili si regola con una leva posta di fianco, ma risulta più facile abbattere lo schienale piuttosto che farlo risalire.

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In questo caso preferiamo la “rotella” che troviamo sulla maggior parte delle vetture attuali, che consente una regolazione dello schienale più agevole. I comandi del climatizzatore invece sono intuitivi, la tendina parasole del cristallo panoramico scorre con facilità e lo stereo beneficia di un accurato studio dell’inviluppo sonoro dell’abitacolo. Oltre ai tradizionali diffusori, é presente, infatti, un altoparlante addizionale dai contenuti innovativi, collocato al centro della plancia. Secondo quanto ci ha spiegato l’Ing. Paganini di Citroën, questo speaker diffonde il suono risultante dalla fusione digitale dei canali destro e sinistro, fornendo un maggiore vigore alla resa sonora del sistema. New C3 Test Drive Come già ricordato la nuova C3 non supera la barriera dei 4 metri: misura infatti 3,94 m di lunghezza, 1,73 m di larghezza e 1,52 m di altezza. Inoltre, con i suoi 10,2 m di diametro di sterzata, offre una performance molto valida nell’utilizzo urbano. L’abbiamo guidata su di un percorso misto, attentamente studiato per poter saggiare le doti dinamiche della vettura in città, autostrada e strade collinari, comprendenti anche tratti con tornantini e dislivelli di un certo impegno. Il tempo si è sempre mantenuto sul bello stabile, con clima temperato nonostante le previsioni. Il bel tempo ci ha permesso di apprezzare la vettura, privandoci però della possibilità di metterla alla prova sul bagnato. Anche se è stata fatta la scelta di restare entro i 4 metri, il comportamento ed il confort sono al livello di un’auto del segmento superiore tanto che, anche guidando per decine di chilometri sulla vecchia Via Cassia, la stanchezza non si avverte. A nostro giudizio questo costituisce il dato più importante. Poi, vengono tanti piccoli particolari dai quali traspare il lavoro di ricerca stilistica che è stato svolto. Ad esempio le bocchette dell’aria agli estremi della plancia possono rappresentare un particolare secondario, ma su C3 sono belle a vedersi e contribuiscono alla sensazione globale di solidità ed “importanza” che emana dagli interni. Il cambio offre una buona manovrabilità, in linea con quanto è lecito attendersi dalla produzione attuale, con innesti precisi che consentono cambi di marcia rapidi, fatto apprezzabile soprattutto sul misto. Il servosterzo, come ci è stato illustrato dal responsabile tecnico presente alla conferenza stampa, é in grado di reagire alle asperità della strada durante la marcia su tratti rettilinei, intervenendo in modalità attiva (damping function) per mantenere la traiettoria anche quando una ruota incontra buche, discontinuità ed altre imperfezioni del manto stradale. Il 1.600 benzina ha un’erogazione della coppia generosa e gira rotondo, consentendo anche una buona elasticità, per cui non è necessario fare un eccessivo ricorso al cambio. Il diesel ci è piaciuto per la spinta decisa e sempre disponibile, che abbiamo apprezzato soprattutto in autostrada, prestazioni correttamente abbinate ad un assetto all’altezza del motore. Sulla Civitavecchia-Roma, infatti, autostrada costruita qualche decennio fa, vengono spesso svolti test sia da parte dei costruttori automobilistici che da parte delle Case di pneumatici, proprio perché esistono diversi punti con curve che “stringono” in modo deciso e dislivelli piuttosto pronunciati (situazioni che nella progettazione delle autostrade attuali si preferisce evitare). E’ doveroso precisare che le C3 a nostra disposizione erano al top di motorizzazioni ed allestimenti, quindi potrebbe essere interessante guidare anche le versioni più economiche, per avere un quadro preciso di tutta la gamma.

