Alfa-Romeo Giulia: la rinascita del biscione

Alfa-Romeo rinasce; e lo fa con un modello che si erge a portabandiera del nuovo slogan della casa: “la meccanica delle emozioni”.

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Alfa-Romeo Giulia

Tanti, troppi anni sono passati, da quando Alfa-Romeo, storico marchio del biscione che affonda le sue origini nella provincia di Milano, ha lanciato sul mercato l’ultima vettura caratterizzata da un’architettura con trazione motrice sulle ruote posteriori: per la precisione, correva il 1985, quando la 75 veniva offerta al pubblico, con il suo famoso schema transaxle, prevedente il cambio sistemato in prossimità dell’assale posteriore con un lungo albero di trasmissione per ottimizzare la distribuzione dei pesi ed esaltare il piacere di guida da parte del conducente.

L’attesa è giunta alla fine dei suoi giorni: con la nuova Giulia, gli appassionati possono tirare un sospiro di sollievo e gridare al miracolo, grazie al pacchetto di soluzioni tecniche e tecnologiche che porta con sé, mirate quasi tutte al divertimento di guida e alle elevate prestazioni.

 

UNA MANO ITALIANA

Alfa-Romeo Giulia

La prima cosa che risulta immediatamente evidente osservando la nuova Alfa-Romeo Giulia è il design tipicamente italiano, che, grazie al suo frontale scanalato dominato dallo scudetto storico, trasmette immediatamente il senso di sportività ed aggressività che riflette quanto nascosto al di sotto del cofano motore della potente automobile del Bel Paese. La quattro porte è stata progettata con sbalzi molto ridotti, un lungo cofano e lunghi parafanghi anteriori, a cui fa seguito un abitacolo arretrato ed una parte posteriore visibilmente muscolosa: il risultato di quanto enunciato è un passo abbondante, capace di creare un profilo che si ricollega ai fasti storici delle Alfa-Romeo del passato, tra cui la plurinominata “Giulietta Sprint”.

Lo stile sportivo e dinamico mostra la sua presenza in maniera prorompente soprattutto all’interno, dove tutto è pulito ed essenziale, oltre che incentrato verso il conducente del mezzo. Il raggruppamento di buona parte dei comandi è stato eseguito sul volante, di disegno piccolo: tra i suddetti ricordiamo il pulsante di avviamento, rosso, di chiara derivazione sportiva, posto nella posizione inferiore che permette di dare vita al potente sei cilindri che riposa dinanzi al posto di guida. La plancia è stata disegnata come lievemente ondulata, con la strumentazione orientata verso il guidatore, così come già visto nei precedenti della casa di Arese; tra i materiali che il cliente può scegliere vi sono fibra di carbonio, legni, tessuti, pellami e molto altro, allo scopo di rendere l’abitacolo un ambiente veramente personalizzato ed elevare il prestigio dell’automezzo.

 

TUONI A CIEL SERENO

Alfa-Romeo Giulia

Elemento chiave della storia della casa automobilistica lombarda è da sempre il propulsore delle proprie vetture, contraddistinto da soluzioni all’avanguardia, reattività ai comandi ed erogazione della potenza emozionante: per la versione Quadrifoglio della nuova Alfa-Romeo Giulia, gli ingegneri del biscione hanno deciso di realizzare un motore unico, che diventa il vero punto di riferimento e fiore all’occhiello del marchio. Il pezzo forte della collezione è rappresentato da questa unità esacilindrica “a V” dalla potenza massima di 510 cavalli: sovralimentato con due turbocompressori prodotti da IHI, capace di spingere la vettura a 100 chilometri orari in meno di quattro secondi da fermo e capace di disattivare selettivamente i cilindri per risparmiare carburante, si riconosce immediatamente per la sua sonorità profonda, penetrante e sensazionale, capace di smuovere gli animi di ogni appassionato di automobili sportive. Tecnicamente parlando, questo motore, come quelli che andranno ad equipaggiare le versioni tradizionali, è stato realizzato interamente in alluminio, riducendo così ulteriormente la massa complessiva della vettura, con particolare riguardo a quelle che gravano sull’assale anteriore.

 

PROVA COSTUME SUPERATA!

