BMW Innovation Day 2016

Non manderemo l’automobile da sola a prendere la nostra fidanzata sotto casa, ma poco ci manca… pontiac-firebird-kitt-supercar-abitacoloAll’apertura dell’Innovation Day 2016 il filmato che ha proposto una serie di tecnologie applicate alla comunicazione tra vettura, guidatore e il mondo che li circonda disponibili in un futuro prossimo, ci ha fatto però riflettere. L’automobile diverrà sempre più parte della nostra vita, mettendosi al nostro servizio non solo per portarci a destinazione ma per farlo consentendoci di dialogare a 360° col mondo esterno. Un mega smartphone che, anzichè starci in tasca, ci contiene al suo interno. Un futuro che sta arrivando e a cui BMW si prepara non solo proponendo alta tecnologia applicata, ma anche adeguando la rete a un nuovo modo di ‘vendere’ automobili: “Le vetture del Gruppo sono pronte per il futuro”, ha infatti detto Axel Volker Juhre, neo A.D. di BMW Italia nel corso della presentazione dell’Innovation Day 2016 ospitato presso il centro formazione BMW di San Donato Milanese. “Nel BMW Group Training Centre stiamo investendo fortemente nella formazione, perché anche i nostri dipendenti e la nostra rete di Concessionari siano pronti alle sfide che ci prospetta la mobilità di domani”. In effetti a San Donato, nei 10 anni di attività festeggiati proprio quest’anno, sono passati 66.500 tra tecnici e commerciali della rete BMW e si sono tenute 4.200 sessione di formazione. 001LE’ dunque logico aspettarsi che le nuove tecnologie di comunicazione abbiano il posto che le compete nel futuro dell’attività formativa. Lo ha ribadito Ivan Pegoraro, responsabile dello sviluppo della rete BMW, dicendo che le nuove tecnologie devono essere rese facilmente fruibili dall’utente, che spesso non ha la preparazione o addirittura la ‘forma mentis’ per avvicinarsi nel modo corretto ciò che gli viene offerto.

Un'immagine della presentazione delle nuove figure professionali previste nella rete BMW
Un’immagine della presentazione delle nuove figure professionali previste nella rete BMW

Per questo BMW ha istituito, nell’ambito della rete di vendita e assistenza, la figura del Product Genius, persone di formazione spiccatamente tecnica ma con grande capacità di divulgare, in grado di trasmettere in modo accessibile al cliente le nuove tecnologie. In Italia sono già operativi 80 Product Genius e altri 30 sono in fase di reclutamento. A supporto di questa fase e anche della successiva, quella di vendita, c’è poi la Virtual Showroom che, utilizzando anche strumenti innovativi come i visori di realtà virtuale, consente di far vivere in modo più coinvolgente gli interni della vettura che si sta acquistando e tutte le funzionalità dell’infotainment. E’ poi dimostrato che il cliente, superata la prima fase emotiva di approccio alla nuova vettura, ha bisogno di acquisire maggior confidenza con la dotazione della vettura. In questo caso il Product Genius è la persona che non solo è disponibile a chiarimenti successivi, ma che in autonomia può allestire dei corsi di ‘ripasso’ per classi omogenee di clienti. Un modo per fidelizzare le persone e che si è dimostrato valido anche dal punto di vista commerciale, dove la conoscenza di ciò che si sta acquistando porta a includerlo nel ‘pacchetto’ piuttosto che a rifiutarlo magari per puro timore di non saperlo utilizzare…

Il BMW Training Centre di San Donato Milanese
Il BMW Training Centre di San Donato Milanese

BMW Connected
Dal 1 luglio 2016 tutte le BMW sono dotate del BMW ConnectDrive base, ovvero una SIM integrata che consente l’utilizzo dell’hardware di assistenza alla guida e il software col quale poter gestire i servizi digitali base e le app acquistabili al momento dell’ordine oppure successivamente. Utilizzando una piattaforma denominata Open Mobility Cloud, BMW opera ora non più in stand-alone ma connette il veicolo col mondo digitale attraverso gli smartphone e gli smartwatch, già da ora con Apple e presto (ottobre 2016) anche con Android.

Questo apre ovviamente la porta all’utilizzo di tante app di abituale uso sullo smartphone e che in un primo tempo saranno focalizzate sulla gestione del viaggio e degli appuntamenti collegati a uno spostamento. Le funzioni base fornite di serie con BMW ConnectDrive sono il tasto SOS per la chiamata in automatico o in manuale in caso di emergenza, le informazioni circa la manutenzione programmata della vettura, gli aggiornamenti automatici dei software installati (come ad esempio le mappe del navigatore) e l’online store che consente di ampliare le funzionalità con l’acquisto di app. L’interattività col proprio smartphone è totale. Solo per fare qualche esempio è possibile aprire e chiudere la vettura, verificare lo stato della manutenzione, avviare il climatizzatore in remoto e connettere la propria agenda col sistema di navigazione per associare in automatico il percorso e la durata presunta del trasferimento in base alle condizioni del traffico, in modo da poter programmare la partenza. In due parole quello che è definito il Journey Management. Ovviamente le soluzioni sono infinite e la già citata figura del Product Genius è quella preposta ad illustrarle tutte al cliente.

