L’uomo che ha salvato il V-8

L’uomo che ha salvato il V-8

L’uomo che ha salvato il V-8 – “Nella primavera del 1949 mi trovavo nella sala riunioni della Ford Motor Company, dall’altra parte del tavolo di fronte a Henry Ford II, a Ernest Breech, a Robert McNamara e agli altri responsabili di quella che allora era una delle compagnie più potenti al mondo. Questi uomini erano dei titani dell’industria americana. Ford era il nipote di Henry Ford stesso. Il nome Ford lo si leggeva sul lato dell’edificio e su circa un terzo delle auto e dei truck che circolavano sulle strade. Breech era il dirigente che era stato assunto, direttamente dalla General Motors, per trasformare la compagnia in un’azienda moderna. McNamara era uno dei leggendari ‘Whiz Kids’ con il compito di portare Ford ancora più avanti. Avevo 21 anni ed ero l’analista di prodotto che era stato assunto pochi mesi prima. Non avevo nessuna particolare esperienza nel gestire le decisioni di un’azienda automobilistica, ma di una cosa ero certo: questi uomini avevano preso una delle peggiori decisioni nella storia della Ford Motor Company. Avevano deciso di eliminare il V-8 Ford. Ed io ero determinato a far cambiare loro idea”.

L’uomo che ha salvato il V-8

Così inizia il libro di Chase Morsey Jr., dal titolo “The Man Who Saved The V-8”, che vi consigliamo vivamente se siete dei veri appassionati e ancora di più se conoscete, almeno in parte, la grande tradizione di Ford nel settore dei motori V-8. Chase Morsey Jr., nella sua dedica iniziale, scrive: “a mia moglie Beverly, che all’età di 96 anni continua a ispirarmi ogni giorno”. La nostra speranza è che questo libro possa ispirare tutti gli appassionati e anche tutti coloro che poco sanno della Ford Motor Company. Questa azienda vanta un passato affascinante e allo stesso tempo burrascoso. È il romanzo di una famiglia e del suo fondatore, dei tempi difficili e delle loro idee geniali. È la vicenda di una casa automobilistica che ha dimostrato quanto possa essere rischioso il percorso verso il successo. Questo libro scritto, come si dice, da dentro, vale sicuramente un posto in libreria.