Made in Taiwan

Made in Taiwan

Made in Taiwan. Se fino a qualche anno fa questo appellativo definiva prodotti low cost, oggi in questa piccola isola si produce anche l’high tech a prezzi competitivi.

L’invito è arrivato dal Taiwan Trade Center Milano: Auto Tecnica sarebbe stata l’unica testata italiana ad essere inclusa nel gruppo di giornalisti internazionali invitati al Taiwan Media Tour presso la Fiera Taipei AMPA/Autotronics. Un’opportunità che non ci siamo lasciati sfuggire, anche perchè nell’ambito automotive si parla spesso di ‘far east’ senza conoscere bene la materia e trascorrere una settimana a Taipei ci avrebbe senza dubbio permesso di tornare con qualche nozione in più sull’entità e la capacità dell’industria taiwanese.

Voglia di fare: E’ bastato presenziare alla cerimonia di apertura, alla quale hanno partecipato le massime autorità locali per capire l’impegno e le risorse che Taiwan dedica alla sua industria. Il presidente del comitato dei produttori ha innanzitutto ricordato i sessant’anni di storia dell’industria manifatturiera automotive taiwanese, e ha poi puntualizzato come nel 2014 siano stati esportati 95.518 veicoli (oltre il 25% della produzione totale) per un fatturato di 5,8 miliardi di euro, e che il settore della componentistica ha aumentato il fatturato rispetto al 2013 dell’11,3% arrivando a 13,3 miliardi di euro. Ma, cosa importante per noi osservatori occidentali, la ferma volontà di accrescere le competenze nei veicoli del futuro e nei loro componenti, a cominciare da quelli a basso o nullo impatto ambientale, per i quali il governo locale ha garantito adeguato supporto alle aziende.

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Innovazione: E parlando di futuro, i primi contatti col mondo del ‘made in Taiwan’ sono avvenuti in un’area nella quale erano esposti una serie di componenti giudicati degni di un riconoscimento da parte di una qualificata giuria. Dei 132 lavori presentati, 25 hanno ricevuto l’Innovation Award 2015 sia per i contenuti tecnologici che consentono di svincolare sempre più l’industria taiwanese dall’importazione di componenti da installare sui propri veicoli, sia per essere stati oggetto di brevetti internazionali che, ci teniamo a ribadirlo, sono l’indice oggettivo del progresso tecnologico di un Paese. Si va da innovativi sistemi di illuminazione a LED (tra questi il gruppo ottico anteriore fornito a Ducati per la sua Diavel), ai compressori per impianti di condizionamento a basso consumo, dai motori elettrici facilmente integrabili alle unità servosterzo elettriche, dai sistemi di gestione motore alle batterie ad alte prestazioni.

5 in 1 Show: Divise in due aree espositive, una alla periferia di Taipei e l’altra all’interno del World Trade Center, c’erano 5 sezioni distinte, dedicate alla componentistica auto, all’elettronica applicata, ai veicoli elettrici, al tuning e alle motociclette, con 1.401 espositori distribuiti su oltre 68.800 metri quadri di superficie coperta. Ci siamo soffermati su alcune Aziende che presentiamo a parte, ma in generale abbiamo potuto apprezzare una grande volontà di ‘fare business’: noi giornalisti, otto in tutto, eravamo ovviamente lì come osservatori, ma ovunque ci fermassimo l’approccio era prettamente commerciale. Non è un segreto che molte aziende vengano da queste parti a cercare i loro fornitori, che non hanno problemi a realizzare componenti conto terzi anche col Marchio del cliente. e gli operatori locali lo sanno. Anche se in alcuni casi le risposte sono state un po’ vaghe, c’è una volontà generale per adeguarsi agli standard qualitativi occidentali, con orgogliosa esibizione delle varie approvazioni e delle certificazioni ISO, sintomatici di un avvicinamento all’occidente anche in termini di procedure aziendali. Oltre a questo è significativo come grandi aziende con enorme capacità produttiva segmentata infiniti codici che tradizionalmente operano nel settore dell’aftermarket si stiano avvicinando all’OEM, per esportare componenti ai grandi Costruttori. L’obiettivo di un rapido raggiungimento dell’equilibrio tra OEM e aftermarket ci è stato confermato da molti dei dirigenti incontrati, e questo la dice lunga sull’evoluzione tecnica in atto. Un altro indice di questa tendenza è l’aumento del costo della manodopera sia in Cina sia a Taiwan, tanto che le aziende più importanti investono grandi risorse nell’automazione. Uno scenario che fa intuire importanti trasformazioni degli equilibri in essere tra occidente e ‘far east’…