La macchina parlante (foto 08)
BMW Connected è integrata con Alexa in USA, UK e Germania. Un annuncio che apre nuove frontiere al dialogo vocale tra guidatore e vettura. 008LIl supporto fornito dall’azienda di Amazon, già presente negli USA sulle vetture di alta gamma di Hyundai, consiste nell’attivazione vocale di determinate funzioni, come la verifica dello stato delle batterie (nel caso di una vettura elettrica) o il livello benzina, oppure comandare l’attivazione, in remoto, delle serrature. Inoltre tutte le informazioni relative ad appuntamenti, orari di partenza e arrivo e percorsi potranno essere gestita a voce, in dialoghi personalizzati di botta e risposta.

Uniti per il futuro
E’ di recentissima comunicazione l’accordo tra AUDI AG, BMW Group, Daimler AG, Ericsson, Huawei, Intel, Nokia a Qualcomm Inc, per sviluppare, testare e promuovere nuove soluzioni per la connettività mobile. Denominata ‘5G Automotive Association’ questa collaborazione si propone per attuare delle linee comuni di sviluppo se non di standardizzazione delle future proposte in questo settore, in particolare sul tema della guida autonoma. Il 5GAA è aperta anche ad altre collaborazioni e già qualche azienda ha espresso l’intenzione di farne parte. Questo è senza dubbio un bene sia per aumentare le competenze sia per unificare le regole, certificare e approvare i processi, indirizzare i costruttori verso le nuove tecnologie e trovare nuove opportunità. Tutti elementi fondamentali per sviluppare e soprattutto rendere fruibili   queste tecnologie.

Guida autonoma. Dove siamo?
Durante l’Innovation Day 2016 ci è stato possibile provare su strada due livelli di guida assistita o semiautonoma installate sulle vetture top di gamma (Serie 7) e sulla nuova serie 3 GT. Sistemi che partono dallo stesso principio (sostanzialmente Cruise Control Attivo, Lane Departure Warning) interpretandolo poi con diversi livelli di sofisticazione e intervento. Sulla Serie 7 le funzioni sono combinate per assicurare, su percorso autostradale e traffico regolare, una guida praticamente autonoma, pur con l’obbligo delle mani sul volante (o meglio almeno una mano che esercita una leggera pressione sul volante).

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La direzionalità è garantita dai sensori che rilevano la segnaletica orizzontale e generano gli input di correzione allo sterzo elettrico. Lo stesso vale per il Cruise Control, che impostata velocità di crociera e distanza dal veicolo che precede, adatta in continuo la velocità in funzione delle condizioni di traffico. La telecamera di bordo rileva poi i limiti di velocità, segnalando sul display ogni variazione che il guidatore deve accettare con un comando: questo per rendere consapevole chi guida della necessità di un rallentamento o della possibilità di accelerare. Quando il dispositivo è attivato il cambio corsia forzato dal guidatore si presenta come manovra ‘non prevista’. Per questo il sistema si oppone in modo piuttosto deciso (ma ovviamente gestibile) indurendo la sterzata e richiedendo quindi una forte intenzionalità per effettuare la manovra. L’azionamento preventivo della freccia smorza l’opposizione e indica al sistema che l’azione è autorizzata e consapevole. Le informazioni possono essere proiettate sul parabrezza con l’Head-Up-Display (optional) che nell’ultima versione ha maggior superficie e miglior risoluzione. Abbiamo anche visto in azione il BMW Park Assistance implementato della funzione che consente alla vettura di entrare e uscire dai parcheggi trasversali e dal garage senza guidatore a bordo. Unici limiti il posizionamento, entro un angolo massimo di 10° rispetto all’asse dell’area di parcheggio selezionata, e la distanza percorribile, che deve essere non superiore a 1,5 volte la lunghezza della vettura.

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Guida totalmente autonoma. Quando?
BMW Group, Intel e Mobileye si sono uniti per dare una risposta reale a questa domanda. Le tre aziende leader nel settori automotive, computer e software ritengono che dal 2021 la guida autonoma sarà una realtà e potrà essere parte della produzione di serie. I modelli BMW iNEXT saranno la base sulla quale si svilupperanno le flotte di veicoli autonomi non solo per utilizzo autostradale ma anche urbano, nell’ottica delle soluzioni di guida condivisa da più utenti. In futuro il guidatore non solo potrà togliere le mani dal volante, ma si spingerà oltre, distraendo lo sguardo (livello 3) e poi anche il pensiero (livello 4) dalla guida. L’ultimo stadio (livello 5) è poi quello di veicolo in grado di muoversi senza guidatore a bordo. Il 1 luglio 2016 le tre aziende hanno siglato un protocollo nel quale si impegnano a sviluppare una piattaforma congiunta che consenta di arrivare fino al livello 5 di guida autonoma. Il primo risultato della collaborazione sarà la presentazione di un prototipo con ‘guida altamente automatizzata (HAD).

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BMW si dimostra ancora una volta all’avanguardia e altre Case stanno seguendo il suo esempio. Ciò che abbiamo visto è senza dubbio entusiasmante e, come detto in apertura, solo qualche decennio fa era fantascienza. Ma se tanto è già stato fatto sul veicolo, il processo sarà ancora lungo e non privo di difficoltà: infrastrutture lacunose, leggi da modificare e adattare alle nuove tecnologia, costi e, cosa forse più importante, l’impreparazione di buona parte dell’utenza richiederanno nei prossimi anni un duro lavoro non soltanto da parte dei tecnici, la cui fantasia e capacità tecnica è davvero senza limiti, ma da parte di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della mobilità. Ne vedremo delle belle! (F.Daudo)