La rivoluzione Euro NCAP: se le auto cambiano, anche i crash test devono cambiare

Le auto stanno mutando pelle, sono diverse anni luce da quelle prodotte soltanto un decennio fa: oggi l’elettrico sta diventando la madre di tutte le motorizzazioni, e si porta appresso una dotazione tecnologica di bordo un tempo impensabile, sempre più orientata verso la missione di aiutare, supportare e salvare la vita a chi viaggia in macchina.

Una rivoluzione copernicana, probabilmente destinata ai libri di storia, che obbliga chiunque abbia a che fare con l’automotive a rivedere regole e riscrivere protocolli che ogni giorno di più si fanno stretti e insufficienti.

Al lungo elenco si è aggiunto in questi giorni Euro NCAP, il programma europeo di valutazione della sicurezza delle auto di nuova produzione che assegna stelle di diverso colore (da verde a rosso) in base ai test d’urto eseguiti frontalmente, di lato, contro un palo, contro persone e, dal 2009, del “colpo di frusta” da tamponamento.

Una nuova metodologia

Conclusa l’ultima tornata di valutazioni dell’anno in corso, l’organismo ha diffuso le linee guida per il 2026, pianificando l’aggiornamento delle metodologie utilizzate nei test più massiccio da più di 15 anni a questa parte.

La revisione interessa tanto le procedure di collaudo e di valutazione dei veicoli quanto l’approccio, basato su quattro passaggi fondamentali: guida sicura, prevenzione degli incidenti, protezione dagli urti e sicurezza post-incidente.

I principi della matrice di Haddon

Il nuovo approccio, che si basa sui principi della matrice di Haddon, uno strumento di prevenzione degli infortuni sviluppato dal dottor William J. Haddon – considerato il padre dalla scienza della prevenzione delle lesioni traumatiche – utili per analizzare in modo sistematico gli incidenti stradali dividendoli in tre fasi temporali: pre-evento, evento e post-evento.

Detto in modo ancora più semplice, una serie di aggiornamenti alle regole di valutazione da applicare in un arco di tre anni ai test Euro NCAP che a regime offriranno un netto miglioramento a struttura, chiarezza e flessibilità, visto che le tecnologie dedicate alla sicurezza diventano sempre più complesse e interconnesse.

Meno laboratori più prove su strada

I sistemi di assistenza alla guida, ad esempio, spesso al centro di critiche per avvisi fastidiosi o interventi considerati troppo invadenti, saranno valutati non solo in base alle capacità di prevenzione degli incidenti sulla pista di prova, ma anche durante la guida nel mondo reale, con l’obiettivo di scongiurare i difetti più comuni riscontrati degli automobilisti.

Ma non basta, perché saranno introdotte anche nuove prove legatd alla robustezza dei sistemi di prevenzione degli incidenti, anche queste valutate non solo nel chiuso dei laboratori, ma su strade normali.

Nuovi “Dummies” per riprodurre tutte le corporature

Anche le maglie delle valutazioni della protezione dagli urti saranno allargate per includere una gamma più ampia di corporature degli occupanti, dai bambini agli adulti (più bassi e più alti), utilizzando “dummies” su scala reale, prove di laboratorio con slitte e simulazioni virtuali avanzate per migliorare la precisione e valutare l’efficacia dei sistemi di ritenuta.

Partendo da diversi casi di incidenti conclusi in modo tragico, i nuovi requisiti post-incidente richiederanno che le maniglie delle porte esterne alimentate elettricamente rimangano funzionanti per facilitare il soccorso e soprattutto imporranno un completo isolamento delle batterie ad alta tensione nei veicoli elettrici.

Obiettivo: ridurre le vittime delle strade

Secondo il dottor Michiel van Ratingen, segretario generale dell’Euro NCAP, l’aggiornamento dei protocolli garantisce l’analisi approfondita di tecnologie di sicurezza sotto qualsiasi punto di vista.

“Ogni tre anni riesaminiamo i nostri criteri di valutazione a stelle con il semplice obiettivo di ridurre i decessi e le lesioni gravi legati agli indicenti stradali. I protocolli del 2026 rafforzano ulteriormente il rigore e la pertinenza dei nostri test, premiando i veicoli che ottengono buoni risultati in tutte le fasi della sicurezza: prima, durante e dopo un incidente. Gli aggiornamenti dei protocolli garantiscono che i test, le analisi e le valutazioni dell’Euro NCAP rimangano una sorta di guida imparziale ad uso e consumo degli automobilisti europei.

