
Hawkei e Cobra II: voglia di… mostri. Nel campo dei veicoli tattici leggeri si verifica quanto vediamo anche nel mercato automotive commerciale: un trend di crescita di dimensioni e massa che hanno trasformato questi mezzi in vere e proprie autoblindo del peso di una decina di tonnellate.

Se non consideriamo il fenomeno delle microcar, il mainstream della produzione automobilistica ci fa assistere, a ogni nuovo Model Year, all’aumento delle dimensioni esterne e dei pesi. Da questo fenomeno (sia pure con motivazioni differenti) non sono affatto immuni le forze armate anche perché vi è una crescente richiesta di “protected mobility”, cioè di protezione dalle mine e dagli ordigni esplosivi artigianali.

In fondo, se vogliamo, l’originaria Jeep della Seconda Guerra Mondiale era una vetturetta utilitaria che, nel corso di un’evoluzione durata alcune decine di anni, nelle forze armate degli Stati Uniti è stata sostituita dall’AM General Humvee, lunga circa 4,60 m e con un peso a vuoto attorno a due tonnellate e mezza. Nel 2015 si è concluso il concorso per dare all’Humvee (forse più noto in campo civile come Hummer) un sostituto e ne è nata (v. Auto Tecnica N. 411, a pag. 96) una macchina ancora più complessa, la L-ATV, nella quale la L nella sigla sta per Light, anche se è tutt’altro che leggera, visto che a vuoto pesa 6.400 kg.

Altri importanti eserciti del mondo hanno seguito da vicino lo sviluppo dell’erede dell’Hummer e, segnatamente, l’Australia e l’India hanno anche partecipato in qualità di osservatori al concorso dell’US Army ma poi se ne sono allontanate. L’India, che ha una tradizione di tempi biblici nell’affrontare i suoi programmi militari (e non solo quelli), non ha ancora fatto la sua scelta, mentre l’Australian Defence Force (cioè il complesso delle forze armare australiane) ha ordinato un mezzo originale, del quale vale la pena fare una breve descrizione. Anche la Turchia, che ha forze armate molto sviluppate e moderne, ha fatto una propria scelta.

C’è da notare, comunque, che i ministeri della difesa di Australia e Turchia non si sono preoccupati tanto per il crescere delle proporzioni del veicolo americano quanto dell’esigenza di favorire l’industria nazionale (anche per la possibilità di tenere più facilmente sotto controllo ogni aspetto del programma). I progetti che hanno scelto, infatti, non si possono classificare come normali fuoristrada ma sono a metà strada tra l’autocarro leggero protetto e l’autoblindo, non più piccole né più leggere dell’Oshkosh L-ATV.
LA SCELTA AUSTRALIANA
Il ministero della difesa australiano aveva ridotto la rosa dei veicoli candidati a Mowag Eagle IV, Force Protection Ocelot e Thales Australia Hawkei. Quest’ultimo (il nome si rifà a quello di un serpente velenoso locale, l’Acantophis hawkei o vipera della morte – ma con un riferimento sottinteso all’ex-primo ministro Bob Hawke) è stato scelto per un programma che prevede la progressiva sostituzione di parte delle Land Rover e dei Bushmaster (anch’essi di produzione Thales Australia) con un programma del valore complessivo di 1,3 miliardi di dollari australiani (820 milioni di euro), vertente sulla fornitura di 1.100 Hawkei e 1.058 rimorchietti. La costruzione avverrà nello stabilimento Thales Australia di Bendigo (Victoria) dove è imminente l’inizio della produzione di pre-serie per passare nell’estate 2017 a quella delle macchine di serie, in modo di arrivare alla piena capacità produttiva nel 2018 ed avviare le consegne all’ADF nel 2019. La Thales Australia è la filiale locale del gruppo francese Thales, denominazione sociale assunta dalla Thomson-CSF (in Italia conosciuta, tra l’altro, per i televisori). Quest’azienda ha assunto l’attuale denominazione nel 2006, quando le Australian Defence Industries sono state acquistate dal colosso francese.

L’Hawkei è un 4×4 che pesa tra 6,1 e 7 tonnellate a vuoto e 10,2 a pieno carico; porta cinque-sei persone, è lungo 5,78 m e largo 2,40 m; il suo motore è l’austriaco Steyr M16 Diesel a sei cilindri in linea di 3,2 litri, sovralimentato, che offre 268 HP a 4.000 giri ed una coppia di 610 Nm a 2.000 giri ma è anche in catalogo un’opzione da 301 HP e 690 Nm di coppia. La trasmissione è l’automatica ZF 6HP280 a 6 marce, praticamente uguale a quella dell’italiano Iveco Lince; la velocità massima è autolimitata a 110 km/h ma può essere portata a 130 km/h e, con una percorrenza di 3,2 km con un litro di gasolio, l’autonomia è di 800 km (1.000 con un serbatoio ausiliario opzionale).
LA SCELTA TURCA
Per rispondere ad un’esigenza analoga, il ministero della difesa turco ha sottoscritto in dicembre un contratto del valore di 47,5 milioni di euro con il gruppo a capitale privato Otokar per la fornitura alla Jandarma (l’equivalente turco dei Carabinieri) di una serie pilota di veicoli protetti Cobra II, da consegnarsi nel 2017. Il Cobra II deriva dal precedente Cobra (che utilizzava una certa parte di componentistica dell’Humvee) ma rispetto ad esso offre maggior volume interno e una protezione più elevata. Ne è proposta anche una versione anfibia che, tuttavia, al momento non è stata ordinata.

Il Cobra II porta nove persone, è lungo 5,60 m e pesa, a pieno carico, 12 tonnellate: si pone, quindi, in una classe ancora superiore ai tipi fin qui citati. Il suo motore è un 6 cilindri Diesel di 6,7 litri, da 281 HP a 2.500 giri e 970 Nm a 1.700 giri (o, in opzione, 360 HP e 1.100 Nm). Ha una trasmissione automatica a sei marce e raggiunge 110 km/h; il consumo non è dichiarato.
Con questi mezzi, però, si raggiunge un limite in quanto diventa molto difficile trasportarli con elicotteri o aeroplani che non siano quelli di maggiori dimensioni e ciò fa supporre che la corsa al sempre più grosso e sempre più pesante debba, per necessità , arrestarsi.