Alfa-Romeo Giulia

La gestione delle masse e dei materiali in fase di progettazione ha consentito di creare una vettura capace intanto di contenere i chilogrammi a valori più consoni a vetture di alte prestazioni; e, in seconda analisi, di raggiungere una distribuzione dei pesi perfetta per un veicolo sportivo, conquistando l’ambito obiettivo del 50:50, tratto distintivo e decisivo per il piacere di guida di cui Alfa-Romeo si fregia sin dalle proprie origini. Quanto sopra descritto è stato ottenuto lavorando sul layout del corpo e collocando in una posizione più arretrata possibile tutti gli elementi più pesanti: anche l’abitacolo, infatti, “poggia” più sulla porzione posteriore che su quella anteriore, contribuendo al bilanciamento ed alla motricità.

 

SCHELETRO ROBUSTO

Alfa-Romeo Giulia

Sotto alla pelle della neonata berlina si trova una serie di soluzioni all’avanguardia per quanto concerne gli organi di sterzo e sospensivi: in particolare, all’asse posteriore si mette in posa una soluzione multilink (denominata “AlfaLink”) capace di coniugare al meglio prestazioni, piacere di guida, comfort, stabilità e tenuta di strada. L’avantreno, invece, beneficia di una nuova sospensione a doppio braccio oscillante con asse di sterzo semi-virtuale capace di filtrare al meglio e di impostare la direzione in maniera rapida e precisa: quanto qui sopra messo in luce è una esclusiva Alfa-Romeo, studiata per mantenere l’appoggio durante la curva e garantire elevate accelerazioni laterali, grazie all’impronta al suolo notevole e stabile.

Il disegno complessivo prodotto dal team di studio a capo della progettazione della nuova Alfa-Romeo Giulia è riuscito nel tentativo di rendere giustifica all’ingegneria, portando chassis e sospensioni al massimo delle loro possibilità e riservando all’elettronica un ruolo marginale, consentendole di intervenire soltanto per salvare il conducente da situazioni di rischio elevato o per esaltare ed enfatizzare l’esperienza di guida, senza filtrarla o renderla artefatta. Alcune tra le soluzioni presenti a bordo dimostrano in pieno la teoria appena enunciata: prima tra tutte, il “Torque Vectoring”, che, grazie ad un sistema a doppia frizione, consente al differenziale posteriore di controllare separatamente la coppia motrice per ciascuna delle due ruote. Sulla nuova berlina, inoltre, fa il suo debutto il sistema IBS (“Integrated Brake System”), che combina il controllo di stabilità, l’antibloccaggio ed il servofreno all’interno di un unico sistema elettromeccanico, capace di ridurre i tempi di arresto. Vera punta di diamante degli studi tecnici effettuati sulla Giulia, tuttavia, è l’Active Aero Splitter, il piccolo spoiler frontale che gestisce in maniera dinamica la deportanza assicurando maggiori prestazioni ed aderenza a tutte le andature.

 

COORDINAZIONE BEN ORCHESTRATA

Alfa-Romeo Giulia

Tutto quanto di cui si è discusso in precedenza viene regolato e tenuto sotto controllo dai vigili sensori del sistema Chassis Domain Control, capace di ottimizzare le prestazioni ed il piacere di guida, integrandole con il sistema “Alfa DNA” che si comanda da un rinnovato selettore posizionato sul tunnel centrale: grazie alle tre modalità (Dynamic, Neutral ed AdvancedEfficient), infatti, è possibile modificare il comportamento dinamico del veicolo sulla base di una serie di parametri preimpostati. Inoltre, per la prima volta, viene introdotta la nuova modalità “Racing”, capace di elevare la soglia di risposta dei sistemi di controllo, enfatizzare la reattività del propulsore ed esaltare la cattiveria del mezzo in toto, rendendo l’esperienza di guida emozionante sotto ogni luce.

 

UN VOLTO NUOVO

Alfa-Romeo Giulia

Con il lancio della nuova Alfa-Romeo Giulia, si va a segnare a tutti gli effetti il rilancio e la rinascita di un nome che per troppo tempo ha vissuto nell’ombra di prodotti che, per quanto validi, male interpretavano lo spirito e l’animo sportivo di una casa automobilistica che ha costruito la sua storia sulla base di successi nelle competizioni e di emozioni di guida derivanti da una dinamica accattivante ed agile. Un passo importante nel rinnovamento è rappresentato anche dal debutto del nuovo logo del brand del biscione, che si semplifica, pur rimanendo fedele alla sua tradizione secolare. Lo studio di design “Robilant Associati” di Milano si è reso responsabile dell’immagine coordinata della casa automobilistica; e, nel complesso, il lavoro è meritevole di lode, dal momento che l’emblema è stato oggetto di modernizzazione senza essere toccato nella forma e nei segni distintivi che ne hanno un simbolo iconico a livello globale.