BMW M2: non chiamatela baby M

BMW M2

BMW M2: non chiamatela baby M – Appariscente, estrema, veloce, facile e dannatamente divertente. Ecco le sensazioni che ci ha regalato la nuova BMW M2 sul bellissimo circuito dell’Hungaroring.

Quando hai a che fare con mostri sacri del passato come la BMW 2002 Turbo del 1973 o la BMW Serie 1M Coupé del 2011 la sfida si fa davvero tosta. Se poi consideri che la neonata creatura non è stata partorita dal reparto M del Motorsport capisci ancora di più quanto BMW abbia fatto davvero un ottimo lavoro progettando la nuova M2.

Estetica esplosiva

BMW M2

Fin dal primo sguardo la BMW Serie 2 vitaminizzata trasuda sportività e carattere dai tutti i pori. Nata sulla base della BMW 235i M e ispiratasi alla estrema e arrogante BMW Serie 1M, la nuova M2 esibisce un aspetto possente e muscoloso, fatto di linee tese, generose bombature ed enormi prese d’aria, che regala una inconfondibile presenza su strada. Se doveste trovarvela davanti, infatti, non faticherete di certo a riconoscerla. La grembiulatura frontale bassa contornata da generose prese d’aria, le muscolose fiancate con i passaruota bombati, i cerchi in lega di alluminio da 19 pollici a raggi sdoppiati e l’estrattore d’aria posteriore corredato di doppi terminali di scarico, ben la differenziano da qualsiasi BMW Serie 2 Coupé non brandizzata dal badge M.

Interiormente anonima

BMW M2

Discorso ben diverso, invece, per gli interni dove si ritrova il tipico ambiente interno già visto sulle altre BWM Serie 2 e su tutte le vetture dell’ultima generazione del Marchio tedesco. Un ambiente semplice, sportivo e ben curato fatto di materiali pregevoli, ottime plastiche e pellame di buona qualità. Purtroppo, però, ci si accorge di essere a bordo della Coupé pepata solo grazie agli innumerevoli badge M sparsi qua e la, alle rifiniture in fibra di carbonio a vista e all’Alcantara che ricopre la consolle ed i pannelli porta. Mentre, la leva del cambio, i sedili avvolgenti in pelle e lo sterzo sportivi, seppur specifici di questo allestimento, possono facilmente essere selezionati anche sulle BMW Serie 2 più comuni.

Buon sangue non mente

BMW M2

Ma è sotto pelle che la nuova BMW M2 nasconde veramente qualcosa di speciale. A spingere, infatti, la Coupé sportiva bavarese è il 3.0 litri 6 cilindri in linea TwinPower Turbo con turbina Twin Scroll ripreso dalla BMW 235i M che in questo caso, grazie a una diversa aspirazione e a un diverso scarico, a un intercooler più grande e a pistoni differenti, riesce ad erogare la bellezza di 370 CV a 6.500 giri e ben 465 Nm tra i 1.400 ed i 5.560 giri che diventano addirittura 500 Nm grazie all’overboost di alcuni secondi. Grazie a questi valori di rilievo la baby M brucia lo 0 – 100 km/h in soli 4,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 270 km/h. Se ciò non vi dovesse bastare sappiate che alcuni elementi sono stati ripresi addirittura dalla sorella maggiore BMW M4 in modo da rendere la M2 ancora più esclusiva e performante. Tra questi possiamo citare le sospensioni sportive anteriori e posteriori in alluminio, il cambio automatico a doppia frizione da 7 rapporti (M DKG), il differenziale autobloccante lamellare sportivo a controllo elettronico, l’impianto frenante composito ad alte prestazioni, lo sterzo Servotronic ad assistenza variabile e il selettore di guida dinamica M. Il tutto dislocato all’interno di una sportiva dal baricentro basso, con una buona ripartizione dei pesi e con una carreggiata anteriore allargata di 6 centimetri e posteriore di 4,5 centimetri rispetto alla gemella meno sportiva. Sportiva che, per tenere a bada valori così alti di potenza e coppia, fa affidamento su freni a disco anteriori (alluminio + acciaio) da 380 millimetri morsi da pinze a 4 pistoncini, posteriori (alluminio + acciaio) da 360 millimetri morsi da pinze a 2 pistoncini e su ottimi pneumatici Michelin Pilot Super Sport (245/35-ZR19 ant. e 265/35-ZR19 post.).

