SEAT ST Cupra Cup, emozioni ad Adria sotto al diluvio

Abbiamo partecipato alla prima tappa del campionato italiano turismo TCS a bordo della nuova SEAT Leon ST Cupra Cup.

Archiviato il fortunato trofeo con le Ibiza, per il 2017 SEAT ha sorpreso tutti portando in pista, all’interno del campionato TCS, le nuove Leon ST Cupra, station wagon indiavolate, che celano sotto al cofano un motore 2.0 Turbo benzina da 300 cavalli.

Si tratta del primo trofeo al mondo dedicato esclusivamente a vetture station wagon.

Il miglior modo per raccontarlo è quello di viverlo in prima persona da pilota: è per questo motivo che ho accolto con grande entusiasmo l’invito di Seat a prendere parte alla prima tappa di Adria il 6 e 7 maggio scorsi, condividendo la vettura numero 2 con il giovane collega giornalista Gianluca Mauriello.

ALLA GUIDA

Nonostante la stretta derivazione dall’auto di serie (come da regolamento TCS), la sensazione è quella di salire su una vera racing, grazie ad esempio al volante estraibile, alla pannellatura interna in carbonio o allo schermo digitale da 7″ della telemetria AiM, installato di fronte alle lancette convenzionali.

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Dopo la regolazione del sedile e delle cinture, aiutato dai meccanici SEAT (molto disponibili durante tutto il weekend), mi accingo a scendere in pista per il primo turno di prove libere, assieme alle altre vetture. Sono 17 i partecipanti a questa gara di TCS, di cui ben 14 a bordo delle Seat Leon ST schierate da Seat Motorsport Italia.

Sin dalle primissime frenate mi rendo conto di quanto siano poderosi i freni, che vantano un disco da ben 370 mm all’anteriore con pinze a 4 pistoni contrapposti; man mano che gli pneumatici slick Pirelli DH 265/645 18 si scaldano, sposto sempre più in avanti il punto di frenata di ogni curva, arrivando a livelli impensabili per una vettura da turismo di serie.

Alla curva numero 3 di Adria (il “tornantino”) arrivo a staccare addirittura a soli 75 metri, passando poi con rapidità dalla quarta alla seconda, grazie al cambio DSG 6 marce di serie, con comandi dietro al volante.

Lo sterzo appare molto simile a quello di un’auto stradale e permette di non affaticare mai il pilota, nemmeno dopo la gara prevista da ben 38 minuti più un giro; di contro, regala pochi feedback e quando la vettura inizia a pattinare sulle ruote anteriori, la coppia resistente sul volante rimane pressoché invariata.

L’uscita di curva e l’erogazione della coppia è quindi la parte più impegnativa della guida al limite di questa vettura: occorre essere molto abili a parzializzare in modo millimetrico il pedale dell’acceleratore in uscita, per far si che la generosa coppia di 350 Nm (praticamente costante tra 1750 e 5800 giri) possa scaricarsi a terra.

Occorre inoltre evitare di avere eccessiva velocità di percorrenza nelle curve, quanto piuttosto cercare di uscire a ruote dritte anticipando il gas.

In aiuto, c’è il differenziale autobloccante meccanico VAQ, a controllo elettronico, che presenta una taratura intermedia, non estrema, facilmente gestibile anche dai meno esperti.

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Le sospensioni sono abbastanza morbide, soprattutto in fase di rollio, complici le barre antirollio uguali a quelle di serie, ma la bontà del telaio fa sì che i movimenti della cassa siano contenuti e sempre prevedibili. Il posteriore è molto stabile e perde aderenza solo se provocato con un inserimento in curva con molto freno, oppure nei cambi di direzione troppo repentini.

I giri di prova scorrono rapidamente a bordo della Seat e i 30 minuti di libere passano senza che quasi me ne accorga.

Il mio miglior tempo nelle libere è distante poco più di 1 secondo dal primo, quindi non appena sceso dalla vettura analizzo la telemetria con l’ingegnere di pista (che SEAT mette a disposizione per ogni pilota), per capire dove poter migliorare.

