F1: in Arabia Saudita Verstappen prima ringrazia poi spreca, si gioca tutto ad Abu Dhabi

max verstappen gp arabia saudita

Gara da palpitazioni, vere, chiedere al sottoscritto, quelle che tutti gli appassionati di F1 hanno vissuto questa sera a Gedda, penultimo appuntamento della stagione, osservando cosa sono riusciti a mettere in mostra quei due piloti, i migliori piloti del mondo, che rispondono al nome di Max Verstappen e Lewis Hamilton. Lato Red Bull, è stato un weekend da tensione vera quello vissuto nel box dei “bibitari” sotto lo sguardo attento di Christian Horner.

Partiamo dal principio, dalle prove che hanno permesso ai piloti di prendere confidenza con il velocissimo cittadino medio-orientale che rivedremo già come secondo appuntamento della prossima stagione di F1, quella con le nuove attesissime monoposto. 56 millesimi tra Lewis (1°) e Max (2°) in PL1, con i due avversari a marcarsi da vicino, quasi 2 decimi in PL2 e la vetta in PL3, il sabato, con buone prospettive per le qualifiche.

Buonissime prospettive, fino a pochi metri dal traguardo che avrebbe permesso a Max Verstappen di cogliere una pole position perentoria, se non fosse stato per quel “bacio” al muro in uscita dall’ultima curva. Lì per lì, l’olandese già conscio di partire comunque 3° è sceso dalla sua RB16B con la ruota posteriore destra piegata timoroso di aver combinato un danno al cambio, cui sarebbe seguita la retrocessione in griglia. Così non è stato, ma in molti sulla stampa sono andati giù duro col classe 1997, colto a sbagliare sul più bello. Evidentemente qualcuno ha sottovalutato il figlio di Jos Verstappen.

max verstappen
Max Verstappen visibilmente afflitto dopo le qualifiche: suo l’errore che lo ha portato contro le barriere nel tentativo di strappare la pole a Hamilton, e stava per riuscirci

Pronti via, siamo a domenica pomeriggio, all’inizio di una lunga gara, e primo colpo di scena. Verstappen scatta 3°, tutto regolare, ma a causa del botto di Schumi junior al giro 10/50 quasi tutti i piloti rientrano ai box in regime di safety car, lui no, lui rimane fuori. Una mossa furba. Che la bandiera rossa sia stata eccessiva, forse sarebbe bastata una Virtual Safety Car per riparare le barriere danneggiate dall’incidente, siamo tutti d’accordo, ma siccome il regolamento consente di montare un diverso set di pneumatici l’olandese ne approfitta e, fermo in pit lane da 1° davanti a tutti, monta le hard pensando di arrivare fino in fondo senza così perdere neanche un millesimo di secondo su Hamilton, che intanto si era fermato per montare a sua volta le coperture più dure della gamma Pirelli, quelle con la marcatura bianca.

La gara prosegue, Verstappen sembra poter controllare e sembra avere soprattutto in mano la gara, il GP Arabia Saudita di F1, il primo in terra araba. Ennesimo colpo di scena, quando alla prima ripartenza il figlio d’arte si fa sopravanzare da Hamilton e, nel tentativo di passarlo in curva 1, gli taglia la strada andando oltre il cordolo. L’incidente viene notato, ma è dietro le sue spalle che accade l’ennesimo patatrac. Perez, mai segnalato e un po’ sotto le aspettative in questi decisivi momenti per il mondiale, viene toccato da Leclerc girandosi e impattando le barriere: la sua gara finisce lì. Intanto Mazepin, sulla Haas superstite, caracolla violentemente contro il posteriore di George Russell, ennesima sospensione della gara questa volta per ovvi motivi.

perez incidente gp arabia saudita 2021

La gara riparte, ancora una volta. Peccato che Verstappen non abbia fatto in tempo a ridare la posizione a Hamilton, reo di aver sbagliato, perchè il giro del “fattaccio” non è stato concluso. Aleggia tensione, i team coinvolti tirano l’acqua al proprio mulino ma intanto una pessima direzione gara studia cosa fare nella segreta, non più di tanto, stanza dei commissari. Seconda ripartenza, giro 17/50, quella che ci porterà alla parità dei due piloti che si giocheranno tutto all’ultima gara, tra 7 giorni e qualcosa in meno.

max verstappen sorpasso hamilton gedda

Proprio qui Verstappen tocca il suo punto più alto, indovinando una partenza da maestro che lo proietta nuovamente davanti e che potrebbe portare i punti decisivi per il mondiale se terminasse 1° sotto la bandiera a scacchi. La lotta continua, ma tutto cambia al giro 37. Hamilton è competitivo e lo passa in curva 1, complice il DRS, Verstappen lo accompagna fuori e l’incidente viene “notato”, termine che piace tanto alla direzione gara. Nello stesso giro, ulteriore colpo di scena, da saltare in piedi sul divano. Gli viene detto di restituire la posizione e lui cerca di farlo, zigzagando in mezzo alla pista e inducendo Hamilton all’errore, cosa che avviene. Volendo ridare la posizione, sarebbe stato utile mettersi a destra, fuori dalla traiettoria, accade che il pilota n.33 nella sua versione tenebrosa si blocca o quasi scalando la bellezza di 4 marce (dalla 7° alla 3°) e Hamilton lo tocca con la sua ala, avendo la prontezza, e la fortuna, di limitare i danni. Robe dell’altro mondo, e invece è di nuovo tutto vero!

Tiriamo le somme. La penalità arriva, sono 5 secondi (ma per il taglio alla Chicane, nelle ore successive alla gara ne verranno aggiunti 10 per il tamponamento giudicato dai commissari, senza inficiare sul risultato finale della corsa per distacco sul 3° classificato, Botttas); intanto Hamilton viaggia forte nonostante l’aerodinamica “compromessa” (e poi si spendono milioni in galleria del vento) e Verstappen viene sorpassato, questa volta senza “giochetti”. Lui tira in remi in barca e finisce 2°: 369,5 ciasciuto, appuntamento ad Abu Dhabi. Ne vedremo, sicuramente, delle belle!

A caldo, intervistato nei momenti successivi la fine della corsa, ecco cosa ha dichiarato Verstappen: “Sì, la gara è stata abbastanza movimentata. Sono successe tante cose con le quali non sono totalmente d’accordo, ma è andata come andata. Quantomeno ho provato a dare tutto in pista, ma non ero sicuro che le gomme potessero durare fino alla fine. Sono durate all’inizio ma verso la fine dello stint non altrettanto. Ho cercato di lottare fino alla fine ma comunque sono arrivato secondo. L’incidente con Hamilton? Io ho rallentato, volevo lasciarlo passare, ero sulla destra. Lui non voleva superarmi lì e ci siamo toccati. Non ho proprio capito cosa sia successo lì. Il Mondiale sarà deciso ad Abu Dhabi, speriamo di fare un buon weekend e vediamo”