
Le tecnologie per l’abbattimento delle emissioni applicate ai motori endotermici di ultima generazione sono senza dubbio efficaci e consentiranno di prolungare ancora per molti anni l’utilizzo dei motori a benzina e diesel sulle nostre automobili.
Parallelamente le Case si adoperano per garantire ai propri clienti veicoli affidabili e con prestazioni complessive costanti nel tempo.
Tuttavia, la tecnologia non è ancora arrivata a eliminare le operazioni di manutenzione e cura del veicolo, e nemmeno a sostituire (ma su questo si sta lavorando con la guida autonoma) la capacità soggettiva del guidatore di operare con acceleratore, freno e volante per ridurre al minimo consumi ed emissioni.
L’abbiamo definita ‘Guida Etica’ e ne abbiamo parlato spesso su Auto Tecnica.

Residui carboniosi: nemici invisibili dell’efficienza
Parlando di manutenzione, come noto, essa può essere preventiva, ovvero essere attuata prima che si verifichi un guasto, oppure avvenire a guasto manifestato, nel qual caso il fermo macchina e l’onerosità dell’intervento possono andare fuori controllo.
Con l’aumento dell’età media del parco auto circolante, l’accumulo progressivo di residui carboniosi nella parte calda dei motori può diventare un problema.
Per questo motivo la manutenzione preventiva applicata a questo fenomeno chimico-fisico diventa una necessità per garantire le prestazioni ottimali dei veicoli e ridurre il loro impatto ambientale.
In questo contesto, il decarbonizzatore H2 Blaster di TEXA rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata e sostenibile, perché ripristina le performance originali del motore, migliora la reattività all’acceleratore, riduce i consumi e le emissioni nocive.

Oltre il prodotto. L’iniziativa #H2BLASTERspecialist
Grazie a questa tecnologia, officine e centri di assistenza possono offrire ai propri clienti un servizio efficace, ecologico e non invasivo, contribuendo alla tutela dell’ambiente.
Su questa base, TEXA ha lanciato l’iniziativa #H2BLASTERspecialist.
Si tratta di un network che raggruppa tutti i meccanici dotati del dispositivo H2 Blaster.
TEXA si occupa di promuovere l’iniziativa con consistenti azioni di comunicazione (come ad esempio il video che trovate qui sotto) per dare massima visibilità all’offerta e offrire al potenziale cliente i riferimenti dell’officina convenzionata più comoda.
Per salvaguardare il cliente, e questo è ciò che caratterizza l’iniziativa, le officine aderenti si impegnano ad offrire ai propri clienti che effettuano un tagliando anche il trattamento completo di decarbonizzazione del motore al prezzo concordato di 70 euro (iva inclusa).
Per entrare in questo network le officine già in possesso di H2Blaster (ma lo possono fare anche quelle intenzionate ad acquistarlo) devono compilare il form presente nel sito TEXA all’indirizzo https://www.texa.it/h2-blaster-specialist/
Allo stesso indirizzo web gli automobilisti possono trovare l’elenco dei centri di riparazione presenti in Italia che utilizzano H2Blaster e applicano questo servizio.
Più di cento officine hanno già aderito ed espongono all’esterno una vetrofania dedicata, ma TEXA sta verificando che il numero è in costante aumento.
La convenienza è dimostrabile da TEXA, che ha verificato che una settantina di interventi sono sufficienti per ammortizzare il costo dell’apparecchio (che mediamente è sui 5.000 €).
Un numero che un’officina strutturata e consolidata può raggiungere in poche settimane.
Cos’è e come funziona H2 Blaster
H2 Blaster è l’innovativo decarbonizzatore sviluppato dal centro di Ricerca e Sviluppo di TEXA che, grazie all’azione combinata di idrogeno e ossigeno, effettua la pulizia completa delle parti dei veicoli coinvolte nel processo di combustione interna e ripristina le performance ottimali del motore.
Andando più nel dettaglio, il dispositivo sfrutta il processo di elettrolisi dell’acqua per generare una miscela di ossidrogeno che, a motore acceso e caldo, viene iniettata nel collettore di aspirazione attraverso un tubo di servizio e raggiunge la camera di combustione.
Proprio qui il gas, che ha un potere calorifico mediamente tre volte superiore a gasolio e benzina, viene innescato dall’alta temperatura e si trasforma in vapore acqueo ad altissima pressione che penetra nei residui carboniosi e letteralmente li disgrega.
Il trattamento con H2 Blaster non aumenta le prestazioni del motore, ma promette di ripristinare quelle di progetto, riportando consumi ed emissioni ai valori originali e migliorando la risposta all’acceleratore.