Nel turno successivo, 15 minuti di qualifiche, riesco ad abbassare di ben 7 decimi la prestazione delle libere, ma i piloti sono tutti di assoluto livello e il mio tempo mi permette soltanto l’undicesima piazza.

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GARA “BAGNATA”

Ampiamente annunciata, per la gara si presenta una pioggia molto fitta, che non lascia dubbi sulla scelta delle gomme.

Viste le condizioni critiche, la partenza avviene soltanto dopo 3 giri in regime di Safety Car; al termine del terzo giro, le luci e le bandiere verdi segnalano la partenza. La visibilità è scarsissima e per la prima staccata posso fare riferimento solo sull’accensione degli stop delle vetture che mi precedono.

Nonostante il fondo scivoloso mi sento a mio agio sulla Leon ST, anche se spesso il controsterzo è necessario per mantenere la traiettoria, soprattutto nelle curve in appoggio a sinistra nel tratto finale del tracciato.

Riesco a compiere ben due sorpassi nei primi giri, portandomi in nona posizione.

Nelle tornate successive il gruppo si sgrana, mentre i tempi incominciano a scendere per tutti, segno che ognuno di noi sta prendendo confidenza con queste condizioni atmosferiche, mai sperimentate, nemmeno durante i test invernali.

Con un sorpasso all’interno alla doppia curva “dogado” agguanto l’ottava posizione, ma poco dopo sul rettilineo dei box vengo di nuovo affiancato e superato.

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Segnalata tramite il cartello dal muretto dei box, a tre quarti di gara effettuo la sosta obbligatoria di 45 secondi in pit lane (senza effettuare il cambio pilota, in quanto il collega Mauriello corre Gara2) e poi riparto, senza intoppi.

Nei giri finali riesco solo a ridurre ma non ad azzerare il distacco con il gruppetto che mi precede e termino così la gara in nona posizione, molto soddisfatto per aver preso confidenza con la vettura in pochissimo tempo e non aver commesso errori, nonostante la pioggia.

Un weekend bellissimo, trascorso fianco a fianco con le persone di grandissima esperienza del team Seat Motorsport, tra cui Andrea Sabella, il team manager Tarcisio Bernasconi e il pilota d’eccezione Peter Wyhinny, direttore di SEAT Italia, che ha partecipato con ottimi risultati alle gare dell’altro monomarca, quello “alto di gamma”, il Leon Cupra Cup.

AVANTI GLI ASPIRANTI PILOTI

Chiunque volesse cimentarsi nel SEAT ST Cupra Cup può farlo: basta una licenza ACI Sport categoria nazionale C (per ottenerla basta una visita medica e non occorrono altre esperienze) e soli 3.500 euro per weekend di gara (7.000 se si vuole correre da soli ed effettuare quindi due gare per ogni tappa).

La vettura è molto veloce (lo dimostrano i tempi), ma non è affatto estrema e mette subito a proprio agio il pilota, permettendo una curva di apprendimento molto rapida.

Il passo lungo permette un facile controllo del sovrasterzo e quindi un’agevole correzione degli errori, senza penalizzare troppo chi li commette.

Lo sterzo non affatica, quindi non serve un allenamento fisico specifico per poter affrontare anche l’intera gara.

Quando invece non si guida, un’enorme area hospitality con ristorante ed open bar serve a rilassarsi ma anche ad intrattenere i propri sponsor e gli ospiti giunti in pista.

Infine, da segnalare una copertura televisiva mediatica di assoluto livello, con diretta TV sul digitale terrestre (Sportitalia), nonché risultati e classifiche pubblicati sulle principali testate sportive.

 

SITO UFFICIALE TROFEO SEAT ST CUPRA CUP: http://www.seatmotorsportitalia.com/categoria.asp?idca=1

SITO UFFICIALE CAMPIONATO TCS: http://www.acisport.it/it/CITTCS/home

 

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