Suzuki Jimny

Raduno Suzuki Jimny

Suzuki Jimny: il fenomeno. Il Suzuki Jimny si dà un tocco più sbarazzino con la versione Street, in “tiratura limitata” a 100 pezzi, e strizza l’occhio alla mobilità urbana. L’abbiamo provato nel traffico cittadino e nel suo habitat naturale, lo sterrato, potendo vivere la filosofia di divertimento Suzuki nel corso del 4° raduno dedicato ai clienti appassionati e al seguito dell’Italian Baja che ha visto in ambito tricolore una doppietta firmata dai fuoristrada Suzuki.

In casa Suzuki Italia il Jimny, l’erede del mitico “Suzukino” come fu universalmente ribattezzato l’SJ che diede vita a inizio anni Ottanta alla fortunata stirpe, è una certezza. Lo si potrebbe definire una sorta di pianeta felice, ma giustamente si guarda anche ad altri… mondi della galassia dei Suv del segmento A a benzina. “Può sembrare incredibile ma noi a inizio anno sappiamo in modo quasi scientifico quanti esemplari ne venderemo – spiega Massimo Nalli, direttore generale auto della filiale italiana -. Una quota che negli anni varia dai 2000 ai 2500 esemplari (obbiettivo di quest’anno, che vale circa il 12% del volume vendite Suzuki, ndr.), anche in funzione di quanti ne mette a disposizione la fabbrica, infatti l’anno scorso abbiamo esaurito il quantitativo disponibile altrimenti ne avremmo venduti anche di più. Quindi possiamo contare su una clientela di fedelissimi, grazie anche alla proverbiale affidabilità del Jimny che ne allunga la vita e contribuisce a mantenere alto il valore dell’usato, ma vogliamo parlare ad altri potenziali clienti che magari ci conoscono ancora poco, pensando a noi solo per le moto oppure per i fuoristrada specialistici, in particolare ai giovani o al pubblico femminile. Perché Jimny oltre al fuoristrada duro e puro può strizzare l’occhio anche al traffico urbano, per la fruibilità di utilizzo e facilità di parcheggio”. Senza contare il “fuoristrada da città”, aggiungiamo noi, con certe buche sulle strade di tutti i giorni che hanno poco da invidiare ad alcuni percorsi di fuoristrada.

Raduno Suzuki Jimny

Tiratura limitata
Per questa missione è stata realizzata una versione in “tiratura limitata”, di soli 100 pezzi disponibili da metà luglio nelle 90 concessionarie sul territorio nazionale al prezzo di 19.900 euro ipt esclusa. La sostanza rimane immutata, ma con pochi e sapienti tocchi i designer Suzuki hanno saputo portare una ventata di freschezza con dei dettagli di colore “arancione graffiti”, sulla tinta base “Paerl White”, sia all’esterno, come le cornici fendinebbia e presa d’aria, estremità barre portatutto e specchietti retrovisori, sia all’interno, con i bordi plancia e contorni bocchette di aerazione. Un ulteriore tocco esterno riguarda i cerchi in lega da 15” bruniti e il copriruota di scorta posteriore rigido, mentre all’interno vi sono i sedili in ecopelle e il navigatore con schermo touch da 7” dotato di mappe 3D e Bluetooth, proprio per agevolare la mobilità nei contesti cittadini. La dotazione di serie prevede inoltre i sistemi ABS, ESC per controllo stabilità e Tpms che monitora la pressione degli pneumatici, oltre all’indicatore della marcia inserita. La meccanica rimane identica a quella della versione Evolution Plus, con il collaudato quattro cilindri a benzina da 1.328 cc (il turbodiesel non sarà più disponibile) in alluminio, con distribuzione bialbero e 16 valvole a fasatura variabile accreditato di una potenza massima di 85 cv a 6.000 giri/min e 110 Nm di coppia a 4.100 giri/min, che rende fruibile il Jimmy anche ai neopatentati. La trasmissione vanta un riduttore e grazie al sistema “Drive Action” consente di passare rapidamente dalla trazione sull’asse anteriore a quella integrale, con differenziale centrale bloccato su una ripartizione del 50% di coppia tra i due assi, potendo inoltre scegliere tra le due modalità di trazione integrale “High” e “Low”, con le ridotte, per percorsi sterrati in pendenza e passaggi particolarmente critici.

Raduno Suzuki Jimny

Passione e divertimento
“Il divertimento e la passione stanno alla base di ogni nostro progetto – sottolinea Massimo Nalli -. Jimny è nata per far divertire, anche se viene usata per lavoro da molti professionisti che operano in montagna o su terreni impervi. Gli stessi stimoli ci vedono impegnati nello sport, sia con le Vitara ufficiali sia con i trofei, anche nei rally con la Swift, perché la presenza in attività dove la gente si diverte contribuisce all’immagine positiva del marchio”. Una filosofia che abbiamo potuto vivere direttamente, proprio al volante del Jimny Street, in occasione di due eventi che vedevano impegnata Suzuki Italia in prima persona: l’Italian Baja, prova italiana Cross Country Rally World Cup che vedeva schierate le Grand Vitara ufficiali di Lorenzo Codecà-Bruno Fedullo e Alfio Bordonaro-Marcello Bono ma anche i trofeisti, e la quarta edizione del Raduno Suzuki a cui hanno aderito una trentina di equipaggi che hanno potuto vivere una bella giornata di passione e divertimento cimentandosi con i loro fuoristrada su un percorso appositamente studiato per mettere alla prova le proprie capacità e arrivare in alcuni punti di passaggio della gara. Questo ci ha consentito di saggiare il Jimny Street nelle diverse situazioni. Nel traffico cittadino il “Suzukino” si lascia condurre docilmente, con il motore che pur non potendo garantire accelerazioni da capogiro, anche per la massa che deve trainare dovuta alle caratteristiche di robustezza tipiche della vettura, compensa con una buona fluidità. Nei trasferimenti extraurbani magari si fa sentire la mancanza di una sesta marcia da “viaggio”, ma d’altronde il “Suzukino” non è nato per questo e Massimo Nalli è categorico nel puntualizzare che “il Jimny è questo e resterà così!”. Punto. Così come la frenata non trasmette quella sensazione di mordente che ci si aspetterebbe al primo colpo di pedale, pur garantendo l’adeguato spazio di rallentamento. Il “Suzukino” ha invece dato il meglio di sé nel suo habitat naturale, lo sterrato, meravigliandoci in ogni situazione. Sullo sconnesso veloce, dove le sospensioni che su strada avevano trasmesso un certo “rimbalzo” su buche e tombini assorbono al meglio le asperità del terreno. Nell’affrontare tratti con pendenze anche piuttosto pronunciate e guadi, grazie alla fluidità del propulsore, ad una buona trazione in salita e “frenata” in discesa grazie alle ridotte, e non ultimo ad angoli di attacco e uscita ottimali. Insomma, davvero un grande divertimento.

Raduno Suzuki Jimny

Doppietta Suzuki
L’Italian Baja, vinta da Nasser Al Attiyah, oltre che quinta prova del mondiale era valida anche come prima delle sei prove del Campionato Italiano Cross Country Rally. Nel contesto tricolore Suzuki ha piazzato una bella doppietta con Codecà-Fedullo sul primo gradino del podio, nonché decimi assoluti e quindi nella top ten iridata, a bordo della Grand Vitara 3.6 V6 T1 mentre Luchini-Bosco hanno conquistato la piazza d’onore con la Grand Vitara 1.9 DDiS di gruppo T2, cioè derivata dalla serie, che gli è valso il primato tra i trofeisti.

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