In ogni caso la macchina ha dalla sua molti argomenti e può vantare un ventaglio di soluzioni tali da permetterle di distinguersi da quelle concorrenti che, oggi, tendono ad appiattirsi su contenuti piuttosto stereotipati. Le motorizzazioni previste al lancio sono tre HDi (70, 90 e 110 FAP), quattro benzina Euro V (1.1, 1.4i, VTi 95 e VTi 120) e la versione con doppia alimentazione Benzina/GPL, tutte abbinate ad un cambio manuale a 5 rapporti, tranne l’HDi 110 FAP, abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti, e il VTi 120, che permette di scegliere tra un cambio manuale a 5 rapporti ed un automatico a 4 rapporti. L’ESP non sarà presente su tutte le vetture, ma disponibile come optional a 250 euro. E’ evidente che, rispetto alla pur valida C3 della precedente generazione, il nuovo modello rappresenta un notevole progresso a livello di struttura del veicolo, abitabilità, vocazione anche per gli spostamenti più lunghi. La nuova C3, pertanto, si colloca mezzo segmento più in alto rispetto alla progenitrice, il che contribuisce a giustificare la decisione di mantenere in listino la Classic. Vedremo poi, in base alla risposta dei mercati, per quanto tempo la Casa riterrà conveniente proseguire la produzione del modello preesistente. Il precedente dell’operazione Punto-Punto Classic, però, fornisce un’indicazione circa il fatto che, nella congiuntura attuale, esiste una fascia di clienti che predilige la concretezza piuttosto che volere ad ogni costo l’ultimo modello. E’ un fenomeno relativamente nuovo rispetto alle dinamiche dei mercati di 10-15 anni fa, tuttavia sembra ormai trattarsi di un fatto consolidato. Sempre in tema di concretezza, un collega ha posto una domanda relativa al prevedibile costo del Visiodrive, sia come optional che come ricambio. Nel primo caso sarà di 400 Euro, nel secondo dovrebbe costare di più, ma ci è stato detto che verrà fatto uno sforzo per mantenere il prezzo del ricambio quanto più possibile prossimo alla stessa cifra (4-500 Euro o comunque un importo ragionevole). Si tratta di un punto da non sottovalutare, perché il Visiodrive rappresenta l’elemento maggiormente caratterizzante di questa nuova C3 ma, se l’eventuale sostituzione si rivelasse troppo onerosa, si porrebbe un problema. Parlando di costi non possiamo omettere un accenno ai prezzi per il mercato italiano. Si parte (chiavi in mano, ma escluse le sovrattasse provinciali) dai 12.000 Euro per il modello di ingresso, la 1.1 Ideal da 44 kW, mentre la 1.4 Perfect da 54 kW costa 13.750 Euro. Per la brillante 1.6 Vti Exclusive occorre invece sborsare 16.400 Euro. Passando ai diesel abbiamo come entry level il 1.4 Hdi Ideal con 50 kW (13.750 Euro), mentre per il generoso 1.6 Hdi 16v si parte da 15.900 (versione Perfect), mentre la Exclusive costa 17.350. In definitiva il lancio di questa vettura, che certamente giocherà un ruolo importante nella serrata competizione tra le compatte, è un bel modo di festeggiare i 90 anni della Casa francese. Farlo mettendo l’accento sull’innovazione è una scelta giusta, perché Citroën merita un posto di riguardo tra i marchi che hanno fatto la storia dell’automobile. Tutti conoscono vetture come la DS, la 2 CV, la Traction protagonista di un’infinità di film, soprattutto polizieschi e di guerra. Ma c’é anche una storia fatta di brevetti, nell’aver creduto nella trazione anteriore con decenni d’anticipo, per non parlare delle affermazioni sportive lontane e recenti e delle splendide cabriolet Chapron. Per approfondire questa lunga storia di uomini e di macchine leggete il box che abbiamo preparato per ricordare, a modo nostro, la ricorrenza di questi 90 anni.

Citroën compie 90 anni. Una storia fatta di macchine, di uomini e progresso tecnico.

