Firenze vieta i monopattini: è la prima città italiana

Ha iniziato Parigi, poi Madrid e subito dopo Praga: ora, alle città che hanno deciso di dare l’addio ai monopattini si aggiunge Firenze, la prima città italiana a prendere una simile decisione drastica.

La celebre e sempre affollatissima città d’arte toscana ci ha provato in ogni modo, varando norme, regole e fasi di sperimentazione, ma non c’è verso: grazie all’inciviltà di pochi come sempre ci rimettono tutti, anche chi non si sognerebbe mai di abbandonare un monopattino in mezzo al marciapiede o fra le aiuole di un giardino pubblico. Perché tanto “chissene”, ci penseranno gli altri.

Impossibile continuare

Così, dopo un paio di proroghe, è arrivata la mannaia, accompagnata da un avviso del Comune in cui si spiega che “non ci sono più le condizioni per mantenere un servizio stabile”.

Nel testo della delibera del Comune, il sindaco Sara Funaro e l’assessore alla mobilità Andrea Giorgio parlano soprattutto di sicurezza stradale, considerata la priorità, accompagnata dalla difficoltà delle compagnie di sharing a rispettare le nuove norme introdotte nel Codice della Strada come l’assicurazione, la targa e soprattutto l’obbligo del casco, che spesso non è disponibile in numero sufficiente per tutti gli utenti.

Incivili in azione

Ma la decisione è anche figlia dello scarso senso civico e rispetto delle regole, che si trasforma in uno smacco al decoro urbano, con i monopattini abbandonati ovunque in modo selvaggio, senza preoccuparsi minimamente se diventano potenziali pericoli per il prossimo, o ancora che scorrazzano contromano incuranti del senso di marcia e del divieto di transito.

“Violazioni sistematiche”, le definisce il Comune di Firenze, che rendono necessaria la sospensione del servizio.

Meno monopattini più bici

Ma per ovviare a quello che è un servizio di mobillità personale particolarmente amato dalle giovani generazioni e di forte impatto ambientale per il traffico delle grandi città, Firenze ha annunciato un rafforzamento del servizio di “bike-sharing”, che negli anni ha conosciuto una forte impennata, passando da 1,5 milioni di noleggi dello scorso anno ad un +18% dei primi sei mesi di quest’anno.

In compenso, per le compagnie di noleggio di monopattini è scattato il conto alla rovescia: hanno tempo fino al 31 marzo del prossimo anno per dismettere gli abbonamenti e far sparire i monopattini dalle strade.

Le proteste della categoria

Assosharing, l’associazione di categoria del comparto, ha replicato in una nota “Accogliamo con forte stupore e profonda perplessità la decisione del Comune di Firenze di non rinnovare il servizio di monopattini in sharing a partire dal 31 marzo.

Una scelta che interrompe bruscamente un lavoro congiunto che, fino a oggi, aveva visto un costante dialogo tra amministrazione e operatori del settore”.

I timori della gente

Per finire con chi applaude alla decisione, ma è altrettanto convinto che sostituire le bici ai monopattini non cambierà il problema, perché incivili si nasce e certa gente – come avrebbe detto Totò – modestamente lo nacque.