Che giocattolo divertente!

BMW M2

Una vera BMW M da 370 CV e 500 Nm e un famoso circuito di F1 dislocato in Ungheria, l’Hungaroring per intenderci. Cosa si potrebbe chiedere di meglio? Nulla! Quindi, senza perdere altro tempo, saliamo a bordo della nostra BMW M2 e ci prepariamo a strapazzarla per bene lungo il guidato circuito di Budapest fatto di continui cambi di direzione e di qualche saliscendi. Mettiamo il cambio in M, scegliamo il profilo di guida Sport+ e siamo pronti a partire. (In questa modalità i controlli ci lasceranno quel tanto di libertà che basta a farci divertire vigilando al tempo stesso su di noi). Il motore, seppur meno potente di quello montato sulla M4, spinge davvero forte fin dai regimi più bassi. Di coppia ce n’è in abbondanza e l’erogazione è risultata corposa e lineare fino quasi la zona rossa fissata a 7.500 giri. Dai quattro scarichi posteriori si ode una sinfonia veramente celestiale. Il 6 cilindri avrà pure perso un migliaio di giri e acquistato il turbo ma sa ancora benissimo come rendere felici le orecchie del suo proprietario. Fin dai regimi più bassi, infatti, il potente propulsore emana un suono rauco, profondo e gutturale che diventa via via sempre più acuto a mano a mano che ci si avvicina alla zona rossa del contagiri. Un concentrato di borbottii in accelerazione e di scoppiettii in rilascio. Una sinfonia che, se chiaramente udibile all’esterno della vettura, viene filtrata fin troppo all’interno dell’abitacolo, al punto da costringere gli ingegneri bavaresi a doverla amplificare tramite le casse dell’impianto audio, rendendo il tutto meno magico ed emozionale.

BMW M2

In ingresso curva il grip dell’anteriore è elevato e la BMW M2 si fionda dentro senza indecisione con il posteriore ben propenso ad allargare la traiettoria aiutando la Coupé sportiva a girare più agilmente. In questa situazione basterebbe un colpetto di gas e qualche grado in più di sterzo per esibirsi in una fumosa derapata niente male. In uscita di curva, invece, di trazione se ne ha in abbondanza ed il merito va all’ottimo lavoro svolto dal differenziale autobloccante che gestisce a dovere ogni situazione. Affrontiamo qualche altra curva o cambio di direzione veloce e la BMW M2 ci dimostra tutta la sua bontà progettuale dimostrandosi una vettura a tal punto bilanciata da non far nemmeno sentire i suoi 1.556 kg di peso. Lo sterzo, diretto e preciso, è poco filtrato e ci consente di capire sempre dove stiamo andando a mettere le ruote. I freni, seppur non carboceramici, mordono davvero forte e sembrano non stancarsi mai. Anche dopo innumerevoli staccate al limite si sono sempre dimostrati pronti ed esenti dal fenomeno del fading. Il cambio, fulmineo e preciso, in modalità Sport+ fa percepire nettamente nella schiena ogni cambiata e consente in modalità manuale di gestire totalmente a nostro piacimento le cambiate consentendoci di mantenere la marcia anche a limitatore, cosa che non avviene su tutti i cambi automatici di altre vetture sportive.

Degna erede

BMW M2

La nuova BMW M2 ci è sembrata una vettura facile da guidare e divertente ma mai estrema. Proprio per questo ci sentiamo di poter affermare che potrebbe facilmente essere usata anche nella vita di tutti i giorni. Per potersi però portare a casa un gioiellino come questo serviranno ben 62.400 euro. Una cifra certo importante ma comunque giustificata da una vettura che saprà disegnarvi il sorriso in faccia ogni volta che vi verrà voglia di mettervi alla sua guida.