E’ veramente difficile riassumere in uno spazio limitato anche solo le tappe principali della storia Citroën. Dobbiamo dunque operare delle scelte, quindi inizieremo parlando di uomini ancor prima che di macchine. Prima di tutto la figura del fondatore, André Citroën, classe 1878, di origini olandesi. Si tratta certamente di una di quelle grandi individualità che hanno scritto la storia dell’auto. Possiamo paragonarlo a Ferdinand Porsche, a Vincenzo Lancia ed Enzo Ferrari. Tutti nati con una vocazione speciale per la meccanica, inventori, sognatori ed innovatori che nella prima metà del ‘900 hanno avuto un ruolo determinante nel progresso tecnico. André Citroën aveva studiato all’Ecole Polytechnique per poi aprire un’azienda che produceva ingranaggi. Fonda la Casa automobilistica nel 1919 ed in pochi anni la porta ad essere una delle più importanti del Mondo. Come altri grandi muore troppo presto, nel 1935, per un male allora incurabile. L’altro grande nome associato alla storia di Citroën è quello dell’italiano Flaminio Bertoni, nato nel 1903 non lontano da Varese. Dapprima tecnico presso la Macchi, fu invitato a Parigi da una delegazione di ospiti francesi che ebbe modo di osservarlo sul lavoro. Scultore, progettista, artista creativo e geniale, sono alcuni degli appellativi che possiamo tributare a questo grande Italiano, che dovette trasferirsi in Francia per poter esprimere le sue capacità, firmando le vetture più celebri, quelle che hanno fatto la fortuna e creato l’immagine di Citroën. Tra le leggende che nascono attorno ai grandi personaggi ce n’é una secondo la quale Bertoni modellò la Traction lavorando una notte, al termine della quale aveva realizzato un modello plastico della rivoluzionaria berlina. Il suo capolavoro, ovviamente, è la DS del 1955, che influenzerà per decenni l’immaginario collettivo, la letteratura ed il cinema. Ancora oggi molti grandi registi inseriscono una DS nel cast dei loro film, ancora oggi sembra di osservare l’auto del futuro.

D’altra parte la vocazione per l’innovazione, che costituisce anche il leitmotiv dei festeggiamenti per il 90° della Casa, ha prodotto nell’arco del tempo numerosi modelli che, al loro esordio, possedevano caratteristiche rivoluzionarie o anticonvenzionali, che poi si sono tramutate in altrettanti fattori di successo. La Traction Avant era una vettura altamente innovativa, tanto da poter restare sul mercato per due decenni, così come la sua erede, la DS. A sua volta la CX, quasi una DS rivista in chiave più moderna, possedeva una sagoma mozzafiato, di rara purezza. Molti prototipi da salone hanno espresso, nel tempo, idee interessanti, che spesso hanno prodotto ricadute sulle Citroën di serie. Naturalmente potremmo parlare di altre cose, come le affermazioni sportive, susseguitesi a raffica nei rally degli ultimi anni grazie anche alla guida di Sebastian Loeb. Notevole anche l’interesse che il marchio Citroën riscuote tra i collezionisti di Automobilia. Questo neologismo anglosassone evoca passione ed hobby, dal modellismo a tutti gli oggetti che ruotano attorno al mondo dell’auto. Molte vetture Citroën del passato sono tra i modelli che possono vantare il maggior numero di riproduzioni in miniatura, dai giocattoli d’epoca alla moderne “macchinine” in metallo pressofuso. A quanto è dato sapere un modellino di “2 CV Fourgonnette”, prodotto attorno al 1958, è la miniatura in scala 1:43 che in un’asta ha spuntato il prezzo più alto di tutti i tempi, circa 15.000 Euro. Ci fermiamo qui, ma crediamo di aver contribuito, sia pure in un box, a dare un’idea del perché questi 90 anni sono importanti non solo per Citroën, ma per tutti coloro che, come noi, amano la tecnica e le belle automobili.