Dacia Duster: evoluzione della specie

DACIA DUSTER

 

“Abbiamo voluto aumentare in modo considerevole la qualità percepita del nostro prodotto”, ci ha detto David Michel, francese, responsabile prodotto per Dacia Duster, il SUV ‘made in Romania’. “Sostanzialmente la base è rimasta la stessa, ovvero la piattaforma B0, divenuta in questo caso Plus, poiché siamo intervenuti a livello strutturale, con aumenti di spessore lamiera e utilizzo di materiali più performanti  nei punti più sollecitati per aumentare la rigidezza e attenuare la trasmissione delle vibrazioni all’abitacolo, nel quale ora il comfort è sensibilmente migliorato. Progressi anche nell’insonorizzazione, con l’aggiunta di numerosi pannelli fonoassorbenti posizionati nei punti strategici. Nonostante questo il peso complessivo è aumentato di soli 20 chili circa. Ci sono poi alcuni accorgimento per migliorare l’aerodinamica, e quindi la rumorosità indotta, come le chiusure nella zona di incrocio tra il cofano e il parabrezza o all’interno dei passaruote. Tecnicamente, tra le altre innovazioni va ricordato il nuovo servosterzo elettrico con feedback variabile con la velocità e la versione 4×4 che utilizza le sospensioni a ruote indipendenti e la trasmissione già collaudata sulla Nissan Quashqai, con la ripartizione della trazione al 50% sui due assi, e l’Hill Descent Control. Dopo la prova, se vuole, ne riparliamo…”. Una sintesi che ha illustrato perfettamente i contenuti sui quali Dacia punta per mantenere la posizione di rilievo nel panorama europeo e italiano in particolare in questo segmento che negli ultimi 10 anni ha visto una crescita esponenziale delle vendite fino a superare i 340.000 pezzi (64.000 nel 2017).

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Estetica di impatto
Senza stravolgimenti, Laurens Van Den Acker e l suo team sono intervenuti sulle estremità della carrozzeria: il frontale è divenuto più ‘importante’, con l’allargamento dell’interasse dei gruppi ottici e la larghezza della calandra, mentre dietro i gruppi ottici, coi quattro spot rossi a caratterizzarli, sono stati anch’essi alzati per aiutare, insieme alla protezione sottoscocca che si prolunga verso il portellone e, con quella anteriore, dona alla Duster una più spiccata connotazione off-road.

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L’angolo di attacco e di uscita sono rispettivamente 30° e 34° (33° per la 4WD), buoni, come abbiamo verificato, per imboccare e uscire da salite piuttosto ripide. L’altezza da terra di 210 mm e l’angolo di dosso di 21° consentono di procedere fuoristrada con una certa disinvoltura, peraltro senza velleità estreme. Dal punto di vista delle dimensioni generali, rispetto ala Dacia Duster attuale il passo è invariato (2.674 mm) mentre lunghezza e larghezza variano di pochi millimetri. A completamento dell’evoluzione in chiave off-road la linea di cintura rialzata, che come noto contribuisce ad aumentare la robustezza e la percezione di protezione. DACIA DUSTERMeno gradevoli, dal nostro punto di vista, le modanature laterali nere sui parafanghi anteriori, troppo massicce e poco integrate col resto. Completano l’opera i cerchi in lega da 17” (con pneumatici 215/60R17), disponibili in nero coi risalti lucidati (di serie sono da 16”).

Gli interni: più spazio
Ancor più notevoli i passi avanti compiuti negli interni. Innanzitutto il parabrezza è stato inclinato e spostato in avanti di 100 mm dà più ‘respiro a chi sta davanti. Dietro, invece, lo spazio per le gambe dei passeggeri non è elevatissimo, specie se chi guida ama stare comodo… La struttura dei sedili è stata migliorata (20 mm in più di seduta per un maggior supporto alle gambe) così come la qualità della mousse (più densa). C’è la regolazione lombare e chi guida può abbassare un bracciolo, invero un po’ esile.

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La seduta ha l’escursione in altezza aumentata di 20 mm. Anche nella plancia sono intervenuti i designer, con un andamento in pianta vagamente a S che consente di avere la consolle centrale rivolta verso chi guida. Tutto resta comunque all’insegna della sobrietà, senza particolari tocchi d’estro. Un po’ pesanti alla vista le 5 bocche tonde di aerazione e comodi i 3 selettori tondi che gestiscono la climatizzazione. La plastica è opaca e ala tatto comunica solidità. Discreto il volume del cassettino. Il volante, regolabile in altezza e profondità ha una buona impugnatura e comandi per il Cruise e la radio. Il selettore delle funzioni visualizzate è in basso a destra, sotto la leva domando tergi. Anche qui la solidità percepita è buona. Lo spazio disponibile è sfruttato anche dai 30 litri di vani portaoggetti sparsi per l’abitacolo, incluso un cassetto posto sotto il sedile del passeggero. Il vano bagagli contiene 478 litri (467 per la 4X4) che può salire a 1.623 litri. E’ completamente rivestito, ma il fondo è semplicemente ricoperto da un tappeto. La ruota di scorta è esterna (interna per il 4X4 causa l’ingombro del differenziale) e si abbassa agendo su una vite. Una soluzione da tempo in voga sulle vetture francesi.