Euro NCAP continua a promuovere standard di sicurezza in tutti gli aspetti della progettazione dei veicoli e i nuovi protocolli sono la dimostrazione pratica di questo impegno e al tempo un incoraggiamento rivolto ai costruttori perché adottino e migliorino le loro tecnologie salvavita.

Il risultato sarà una maggiore protezione sia per gli occupanti dei veicoli che di tutti gli utenti della strada attraverso un’assistenza alla guida più efficace, una prevenzione degli incidenti, una maggiore protezione in caso di collisione e una migliore gestione post-incidente”.

I livelli del 2026 in sintesi

Dal prossimo anno, le valutazioni di Euro NCAP saranno strutturate attorno a quattro diversi livelli di sicurezza, ciascuno dei quali sarà valutato su una scala di 100 punti ed espresso in percentuale.

Per ogni livello continueranno ad applicarsi soglie minime che determineranno la valutazione complessiva in stelle.

Fase 1: una guida più sicura

Maggiore importanza sarà data alle tecnologie di monitoraggio del conducente, concentrandosi sul miglioramento dell’affidabilità dei sistemi. In particolare, verranno assegnati punti ai sistemi avanzati capaci di monitorare il comportamento del conducente in tempo reale.

Per ottenere le valutazioni più alte, i veicoli non solo dovranno impiegare il monitoraggio continuo degli occhi e della testa di chi è alla guida, ma collegare le informazioni alla sensibilità dei sistemi di assistenza alla guida.

Verranno assegnati crediti aggiuntivi alle tecnologie in grado di identificare i segni di alterazione dovuta all’uso di droghe o alcol e a quelle capaci di arrestare il veicolo in modo sicuro se il conducente non risponde.

Introdotte anche nuove valutazioni dell’interfaccia uomo-macchina (HMI) che valutino la posizione, la chiarezza e la facilità d’uso dei comandi essenziali, compresa la disponibilità di pulsanti fisici per le funzioni di uso comune, che secondo il feedback dei consumatori possono ridurre la pericolosa distrazione alla guida.

I veicoli in grado di rilevare se le cinture di sicurezza sono allacciate correttamente e di ottimizzare i sistemi di ritenuta e gli airbag in base alla corporatura dei diversi conducenti e passeggeri otterranno punteggi più alti mentre, per la prima volta, la verifica dell’accuratezza delle informazioni sui limiti di velocità sarà condotta durante i test di guida su strada.

Fase due: prevenire gli incidenti

I nuovi protocolli introducono un approccio più rigoroso ai test sui sistemi di prevenzione degli incidenti, che coprono tecnologie come la frenata automatica di emergenza e l’assistenza al mantenimento della corsia.

Basandosi sulla lunga esperienza nei test, Euro NCAP amplierà gli scenari per replicare incidenti reali, comprese le situazioni urbane in cui i veicoli incontrano veicoli di mobilità urbana a due ruote, compresi ciclisti e pedoni.

Contribuiranno al punteggio la fluidità e l’intuitività di funzionamento nella guida quotidiana, in particolare per i sistemi di assistenza al mantenimento della corsia.

Saranno inoltre premiate le auto in grado di riconoscere e ridurre i rischi di errata applicazione dei pedali (pressione accidentale dell’acceleratore invece del freno), una fase che sarà valutata nei nuovi test per la misurazione delle “collisioni a bassa velocità” che includono anche l’apertura delle portiere in presenza di ciclisti.

Fase tre: protezione dagli urti

Massima attenzione anche verso la protezione passiva: dal 2026, la valutazione della protezione dagli impatti laterali includerà test su barriera sul lato vicino, palo e slitta sul lato lontano, anch’essi supportati da simulazioni virtuali avanzate.

Ci sarà un maggiore controllo del rischio di lesioni ai pedoni, in particolare nelle aree strutturali intorno al parabrezza.

Fase quattro: sicurezza post-incidente

I nuovi requisiti includono la garanzia che le maniglie esterne delle portiere elettriche rimangano funzionanti dopo un impatto, consentendo un accesso più facile ai soccorritori.

I veicoli elettrici devono anche gestire correttamente l’isolamento della loro batteria ad alta tensione.

Le notifiche automatiche di emergenza dovranno fornire dettagli sul numero di occupanti del veicolo, richiedendo un rilevamento affidabile anche quando le cinture di sicurezza non sono allacciate.

Con l’aumento dei veicoli elettrici, le auto devono essere in grado di comunicare al conducente il rischio di incendio della batteria dopo un incidente ed emettere un avviso tempestivo se l’incendio della batteria inizia durante la ricarica o a seguito di un incidente.