Addio ad Andrea de Adamich, pilota, giornalista e maestro di guida

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de Adamich sulla Alfa Romeo 2000 GTAm alla 4 Ore Turismo di Monza del 1972 - foto © Wikipedia

È scomparso all’eta di 84 anni una figura di spicco nel mondo dell’automobilismo italiano.

Triestino di nascita, milanese di adozione, parmense per scelta – viveva da anni a Varano de’ Melegari – Andrea de Adamich è stato un personaggio poliedrico, profondamente innamorato dell’automobile e delle corse.

È stato pilota, con un palmares di tutto rispetto, per poi diventare giornalista e lavorare per tanti anni a Mediaset, conduttore di trasmissioni che hanno fatto la storia come per esempio Grand Prix.

È stato anche commentatore e telecronista, misurato e competente – da pilota qual era – ma anche amante della polemica, purché intelligente e informata.

Infine, come imprenditore, aveva fondato – proprio a Varano – un centro di guida sicura, nel quale lavora anche il figlio Gordon.

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Il pilota triestino al Nürburgring nel 1974 sull’Alfa Romeo 33 TT 12 – foto © Wikipedia

La sua è stata forse la prima grande scuola di pilotaggio, quasi un laboratorio, animata da lui stesso e da tanti piloti o ex piloti di vaglia, amanti della pista o dei rally.

Una carriera vissuta all’attacco

Aveva collaborato con grandi marchi sportivi, a cominciare dalla Ferrari.

De Adamich diventò campione di Formula 3 nel 1965, a 24 anni. L’anno successivo con l’Alfa Romeo bruciò le tappe diventando Campione Europeo Turismo nel 1966 per ipeteresi nel 1967.

In Formula 1 approdò nel 1968, dove nel corso di sei stagione corse con Ferrari, McLaren, March, Surtees e Brabham.

La sua carriera da pilota terminò alla Race of Champion nel 1973: un testacoda di Jody Scheckter alla partenza causò un incidente che coinvolse 10 monoposto.

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de Adamich sulla March-Alfa Romeo durante le prove del GP di Germania nel 1971 – foto © Wikipedia

De Adamich restò incastrato per circa un’ora nella sua Brabham, fratturandosi entrambe le gambe, restando sempre lucido e guidando egli stesso i soccorritori.

Dalle corse al microfono

Ripresosi correrà ancora con le vetture Sport, costellando la sua carriera di successi nella stagione delle favolose Alfa 33.

I suoi migliori risultati a livello internazionale nelle gare di durata – prima dell’incidente del 1973 – furono la vittoria nella 200 miglia di Buenos Aires del 1970 (fuori campionato), nella 1000 km di Brand Hatch e nella 6 Ore di Watkins Glen nel 1971.

Dopo il ritiro, la svolta verso le nuove sfide professionali. Da qualche anno un declino fisico, sebbene amasse continuare a girare per i paddock di Varano, dove custodiva anche una collezione di auto dal grande fascino e dal grande passato.

Geronimo La Russa, presidente eletto di Aci Italia e presidente di Aci Milano lo ricorda così: “De Adamich è stato campione di professionalità e modello di sobrietà di un giornalismo puntuale e mai sopra le righe”.