La meccanica
Come abbiamo accennato, anche nel telaio non ci sono rivoluzioni, ma affinamenti alla piattaforma esistente, con sospensioni indipendenti con ammortizzatori e molle coassiali, tipo McPherson, derivate direttamente da quelle della Nissan Qashqai. La struttura è stata irrigidita e ha dato prova di sé nel corso del test dinamico svolto presso una cava, nel quale una sequenza di ostacoli ci ha portato a sospendere la vettura su tre punti. Anche sotto forte carico torsionale, la struttura non si è mossa (abbiamo aperto e chiuso le porte senza apparente sforzo aggiuntivo) e questo consente alle sospensioni, anche su strada, di lavorare per come sono state progettate. In fuoristrada la rigidità si manifesta con una certa rumorosità delle sospensioni che peraltro incassano bene anche le buche profonde prese allegramente. Per mitigare questo si è lavorato parecchio sull’insonorizzazione e l’assorbimento, e ora l’abitacolo è decisamente più vivibile, anche se il rotolamento dei pneumatici è ancora percettibile, così come il ‘ticchettio’ del diesel quando si chiede coppia motrice e si sale di giri. I tecnici hanno ribadito che un forte aumento dei pannelli fonoassorbenti, l’ampio utilizzo di mastice sulle giunture e un aumento dei cristalli anteriori di 0,35 mm. Migliorati gli accoppiamenti tra le parti e la costanza della luce sulle chiusure, segno di una maggior cura costruttiva e tolleranze più controllate.

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Per quanto riguarda i motori, ci sarà un benzina SCe 115 (sia 4X2 sia 4X4) con cambio manuale a 6 marce e i diesel dCi 90 (solo 4X2) e dDi 110 (sia 4X2 sia 4X4), sempre col cambio manuale. La dCi 110 4X2 può essere equipaggiata con cambio EDC a sei rapporti mentre il motore SCe 115 4X2 può essere fornito con l’alimentazione benzina/GPL. Quest’ultimo ci pare la scelta ideale per chi ripudia il gasolio, poiché il benzina paga in termini di consumo medio i 49 Nm in meno rispetto al diesel (156 contro 205 Nm) mentre con l’economico (ed ecologico) GPL, nonostante l’ulteriore calo a 144 Nm i costi chilometrici restano comunque sostenibili. Per disporre di questa versione, però, i clienti dovranno avere un po’ di pazienza…

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Aiuti per il fuoristrada
Per chi predilige il fuoristrada o semplicemente vuole più trazione su asfalto quando il fondo è difficile, la Dacia Duster 4X4 propone una trasmissione in grado di ripartire la coppia sui due assi fino a un massimo del 50%. Un selettore consente di utilizzare la modalità AUTO che a bassa velocità ripartisce 50/50 per poi passare, oltre gli 80 orari al 100% anteriore. Se le condizioni sono particolarmente difficili, meglio selezionare LOCKED che parte sempre da un 50/50 ma fino al limite degli 80 km/h mantiene un 30% al posteriore. Anche in questo caso, superata la soglia, la trazione passa tutta davanti. Questo consente l’utilizzo di viaggiare in sicurezza anche in inverno coi pneumatici 4 stagioni, anche se il consiglio tecnico è sempre quello, qualunque tipo di trazione si abbia a disposizione, di utilizzare in inverno degli pneumatici specifici.

Shockingly Advanced
Dacia ha voluto dividere il lancio in due parti distinte, seguendo una personale filosofia di marketing. Il primo assaggio, più tecnico, è stato dedicato a presentare come il prodotto si sia evoluto nella forma e nella sostanza e voglia abbandonare l’etichetta di ‘economica ad ogni costo’ che ha comunque decretato il successo di questa e di altre vetture (leggi Sandero) vendute in Italia da Dacia. La seconda fase, che avverrà nella prima settimana del 2018, sarà invece centrata sulla comunicazione del prezzo, che ci è stato garantito dai responsabili di Renault Italia, sarà ‘Shokingly Affordable’, specie considerando i contenuti decisamente più evoluti rispetto alla versione attualmente in vendita. Appuntamento dunque al 9 gennaio per sapere quanto costa la nuova Dacia Duster e al 20 gennaio per poter toccare con mano il prodotto, nel corso del week-end Porte Aperte…