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Jordan Tuning
Si tratta di un’Azienda fondata nel 2001 da Kou Shin Kuo, un pilota locale impegnato del campionato Vetture Turismo. La sua esperienza è stata travasata nei prodotti hi-tech aftermarket per vetture di alte prestazioni. Impressionante la gamma di pinze freno a sei pistoncini, realizzate anche in versione monoblocco e con dispositivo EPB applicabile esternamente (brevettato) per mantenere la funzione di freno di stazionamento senza modifiche. Infinite anche le proposte di ammortizzatori idraulici con regolazione del precarico molla e del freno idraulico, con lunghezze, attacchi e supporti superiore dei McPherson irrigiditi e regolabili per migliorare la stabilità. Nella gamma dei dischi freno le versioni flottanti, per il miglior allineamento con la pinza, e quelli in carbonio di cui Jordan si vanta di essere uno dei tre maggiori produttori al mondo. La capacità produttiva di questa azienda poi è confermata dal catalogo di cerchi in lega aftermarket per vetture di alte prestazioni. (www.jordan-tuning.com)

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TYC Brother Industrial Co
Al centro dello stand spicca il gruppo ottico anteriore ‘Full LED’ della Ducati Diavel, fornito dalla TYC Brother Industrial Co, un’azienda fondata nel 1986 e che esporta i suoi gruppi ottici in 110 Paesi, principalmente per il mercato aftermarket. Il prodotto tradizionale a bulbo è ancora il più diffuso, ma la tecnologia LED sta avanzando per le luci diurne delle auto e per i gruppi ottici motociclistici, nel cui ambito TYC è fornitore OEM per i quattro Costruttori giapponesi oltre alla già citata Ducati e a BMW, MV Agusta e Triumph. Questo trend porterà a un progressivo calo dei prezzi di questi componenti, che hanno una durata che oggi è ipotizzabile in 300.000 chilometri o 7/8 anni di servizio. La produzione TYC, che ha stabilimenti anche in Cina, è per il 63% dedicata all’aftermarket e sul totale la tecnologia LED è applicata solo al 20% dei prodotti. L’obiettivo dell’azienda taiwanese è di arrivare nel 2018 all’equilibrio tra OEM e aftermarket, col 75% del prodotto OEM basato sulla tecnologia LED. (www.tyc.com.tw)

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SH Auto Parts
La SH Auto Parts (Shih Hsiang Auto Parts Co., Ltd) è un’azienda fondata a Taipei nel lontano 1978. Impegnata al 100% nell’aftermarket, si occupa della fabbricazione dei bracci delle sospensioni, che realizza sia in lamiera stampata e saldata, sia in pressofusione di alluminio. Ad oggi la SH copre 3.000 applicazioni distribuite principalmente sui mercati USA, Canada ed Europa e il servizio offerto al cliente è completo, dal reverse engineering per il rilievo delle caratteristiche generali del componente, al progetto, la realizzazione del prototipo e l’industrializzazione. Normalmente in fase di preserie viene anche verificato il processo di installazione, per garantire la massima compatibilità col pezzo originale. Il time-to-market di SH è altamente competitivo, grazie alla possibilità di sviluppare ogni fase in casa. Per dare un’idea della capacità di questa azienda, che tra i siti di Taiwan e Shanghai occupa 428 addetti, basta citare la produzione giornaliera di 300.000 pezzi e la creazione di 10 nuove  applicazioni ogni mese! Per completare l’offerta, la SH ha inglobato anche un’azienda che produce le parti in gomma da inserire nei punti di snodo, in modo da fornire al cliente il braccio pronto per il montaggio sulla vettura. Entrambi gli impianti produttivi sono certificati ISO 9001:2008. (wwwshautoparts.com)

