Romanelli V12: coupé canadese con l’anima italiana

Romanelli

Il Canada non può certo vantare una tradizione automobilistica di rilievo, tuttavia al Salone dell’Auto di Montreal del 1970 fu presentato un interessante prototipo di una vettura coupé progettata e realizzata da un emigrato italiano di nome Francesco Romanelli. Per l’occasione sotto il cofano fu montato un V8 della Buick, ma Romanelli, un tecnico di grandi capacità che nella sua attività spaziò con geniali soluzioni sia sui motori sia nella dinamica del veicolo, con incursioni nelle moto, nelle biciclette e perfino negli hovercraft, aveva pronto il disegno di un V12 a 60° con lubrificazione a carter secco.

RomanelliL’esistenza della vettura e del disegno del motore sono stati riportati sul libro ‘The V12 Engine’ scritto da Karl Ludvigsen che rappresenta la bibbia sui motori con questo frazionamento e a cui vi rimandiamo per ogni ulteriore approfondimento. RomanelliA livello di curiosità riportiamo che la distribuzione monoalbero in testa era comandata da una catena doppia, mentre le valvole, parallele, venivano azionate direttamente dal profilo delle camme attraverso bicchierini d’acciaio con spessori calibrati di regolazione nel gioco, soluzione simile a quella adottata per i motori FIAT disegnati da Aurelio Lampredi. Per l’aspirazione era previsto un plenum centrale dal quale partivano i 12 condotti in ciascuno dei quali era previsto un iniettore alimentato da un sistema di iniezione elettronica sviluppato dalla Conolec su componentistica Bendix. Con un rapporto di compressione di 10:1 il V12 di Romanelli, un ‘corsa corta’ di dimensioni 92 x 72 mm per una cilindrata di 5,74 litri, avrebbe dovuto sviluppare una potenza di 460 CV a 7.000 giri.