Ancora prototipi con materiali green

auto con materiali green

Ancora prototipi con materiali green. Accade sempre così: quando si affronta un argomento nuovo, si scopre subito dopo che erano in molti ad interessarsene. Ma non è il caso di scomodare il “principio di nessi acausali” di Carl Gustav Jung…

prototipi con materiali green
La splendida Hispano-Suiza H6, detta Tulipwood, del 1924, con carrozzeria in tulipifero della Virginia (impropriamente detto “tulipano”), ispiratrice di svariati designers dei giorni nostri.

Su AutoTecnica N. 413 (marzo), a pag. 116, avevamo già parlato di automobili costruite in legno o materiali insoliti e ci eravamo soffermati su alcuni esempi, più recenti e glamour, trascurando che c’erano state altre interessanti sperimentazioni nel recente passato, mentre altre sono apparse dopo la pubblicazione del nostro articolo e, in particolare, una concept, la Toyota Setsuna, è stata presentata al Milano Design 2016 che si è tenuto dal 12 al 17 aprile. (nella foto di apertura la Lexus Origami Car, completata nell’ottobre 2015, è una fedele riproduzione della Lexus IS300h, nella quale tutto ciò che non è meccanica è realizzato con fogli di cartone ondulato).

Ford concept MAcon
La Ford, nel 2002, propose questa concept monoposto, la MA, che era un progetto di “auto minima” con elementi in bambù.

La Setsuna (il nome significa momento) è un progetto realizzato dallo staff dell’ing. Kenji Tsuji. Si tratta di una spider elettrica che dimostra una certa discendenza dalla Camatte presentata nel 2012 (in quel caso si trattava di un’auto componibile) che, chiaramente, non prelude ad alcuna realizzazione futura di serie ma vuole sottolineare l’importanza di materiali “senza tempo”, con una potenziale durata di un secolo. Qualcosa di simile si era già visto nel 2002, quando la Ford aveva presentato la concept MA, anche in questo caso una spider costruita con ricorso a materiali non convenzionali come il bambù.

prototipi com materiali green
La concept Toyota Camatte 57 del 2014 era un’auto con elementi modulari; i suoi materiali erano convenzionali ma il design anticipava quello della recentissima Setsuna.

Che dire di questa Setsuna? Il messaggio che trasmette è quello della durata nel tempo delle varie essenze di legno ed il loro differente invecchiamento con conseguente variazione dell’aspetto esterno, soprattutto del colore. In quest’auto il metallo è ridotto al minimo e la carrozzeria è costruita soprattutto in cedro, con parte del telaio in betulla, pavimento in zelkova e sedili in ricino; tutte queste qualità di legno sono state scelte tra le varietà che crescono in Giappone. Un’altra caratteristica è la riduzione del numero di viti, ricorrendo alle tecniche costruttive Okuriari e Kusabi, basate su incastri. È chiaro che, per un’auto del genere, non ha molto senso parlare di prestazioni e dati tecnici ma il costruttore ci ha fornito quelli dimensionali: lunghezza 3,03 m, larghezza 1,48 m e altezza 0,97 m.

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La Toyota Setsuna, concept costruita praticamente tutta con legni pregiati giapponesi (ovviamente eccetto le parti meccaniche), presentata alla settimana del design di Milano in aprile.

UNA BMW DI TESSUTO…
Ma, se vogliamo parlare di auto realizzate con materiali “poveri” ed inconsueti, non possiamo dimentica la BMW Gina, una concept del 2008 con carrozzeria in tessuto. Il design di base era quello della spider Z4 ed il centro stile della casa bavarese con la Gina (da Geometry and function In ‘N’ Adaptions, geometria e funzioni con infiniti adattamenti), definita anche Light Visionary Model (modello leggero futuristico), aveva puntato soprattutto alla provocazione. La sua caratteristica principale era la carrozzeria realizzata con uno speciale tessuto elasticizzato, rivestito da uno strato idrorepellente e resistente alle variazioni climatiche. Il progetto prevedeva anche una capacità di “morphing”, mediante servomotori, in grado di modificare la forma esterna della carrozzeria in base alle esigenze aerodinamiche. Anche in questo caso si trattava soprattutto di un esercizio di stile che si dice abbia richiesto ai suoi realizzatori diversi anni di lavoro.

prototipi con materiali green
Le sue linee sono ispirate alla Z4 ma la BMW Gina, concept del 2008, aveva carrozzeria esclusivamente di tessuto.

…E UNA LEXUS DI CARTONE
Ma la Toyota, con il suo marchio Lexus, si è spinta ancora più in là nella provocazione e nello sfruttamento di materiali poveri, arrivando a realizzare una concept che è una Lexus IS costruita in gran parte di cartone nell’autunno del 2015 e soprannominata Origami Car.

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L’interno della Origami Car, costruita da due piccole aziende inglesi specializzate nel taglio di materiali mediante laser e costruzione di modelli e simulacri.

Si tratta di una fedele riproduzione della Lexus IS300 realizzata, ovviamente, per motivi pubblicitari ma anche per celebrare la capacità dei “takumi” (artigiani) giapponesi. Il lavoro è stato portato a termine impiegando circa 1.700 fogli di cartone ondulato, dello spessore di un centimetro, tagliati mediante laser. La Lexus ha fornito un modello 3D che due ditte specializzate inglesi, LaserCut Works e Scales and Models, hanno suddiviso in varie parti per riprodurle separatamente e poi montarle insieme. Il lavoro di costruzione e montaggio sul pianale con la meccanica della IS300h ibrida ha richiesto tre mesi.

Nei filmati distribuiti dalla Lexus l’auto si vede in movimento in una stradina inglese ma è chiaro che non si tratta di un’auto “street legal” (omologata) e, anche in questo caso, non vi è motivo per parlare di prestazioni.

UNA PONTIAC FIERO DI BETULLA
Il 28 aprile Bill Price, agente della Nebraska State Patrol, in servizio sulla Highway 281 in prossimità con il confine del South Dakota, fermava un’auto che non aveva mai visto, con la carrozzeria in legno. L’auto risultava regolarmente omologata e lo State Trooper non ha avuto motivo di elevare alcuna contravvenzione ma fotogrammi delle riprese della telecamera dell’auto di servizio hanno fatto in pochi giorno il giro del web.

prototipo con materiali green
La sorella di Ken Ryan, grande appassionato di automobili, che negli Stati Uniti ha costruito la Ryan Travit, cioè una carrozzeria di betulla montata su una Pontiac Fiero del 1985.

L’auto è stata costruita da Ken Ryan, che l’ha chiamata Travit: si tratta di una carrozzeria integralmente in legno di betulla del Baltico su un pianale di cedro bianco atlantico applicata alla meccanica di una Pontiac Fiero del 1985, con il suo motore Northstar V8 da 4,6 litri. Per praticità costruttiva il muso è stato realizzato in resina epossidica su un telaio di legno ma ciò che stupisce di più è che l’auto sia stata omologata e perciò è targata e può percorrere liberamente le strade americane.

Prototipi con materiali green

Ryan, ovviamente grande appassionato di automobili, ha affermato che l’idea della Travit gli era venuta vedendo una splendida Hispano-Suiza H6 (Tulipwood) del 1924: certo, la Fiero del 1985 non è proprio la stessa cosa ma apprezziamo la buona volontà.