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Maxin88
Maxin88 è un’azienda che fa parte della San Yuan e si occupa del disegno, dallo stile al progetto 3D, e della produzione di componenti della carrozzeria come paraurti, spoiler e fasce laterali ottenuti per stampaggio a iniezione in polipropilene. si adattano alle più popolari vetture in circolazione, dalle piccole Toyota Yaris e Suzuki Swift alle Mercedes-Benz Classe C. Nata nel 2008 come reparto stile della San Yuan, la Maxin88 collabora coi centri stile delle Case per sviluppare componenti estetici. Fornisce, ad esempio, parti OEM per le linee di assemblaggio Nissan in Cina e Giappone, e per la Nissan Taiwan ha progetta e realizzato parti estetiche speciali utilizzate sul vetture in tiratura limitata, anche di soli 500 pezzi. Maxin88 si definisce un’azienda ODM (Original Design Manufacturer) ovvero un gradino oltre le classiche OEM che normalmente si occupano soltanto della fabbricazione dei componenti. Questa azienda sta rivolgendosi con impegno al mercato europeo, dove ritiene ci possano essere buone opportunità per le sue competenze. Tra le altre cose abbiamo visto un interessante applicazione (brevettata) dell’illuminazione di parti in plastica cromate. Applicando una tensione al componente, che quando non è eccitato appare cromato, esso si illumina colorandosi, con un effetto molto particolare. Può essere utilizzato all’interno come all’esterno, come visibile dalle fotografie. (www.sanyuan-rt.com.tw)

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Eagle Eyes
E’ sul mercato da trent’anni  questa azienda specializzata nella produzione per l’aftermarket di ogni tipo di luce impiegata in una vettura. Il loro catalogo è incredibile e copre in pratica tutto il parco vetture circolanti in Europa e USA. Seguendo il trend comune anche ad altre aziende, negli ultimi anni si è cercato di curare maggiormente la qualità del prodotto, tanto da avere vinto un premio nel 2015 ed avere ottenuto la certificazione ISO 9001:2008, oltre agli standard legali dedicati a componenti di sicurezza quali sono i gruppi ottici. Il laboratorio della Eagle Eyes può eseguire test ambientali e fotometrici conformi alle omologazioni europee E e CAPA (Certified Automotive Parts Association). Ogni anno sono sviluppati 300 nuovi componenti, un numero impressionante! Anche la Eagle Eyes si sta sempre più rivolgendo al mercato dell’OEM. E’ interessante come il nostro interlocutore abbia posto in risalto come i prodotti ‘made in Taiwan’ sono tendenzialmente più cari degli equivalenti cinesi, sia perché là le aziende godono di maggiori facilitazioni sia perché la qualità è inferiore. (www.eagleeyes.com.tw)

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Raemco
Chiudiamo questa breve rassegna sulla componentistica taiwanese  con un’azienda il cui principale business è la realizzazione di cinture di sicurezza a 3, 4, 5 o 6 punti dedicate al racing, per le quali ha ottenuto l’omologazione FIA nel 2000. A questa produzione, la Raemco, un marchio della Red Wood Enterprise, ha aggiunto recentemente quella di componenti in carbonio e di filtri aria, sia ad alte prestazioni sia come ricambio aftermarket. Fiberglass, kevlar e carbonio sono i materiali compositi coi quali la Raemco realizza a mano i sedili racing, un’altra delle sue specialità. La produzione è suddivisa tra Taiwan e Cina. Curioso il packaging col quale è consegnato ogni set di cinture di sicurezza: la borsa che lo contiene è confezionata con degli spezzoni di cintura ed è indistruttibile, oltre che essere un regalo decisamente originale per le nostre signore…. (www.raemco.com)

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