Suzuki S-Cross Hybrid, la prova del crossover ibrido compatto

La seconda generazione del SUV compatto giapponese cambia completamente look, si aggiorna nei contenuti tecnologici e mantiene inalterato il powertrain ibrido. Ecco come va

Era il lontano 2013 quando Suzuki lanciò sul mercato la prima generazione della S-Cross, un SUV compatto di segmento C che è riuscito nel corso degli anni a conquistare oltre 25.000 automobilisti italiani e quasi 650.000 a livello mondiale. Oggi, a 8 anni di distanza e dopo il restyling del 2018, Suzuki presenta la seconda generazione del suo crossover che si aggiorna profondamente dal punto di vista del design e dei contenuti tecnologici.

Look stravolto

La piattaforma della nuova S-Cross Hybrid resta la stessa della generazione uscente, condivisa con la sorella Vitara, e nonostante le nuove proporzioni le dimensioni del modello restano le stesse. La 4×4 giapponese è infatti lunga 4.300 mm, larga 1.785 mm, alta 1.585 mm e dispone di un passo di 2.600 mm che le consente di offrire un’ottima abitabilità a bordo anche nella zona del divanetto posteriore. Il bagagliaio, con una capacità che va da 430 litri a 1.260 litri nel caso in cui vengano abbattuti gli schienali dei sedili posteriori, ha una soglia di ingresso bassa che facilita le operazioni di carico e scarico dei bagagli. Se gli spazi e gli ingombri della nuova S-Cross rimangono identici a quelli della generazione uscente, non si può dire la stessa cosa del design che ha subito una profonda rivisitazione. Le nuove linee della S-Cross Hybrid sono state tracciate dai designer del centro stile Suzuki di Robassomero, in provincia di Torino: il nuovo frontale dall’aspetto imponente presenta un’ampia griglia tridimensionale di colore nero lucido che nella zona superiore ospita una linea cromata divisa a metà dal grande logo Suzuki che esalta il look aggressivo del veicolo. Completano l’anteriore i gruppi ottici full-led di serie, mentre nella vista laterale spiccano i grandi passaruota squadrati di derivazione fuoristradistica, la linea di cintura molto alta e il posteriore leggermente rastremato grazie ad un pillar-C discendente.

Agile e scattante

La Suzuki S-Cross Hybrid ripropone il collaudato motore 1.4 Boosterjet (codice  K14D) con alesaggio e corsa rispettivamente 73 e 82 millimetri abbinato all’ISG (Integrated Starter Generator), il cuore della tecnologia mild hybrid a 48 Volt. La potenza complessiva del sistema è di 129 CV a 5.500 giri/min ma ciò che colpisce alla guida è la tanta coppia disponibile a bassi regimi, per l’esattezza 235 Nm da 2.000 a 3.000 giri/min, raggiunti proprio grazie al supplemento di spinta fornito dall’ISG, che interviene a supporto del 1.4 nei momenti di maggiore richiesta di potenza. Nonostante il comportamento dinamico non sia stato uno dei focus di sviluppo della S-Cross Hybrid, anche nella versione 4×4 Starview con cambio automatico e tetto apribile in vetro, il peso non va oltre i 1.385 kg: un valore molto basso che non solo incide positivamente sull’handling della vettura ma che consente anche di ridurre drasticamente i consumi e le emissioni. Durante la nostra prova abbiamo potuto anche assaporare le doti fuoristradistiche della S-Cross Hybrid, che si trova a suo agio anche lontano dall’asfalto. Il merito va alla consolidata trazione integrale 4×4 di Suzuki e ad un’altezza da terra che tocca i 17,5 centimetri.

Parte da 28.890 euro

Due gli allestimenti disponibili per la Suzuki S-Cross: Top+ e Starview. Il primo, solo con cambio manuale a 6 rapporti, include una dotazione completa con sistemi ADAS di livello 2, touchscreen da 9 pollici con Apple CarPlay wireless e Android Auto proposta ad un prezzo di partenza di 28.890 euro. Il secondo allestimento con un prezzo di partenza di 31.190 euro, aggiunge alla dotazione Top+ il cambio automatico a 6 marce e il tetto apribile in vetro.