
Mentre l’Europa discute di elettrico puro e fissa sul calendario l’appuntamento al 2035, c’è chi rilancia guardando ancora una volta a pistoni, bielle e benzina, anche se rinnovabile.
Si chiama “H12 Concept” ed è la risposta tecnica di “Horse Powertrain”, la joint venture fra “Renault” e “Geely”, sviluppata con la collaborazione di “Repsol”.
Un progetto nato in Spagna che punta a dimostrare un concetto semplice che farà piacere a molti: il vecchio e caro motore termico non è ancora pronto per il museo.
Il numero che cambia tutto: 44,2%
Il dato che colpisce è l’efficienza termica di picco: 44,2%. Per dirla usando concetti più basici, un normale benzina si ferma fra il 25 e il 30%, e solo i migliori sfiorano il 40%.
Tradotto su strada significa meno di 3,3 litri ogni 100 km nel ciclo WLTP, ovvero oltre 30 km con un litro su un’auto di medie dimensioni, il -40% rispetto alla media delle nuove immatricolazioni europee del 2023.
E il dettaglio incoraggiante è che non si tratta di un esercizio teorico, perché due prototipi sono già stati validati e il primo veicolo dimostrativo è atteso a breve.
Compressione da primato e lotta alla detonazione

L’H12 Concept nasce dall’evoluzione dell’HR12, un tre cilindri 1.2 turbo noto per l’alta efficienza in versione ibrida/GPL che si è visto su Duster e Austral, ma la chirurgia tecnica è intervenuta in profondità: il nuovo sistema di combustione lavora con un rapporto di compressione di 17:1, un valore altissimo per un motore a benzina e territorio in cui finora si era avventurata solo Mazda con lo “Skyactiv-X”.
Più compressione significa più rendimento ma anche più rischio di detonazione, il famigerato e fastidioso “battito in testa”.
Per evitarlo servono un controllo elettronico finissimo dell’anticipo, una fluidodinamica raffinata nella camera di scoppio, EGR di nuova generazione per abbassare la temperatura della carica, turbo ottimizzato e un sistema di accensione ad alta energia.
In pratica, tutto ciò che è stato riprogettato da zero.
Il risultato è una combustione più rapida, perdite interne ridotte e ogni singolo decimo di efficienza strappato con precisione ingegneristica.
L’ibrido è nella trasmissione (e nell’olio)
La componente elettrica è integrata nel cambio ibrido, con una gestione energetica ottimizzata, e c’è poi un dettaglio meno glamour ma fortemente decisivo: i nuovi lubrificanti sviluppati da Repsol, studiati per ridurre gli attriti meccanici interni.

Il motore è progettato per funzionare esclusivamente con benzina rinnovabile al 100% e Repsol la produce già su scala industriale a Tarragona con il nome “Nexa 95”.
È compatibile con le auto a benzina esistenti senza modifiche meccaniche, e al momento è disponibile in 30 stazioni di servizio spagnole.
Il piano industriale prevede nuovi impianti oltre ad un sito dimostrativo per e-fuels a Bilbao.
I conti sul lungo periodo
Secondo le stime dei progettisti, un’auto di segmento medio che percorra 12.500 km l’anno con H12 Concept e benzina rinnovabile ridurrebbe le emissioni di 1,77 tonnellate di CO2 all’anno rispetto a un’analoga vettura tradizionale. Su 100.000 km il taglio supera le 14 tonnellate.
Numeri che, in un parco circolante europeo ancora composto per oltre il 97% da veicoli a combustione interna, diventerebbero strategici nel breve periodo.
Neutralità tecnologica
Dietro il progetto c’è un ragionamento di fondo secondo cui la decarbonizzazione non passa da una sola tecnologia. Elettrico, ibrido ad alta efficienza, carburanti rinnovabili e idrogeno, sono parti di un puzzle che devono combaciare perfettamente.
A questo si aggiunge la richiesta che le future normative europee sulla CO2 riconoscano formalmente il ruolo dei motori altamente efficienti alimentati da carburanti rinnovabili anche oltre il 2035.
Un gioiellino da oltre 30 km/l
L’H12 Concept è la dimostrazione che il motore termico può ancora sorprendere, non come una nostalgia meccanica ma con numeri concreti, produzione industriale e una filiera già quasi pronta.
Nel dibattito che spesso concentra polemiche e litigi tra chi vuole il “tutto elettrico” e chi vorrebbe ancora motori tradizionali, questo piccolo tre cilindri spagnolo mette sul tavolo una terza via.
Che sia l’occasione giusta per fare pace?
















