Bosch e CARIAD ti tolgono le mani dal volante (con l’AI)

Bosch CARIAD
ID.Buzz è uno dei modelli coinvolto nella sperimentazione Bosch CARIAD - foto © Bosch

Bosch e CARIAD rilanciano la guida autonoma di livello 2 e 3, potenziandola con l’intelligenza artificiale più avanzata.

L’obiettivo è ottenere sistemi d’assistenza così “naturali” da non distinguersi dal comportamento umano.

Una evoluzione che promette sicurezza, comfort e scalabilità su una gamma vetture sempre più ampia.

Un’alleanza per l’AI on-road

Nell’ambito dell’Automated Driving Alliance, le due aziende intensificano la collaborazione.

Lo fanno per sviluppare uno stack software che comprenda tutte le fasi cognitive del “cervello” della guida, dalla percezione alla decisione, fino all’azione.

Il cuore dell’innovazione è una architettura “end-to-end” basata su AI, applicata a funzioni critiche.

Per esempio il riconoscimento e l’unione di dati da sensori (cameracar, radar), il decision-making predittivo e il controllo attuativo di powertrain, sterzo, frenata.

Il tutto si ispira ai modelli generativi, cioè non si limita a interpretare l’ambiente, ma anticipa comportamenti di utenti in scenari urbani complessi.

Proprietà intellettuale e sovranità digitale

Tutto lo stack è sviluppato in modo nativo, con codice proprio.

Così Bosch e CARIAD mantengono il controllo totale su sicurezza, privacy, trasparenza e protezione dei dati. Una mossa che rafforza l’autonomia tecnologica europea e velocizza l’innovazione operativa.

Il futuro è già in cantiere e si esplorano metodi VLA (Vision-Language-Action) che integrano visione e linguaggio naturale per un’analisi ancora più profonda delle situazioni stradali e delle potenziali criticità.

Test su strada e fine-tuning globale

Si procede con una flotta di test su strada in Europa, Giappone e Stati Uniti. Aggiornamenti giornalieri del software consentono la raccolta massiva di dati, affinamento delle prestazioni e gestione dei casi limite.

Vetture come ID.Buzz e Audi Q8 sono già coinvolte nella sperimentazione, con test car entro la fine del 2025.

In questo modo, Bosch e CARIAD puntano a mettere a disposizione degli OEM una versione pronta per la produzione dello stack software già da metà 2026.

Volkswagen integrerà questi moduli nella sua architettura per veicoli “software-defined”. L’approccio open-supply è studiato anche per altri costruttori, in ottica di diffusione globale della guida automatizzata.

Quando l’algoritmo diventa empatico

Con questa evoluzione, la guida assistita smette di essere un insieme di algoritmi freddi.

Diventa un partner empatico, capace di leggere la strada come farebbe un essere umano, vedendo, comprendendo e anticipando ogni svolta.

L’automotive, così, non è più solo tecnologia: è una nuova realtà che ci prende il volante dalle mani, guidandoci verso nuovi orizzonti di libertà e sicurezza.