Mercedes 300 SEL 6.8, la “Rote Sau” compie 50 anni

Chiamata impietosamente "scrofa rossa", l'imponente berlina a passo lungo con il V8 della 600 portato a oltre 400 CV corse nel campionato turismo del '70 e '71. Levandosi qualche soddisfazione

I tedeschi non hanno mai avuto un particolare talento con i soprannomi: già quello affibbiato alla 300 SL, “flugenturen” ovvero “porte volanti”, appare il meno romantico tra tutti quelli coniati sui vari mercati, dal “papillon” (farfalla”) dei francesi all’universale “gullwing”, per noi come “ala di gabbiano”. Persino con  l’amatissimo “Maggiolino” noi e i nostri vicini d’oltralpe (“coccinelle”) siano stati più affettuosi di loro, che l’hanno battezzata “kafer”, ossia “scarafaggio”. Con la variante da corsa della Mercedes 300 SEL 6.3 tuttavia ci sono andati particolarmente pesanti, rifilandole il poco edificante epiteto di “scrofa rossa” (“Rote Sau”) e questo malgrado le sue qualità fuori dal comune unite ad un’estetica tutt’altro che sgradevole.

Questa insolita auto da corsa, allestita per la prima volta nel ’70, è stata di fatto la prima vettura preparata dall’atelier AMG, seguendo l’abitudine allora in voga di mettere in pista le pesanti berline di casa, come già fatto con varie 220/300 delle serie W111/W112. In questo caso, la base era l’ammiraglia 300 SEL, appartenente alla serie W109, ossia la variante con passo lungo e sospensioni pneumatiche della W108, ammiraglia considerata, pur senza denominazione ufficiale, la prima Classe S. Lanciata nel ’66, l’anno seguente fu proposta in una variante super-lusso equipaggiata con il motore V8 a iniezione da 6,3 litri e 250 CV siglato M100 della 600, rispetto alla quale non era molto più piccola con i suoi 5 metri (2,85 di passo) e quasi 1.800 kg di peso, che Mercedes compensò elaborando il motore, portato a fino a 6,8 litri e 420 CV.

La prima versione schierata alla 24h di Spa evidenziò un’eccessiva usura delle gomme, costringendo il team al ritiro. L’anno dopo partendo da una vettura danneggiata in un incidente, AMG la ripropose alla stessa competizione con alcune migliorie, ottenendo stavolta un incoraggiante secondo posto, e aprendo la strada alle successive gare del campionato turismo, toccando anche un record di velocità con 285 km/h. La storia racconta che il primo pilota, Kelleners, sia rimasto spaventato dall’auto, preferendo abbandonare il team e che fu rimpiazzato da Hans Heyer e Clemens Schickentanz, due piloti di kart… A interrompere la carriera della vettura fu però il cambio di regolamento, che per il ’72 limitò le cilindrate a 5 litri rendendo arduo ottenere prestazioni competitive su un’auto che pur alleggerita restava ben sopra i 1.500 kg.

The Germans have never had a particular talent with nicknames: already the one attached to the 300 SL, “flugenturen” or “flying doors”, appears the least romantic of all those coined on the various markets, from the french “papillon” (butterfly “) to the most shared “gullwing”. Even with the beloved Volkswagen “Beetle” italian and french people (calling it a “ladybug”, translated on “Maggiolino” or “Coccinelle”) were more affectionate than they, who called it “kafer”, or “cockroach”. With the racing variant of the 300 SEL 6.3, however, they went particularly heavy, choising the epithet of “Red sow” (“Rote Sau”) and this despite its out of the ordinary qualities combined with an aesthetic far from unpleasant.

This original racing car, set up for the first time in the 1970, was in fact the first car prepared by the AMG atelier, following the habit then in vogue of putting on race the heavy sedans of the house, as already done with various 220/300 of the W111 / W112 series. In this case, the base was the flagship 300 SEL, belonging to the W109 series, that is the variant with long wheelbase and air suspension of the W108, flagship considered, although without official name, the first S-Class. Launched in ’66, the the following year it was offered in a super-luxury variant equipped with the M100 6.3 liter V8 injection engine and 250 HP of the 600 model, compared to which it was not much smaller with its 5 meters (2.85 wheelbase) and over 1,800 kg of weight, compensated by processing the engine, which increased to 6.8 liters and 420 HP.

The first version was introduced at the 24h of Spa showed excessive tire wear, forcing the team to retire. The following year, starting from a car damaged in an accident, AMG brought it back to the same competition with some improvements, obtaining an encouraging second place this time, and paving the way for the subsequent tourism championship races, also reaching a speed record with 285 km/h. Story goes that the first driver, Kelleners, was frightened by the car, preferring to abandon the team replaced by Hans Heyer and Clemens Schickentanz, two kart drivers … To interrupt the car’s career, however, was the change of regulation, which for the ’72 limited the displacements to 5 liters making it difficult to obtain competitive performance on a car which, although lightened, remained well above 1,500 kg.