Dedicato ai motori ‘chilometrati’ con elevati residui carboniosi
È dunque indicato per veicoli con molti chilometri percorsi, dove l’accumulo di sostanze carboniose può compromettere valvole, iniettori, turbocompressori e filtri antiparticolato.
Il tecnico TEXA Mario Giacomella, che ha seguito lo sviluppo tecnico dell’H2 Blaster e ce lo ha illustrato, è stato estremamente onesto e preciso: un motore diesel con 200.000 km incrostato sia nella camera di combustione sia nelle parti ‘fredde’, come il collettore di aspirazione, non potrà miracolosamente tornare nuovo dopo il trattamento.
Sicuramente qualche vantaggio lo si otterrà, ma è con l’utilizzo costante del trattamento a ogni tagliando, iniziando quando il motore ha percorso un relativamente basso chilometraggio, che l’efficacia del trattamento è massima.
Dunque, come sempre, la prevenzione resta sempre meglio della cura, anche per mantenere ‘puliti’ i filtri antiparticolato.
Tuttavia, può agire efficacemente in situazioni di intasamento del FAP tali da non permettere la rigenerazione da strumento di diagnosi o automatica.

Quali risultati?
Oggettivare un intervento che avviene all’interno del motore non è ovviamente facile, non fosse altro perché sia i residui carboniosi sia le superfici trattate sono nascoste alla vista.
Tuttavia, TEXA ha condotto una serie di prove per dare evidenza dell’efficacia del trattamento.
Uno, ad esempio, è quello di verificare l’innalzamento del livello di intasamento del FAP dopo il trattamento.
Questo indica che una cospicua quantità di ceneri si è spostata dalla zona ‘calda’ del motore al filtro, dal quale sarà poi eliminata in fase di rigenerazione su strada.
La miscela ossidrogeno viene fatta aspirare dal motore inserendo un tubo nella scatola filtro e mantenendo il regime al minimo, condizione che genera la massima depressione nel condotto.
Il flusso viene mantenuto automaticamente dall’apparecchio per un tempo variabile in funzione dello stato del motore e valutato anche dall’esperienza del meccanico.
L’ossidrogeno flussa tra collettore di aspirazione e scarico, investendo
- valvole,
- guide,
- estremità degli iniettori,
- camera di combustione,
- collettore di scarico,
- sistemi di post-trattamento,
- turbina del motori turbo
e ritornando in parte attraverso la valvola EGR, che godrà anch’essa, seppur indirettamente, dei benefici del trattamento.
Osservazioni fatte da TEXA su valvole EGR prima e dopo il trattamento e una serie di analisi sui fumi emessi da motori diesel con vari chilometraggi con opacimetro hanno oggettivato dei benefici.
H2 BLASTER: funzionamento automatico e sicuro
H2 BLASTER è equipaggiato con una serie di dispositivi di controllo per la sicurezza dell’operatore che garantiscono una corretta esecuzione del trattamento:
- Auto check iniziale di tutti i componenti di funzionamento
- Sensore H2 leak per individuare eventuali perdite di idrogeno
- Sensore di pressione e temperatura dela cella
- Valvola di sicurezza anti-ritorno di fiamma
- NOS, diagnostico OBD per il controllo anomalie del motore durante l’intervento
- Controllo automatico perdite idrauliche a ogni accensione
- Controllo automatico rendimento cella elettrolitica
- Valvola meccanica sfiato sovrapressione serbatoio elettrolita.

L’interfaccia utente è costituita da un display da 10” multitouch che permette all’operatore di avere una visione chiara delle operazioni da eseguire.
L’interfaccia grafica consente la fruizione intuitiva del software e un’immediata lettura delle informazioni generate dallo strumento.
Il display, inoltre, è stato realizzato con la tecnologia glove-touch, che assicura l’utilizzo anche coi guanti da lavoro.
Sempre connesso al veicolo
Per gestire in modo efficace tutte le fasi operative dell’intervento, TEXA ha sviluppato il NOS, NAVIGATOR OBD Service, utilizzabile da uno smartphone.
È sufficiente inquadrare il QR code presente sull’apparecchio per poter utilizzare l’App H2 BLASTER by TEXA.
Si tratta di un dispositivo diagnostico in grado di comunicare con le varie centraline elettroniche del veicolo e di leggere i parametri necessari affinché la decarbonizzazione venga eseguita in modo efficiente e sicuro.
Operativamente, il NOS controlla costantemente i giri del motore e la temperatura, a garanzia della massima sicurezza.
Nel caso il regime motore dovesse cambiare o arrestarsi, oppure le temperature di esercizio non fossero corrette, viene immediatamente interrotto il processo, inibendo la produzione di idrogeno.
Al termine della decarbonizzazione, l’intervento si conclude con la prova su strada, utilizzando ancora l’App H2 BLASTER.
Indicativamente, l’App chiede all’operatore di effettuare 5/6 chilometri a un adeguato regime di giri, facilitando così l’espulsione dei residui incombusti.
Una notifica sonora avvisa quando terminare il test su strada.

Il report finale
Concluso il processo di decarbonizzazione, H2 BLASTER genera un report dettagliato da consegnare al cliente come conferma dell’avvenuto servizio.
Tutti i report generati vengono archiviati all’interno del portale myTEXA e vanno così ad arricchire la banca dati a disposizione dell’officina.















