La stagione Trans Am del 1969: ovvero Ford vs Chevy

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Breve storia della stagione Trans Am del 1969
Quando si parla di gare Trans-Am molti appassionati, e soprattutto quelli che si interessano di auto americane, pensano subito alla leggendaria versione Trans Am di casa Pontiac. In realtà il significato di Trans Am è molto più profondo.

I primi cinque anni durante i quali si svolsero le stagioni dell’American Trans-American Sedan Series alcune icone dell’automobilismo americano si scontrarono sui campi di gara più famosi di tutti gli Stati Uniti d’America. Il periodo compreso tra il 1966 e il 1970 fu quello in cui alcuni dei ferri più famosi d’America si scontrarono sui campi di gara. Alla guida, naturalmente, i driver migliori della storia agonistica di fine anni ’60. Fu proprio la serie Trans Am che convinse le tre grandi di Detroit a costruire auto come la Ford Mustang Boss 302, la Pontiac Firebird Trans Am, la Chevrolet Camaro Z/28, la Challenger 340 T/A e infine, ma non in ordina di importanza, la Plymouth Barracuda. Fu l’occasione in cui la Detroit dei motori si accaparrò una grande fetta di pubblicità, e ciò grazie al largo consenso di pubblico ottenuto da questa serie e dalla ricaduta, ovvia, sul mondo della produzione in serie. Vorrei ricordare che la fine degli anni ’60 è notoriamente un periodo d’oro per i V8 americani e per l’ascesa delle muscle car. I piloti che combatterono questa battaglia sportiva furono i più noti, i più osannati del momento. Jerry Titus, su Pontiac Firebird, e Ronnie Bucknum, su Chevrolet Camaro Z/28 sono solo due esempi. Per non anticipare nomi forse ancora più illustri.

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Vale la pena notare che le vetture che potevano essere iscritte alla Sedan Series della Trans Am dovevano essere molto simili a quelle di serie. Tra gli elementi fondamentali dovevano possedere anche i sedili posteriori. Questa imposizione normativa precluse la partecipazione di auto come le Corvette. Purtroppo la questione normativa fece si che molti dei team partecipanti mettessero in campo modifiche non visibili che furono in grado di avvantaggiare una vettura o l’altra. Le piccole ma grandi differenze le fecero interventi mirati al sistema di sospensione o all’interno del motore. Come riportato su un famoso magazine americano, questa serie di modifiche “occulte” venne definita da Roger Penske, the unfair advantage, ossia il vantaggio sleale. Quel vantaggio che portò la competizione ai suoi massimi livelli.

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Inizio sotto il segno dell’ovale e poi la stagione Trans Am del 1969)
I primi anni della serie furono caratterizzati da un impegno frenetico delle diverse Case. A prevalere nei primi due, però, furono i marchi Ford e Mercury. Il lavoro svolto da Mark Donohue e Roger Penske, per mettere a punto la Camaro Z/28, portarono presto i primi frutti. E la sportiva di casa Chevrolet divenne presto un agguerrito concorrente, talvolta difficile da sconfiggere (proprio la stagione Trans Am del 1969 fu quella in cui la sportiva Chevy si aggiudicò il campionato). Ford, che non rimase a guardare, abbandonò parte della meccanica utilizzata sino al 1968 per far esordire la nuova testata del motore 351 ci (5.700 cm3 circa) che vide anche la nascita di una leggenda Ford: l’allestimento Boss 302. Con quest’ultimo numero si indicava proprio la cilindrata del motore, pari quindi a 5 litri, ed equivalente a quella della Camaro. Come a dire che la lotta a fine anni sessanta tornò ad armi pari. Basti pensare, a tal proposito, che il motore Boss 302 era in grado di produrre ben 475 hp. Ma un motore non bastava. Vanno infatti sottolineati i problemi aerodinamici che Ford aveva con la Mustang e in particolare con la versione Coupe nota anche come Hardtop. Il problema fu ancora una volta egregiamente risolto con l’introduzione della scocca fastback e con l’aggiunta di appendici aerodinamiche sia anteriormente che posteriormente.

A rendere il campionato del 1969 una vera leggenda nella storia del motorismo sportivo americano furono le battaglie clamorose tra Mark Donohue e Parnelli Jones. Ford contro Chevy. Mustang contro Camaro. Le Mustang Boss 302 preparate da Bud Moore per Parnelli Jones erano mitiche. Il 5 litri V8 girava tondo e manifestava una robustezza inaspettata; ostentava nonchalance nel girare ai regimi più alti e accendeva la passione dei tifosi che nel 1969 vedevano solo blu, blu ovale. Tra tutte le gare della stagione merita di essere ricordata la quinta, quella a Donnybrooke. Qui Parnelli Jones conquistò il primo posto mentre Peter Revson, sempre su Ford Mustang, si dovette accontentare di un terzo posto. Il motore Chevrolet della Camaro Z/28 di Donohue esplose e Kwech piantò la sua Mustang contro un albero. Il motore Boss 302 cedette invece nella sesta gara, a Loudon, a causa di un problema di surriscaldamento. Quando ciò accadde, il punteggio della classifica vedeva al primo posto Ford con ben 42 punti a fronte dei soli 30 messi a segno dai team Chevrolet. La vittoria di Donohue nella gara sette, quella che si disputo sul circuito di St.Jovite nell’Ontaria (Canada), e la capitolazione delle Mustang invertì completamente la classifica che vide Chevrolet mettersi alla guida con ben 49 punti contro i 46 raccolti, sino a quel momento, da Ford. Gli eventi successivi non fecero che rinforzare il vantaggio Chevrolet, tanto che dopo la gara di Laguna Seca il vantaggio era di 67 punti contro i 56 accumulati da Ford. Prima che si giungesse però a questa situazione di classifica accadde qualcosa di importantissimo: Kwech fu mandato via dal team Ford di Shelby e al suo posto venne preso Dan Gurney. Sottolineo questo evento perché successivamente all’arrivo di Gurney lo scontro vero non fu tra Chevy e Ford ma tra i due team Ford: quello di Shelby (Shelby American) e quello di Moore che, all’apparenza, sembrava avere un vantaggio in termini di fornitura di componenti. In ogni caso, il campionato terminò con la vittoria di Chevrolet che si aggiudicò 78 punti contro i 64 acquisiti da Ford. Tecnicamente vale la pena osservare come la vittoria conquistata dal team Chevy fu anche il frutto dell’intraprendenza del preparatore della vettura di Donohue. Uno dei problemi che affliggeva i motori del Generale, infatti, era la rottura frequente delle bielle. Traco, il realizzatore dei motori Chevrolet da montare sulle Camaro Z/28, era stato messo sull’avviso dalla Casa madre che affermava l’inutilità di trattare le bielle con il processo di pallinatura (shot-peening). In realtà l’affidabilità del motore fu raggiunta solo dopo che Traco, ignorando le indicazioni dei tecnici Chevrolet, procedette a trattare le bielle con la tecnologia di cui sopra. Il 1969 rimane nella storia come l’anno leggendario della Trans Am Series. Quello in cui la competizione raggiunse i suoi massimi livelli. Ford conquistò il campionato l’anno successivo grazie anche alla grinta di Parnelli Jones. La serie Trans Am in quei quattro anni divenne così seguita che sorpassò, in termini di share, sia la Formula 1 che la serie Can Am. Quasi inutile infine ricordare come in quegli anni le vendite di muscle car ebbero un impennata mostruosa.