A Mirafiori la nuova 500 ibrida riaccende la sfida dell’auto italiana

Mirafiori
Mirafiori riparte con la Fiat 500 ibrida: Elkann, Filosa e Urso rilanciano l’auto italiana - foto © Stellantis

A Mirafiori l’aria sembra essere cambiata.

Non è solo la presentazione di un nuovo modello, ma l’idea che un intero stabilimento (e con esso un pezzo d’Italia) stia provando a ripartire davvero.

La nuova Fiat 500 ibrida – affermano in Fiat – nasce come risposta concreta a un mercato che chiede pragmatismo più che rivoluzione.

La nuova Fiat 500 ibrida prodotta a Mirafiori è stata accolta come un segnale atteso, quasi necessario, in un anno in cui il mercato ha raccontato più ombre che luci.

Tra il forte calo delle vendite di Fiat nel 2025 e il mercato comlessivo che fa meglio ma non tanto, crescendo il minimo sindacale, la svolta sembra arrivare proprio dal luogo dove l’auto italiana ha iniziato la sua storia di successo.

Quel luogo che negli ultimi anni era diventato metafora della crisi, ora Stellantis vuole riportarlo al centro della scena.

Come ha affermato il CEO del brand Fiat Olivier François, la 500 ibrida è “inclusiva, iconica e italiana, molto più di un aggiornamento di gamma”.

Ed è anche il segnale politico e industriale di un ritorno all’ibrido come tecnologia ponte, dopo aver spinto – forse troppo rapidamente – la 500 elettrica, amatissima a parole, meno dal mercato.
Lo dice chiaramente il presidente John Elkann: “La maggior parte dei nostri clienti ha inviato un messaggio chiaro. Non sono disposti a farsi dire quale auto acquistare. Vogliono riavere la loro libertà di scegliere l’auto più conveniente per loro”.

In questo scenario, la 500 mild hybrid prodotta a Mirafiori diventa la risposta più pragmatica possibile.

Un’auto a partire da circa 17mila euro, progettata per riportare volumi in stabilimento e ridare fiato al segmento A europeo.

Da qui la produzione a pieno regime (su due turni, dal lunedì alle 6 al venerdì alle 22) con l’obiettivo di 100mila unità l’anno. Entro dicembre ne usciranno già 6mila, mille in più del previsto.

Elkann: “Il mercato non è pronto all’elettrico”

Nel suo discorso durante la presentazione dell’auto e del rilancio di Mirafiori, il presidente di Stellantis ha parlato chiaramente

La nostra fiducia nel futuro elettrico – ha affermato – rimane immutata, ma se noi siamo pronti, il mercato certamente non lo è. E per mercato intendo le persone”.
Poi un affondo politico, indirizzato a Bruxelles: “Le regole attuali non sono adeguate allo scopo per cui sono state scritte. Semplicemente non riconoscono la realtà sul campo”.

Elkann chiede un “nuovo e tempestivo quadro normativo” capace di “consentire ai costruttori di produrre e commercializzare le auto che i clienti vogliono comprare”.

La 500 ibrida rappresenta la prova che esiste, spiega il presidente Stellantis, “un altro modo per ridurre le emissioni nel nostro continente, in modo costruttivo e consensuale”.

Mirafiori, nel frattempo, si trasforma.

La palazzina uffici verrà completamente ristrutturata e ospiterà “migliaia di colleghi entro il 2027”, sottolinea Elkann.

È un gesto simbolico, certo, ma anche un chiaro messaggio industriale: Torino non verrà ridimensionata.

Filosa: “L’Italia deve tornare protagonista dell’auto”

Nello stesso contesto, l’amministratore delegato Stellantis Antonio Filosa ha insistito sulla concretezza del piano industriale.

Sono felice di questo incontro – ha detto – per ribadire la nostra determinazione a fare tutto il possibile affinché l’Italia faccia la sua parte nel riportare alla crescita l’industria automobilistica europea”.
E rivendica scelte operative: “Stellantis sta mantenendo i propri impegni con il piano Italia, dando priorità alla competitività e alla sostenibilità”.

Filosa afferma di essere certo del successo di Mirafiori e della 500 ibrida. Ricorda le 400 assunzioni già effettuate, il secondo turno attivo da marzo, il ricambio generazionale avviato anche nel polo ingegneristico.

Soprattutto insiste sul senso industriale del progetto, con l’ibrida come “prodotto di cui l’Europa ha bisogno”, considerando che “150 milioni di auto europee hanno più di dieci anni e quindi sono più inquinanti”.

Una 500 compatta, efficiente, accessibile: la ricetta di Fiat che torna a parlare la lingua del mercato

Urso: “Neutralità tecnologica e niente più ideologia”

Anche il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, ha utilizzato il palco di Mirafiori per lanciare messaggi politici chiari.

Rivendica la battaglia condotta in UE insieme con la Germania per rivedere la normativa sulle CO₂ e abolire il meccanismo delle supermulte.

La Commissione – ha spiegato – ha accettato la nostra richiesta di rivedere il regolamento CO₂ anticipando di quasi due anni il processo. Non servono palliativi, ma riforme radicali”.

E ha aggiunto: “Questa è una tappa cruciale del percorso che abbiamo avviato per primi in Italia, per primi in Europa, nel nostro ministero, per garantire che la transizione dell’automobile non lasci indietro l’Italia e la sua filiera”.

Urso ha chiuso il suo intervento con toni da manifesto industriale: “L’Italia vuole continuare a costruire automobili, innovare ed esportare eccellenza. L’Europa torni a essere una potenza industriale”.

Mirafiori tra memoria e rinascita

L’evento ha avuto il sapore di una celebrazione, ma anche di una promessa.

Mirafiori è ancora lontana dai volumi del passato: quei 300mila veicoli prodotti in Italia nel 2024 sono un dato che pesa.

Ma la 500 ibrida può davvero rappresentare un punto di inversione. Non solo perché rilancia un segmento strategico, ma perché lo fa partendo dalla fabbrica simbolo della Fiat.

A questo proposito Elkann ha ricordato “126 anni di storia”, ed è qui che afferma di voler costruire la sede del futuro, la palazzina aperta e collaborativa del programma grEEn-campus.

La modernità come continuità, non come rottura

E forse il messaggio più potente della giornata di presentazione di un nuovo m odello è propropio questo.

Nel cuore di Mirafiori, dove l’Italia industriale ha iniziato il suo viaggio, si tenta un nuovo equilibrio tra mobilità popolare, sostenibilità e realismo economico.
Un equilibrio fragile, certo, ma necessario.

Perché è vero che le promesse da un palco non “fanno primavera”, ma a volte basta un’auto giusta, nel posto giusto, per far iniziare una stagione nuova.